Alois Riegl : Il Culto Moderno dei Monumenti

Alois Reigl :Il Culto Moderno dei Monumenti Il Restauro Architettonico

EN – Alois Riegl : The Modern Cult of Monuments

Alois Riegl è stato un importante storico dell’arte appartenente alla scuola di Vienna. Nato il 14 gennaio 1850, è scomparso il 17 giugno 1905. Il suo contributo teorico è considerato uno dei più rilevanti nel campo dell’arte e della conservazione dei monumenti.

Alois Riegl was an important art historian belonging to the Vienna School. He was born on January 14, 1850, and passed away on June 17, 1905. His theoretical contribution is considered one of the most significant in the field of art and monument preservation.

Riegl ha introdotto un nuovo concetto di “monumento”, definendolo come una testimonianza storica. Come professore presso l’Università di Vienna, ha sostenuto che la scienza della conservazione dei monumenti dovrebbe essere considerata un campo disciplinare autonomo. Ha superato la tradizionale distinzione tra architettura, pittura, scultura e arti minori, come l’artigianato, cercando di aiutare a comprendere le finalità e le azioni di tutela necessarie.

Riegl introduced a new concept of “monument,” defining it as a historical testimony. As a professor at the University of Vienna, he argued that the science of monument preservation should be considered a separate disciplinary field. He transcended the traditional distinction between architecture, painting, sculpture, and minor arts, such as craftsmanship, seeking to help understand the purposes and necessary conservation actions.

Il suo saggio più importante, intitolato “Il culto moderno dei monumenti” del 1903, fornisce una definizione molto ampia di “monumento”. Secondo Riegl, un monumento è un’opera creata dall’uomo con uno scopo specifico: preservare nella coscienza delle generazioni future atti o destini umani singoli, mantenendoli vivi e presenti.

His most important essay, titled “The Modern Cult of Monuments” from 1903, provides a very broad definition of “monument”. According to Riegl, a monument is a work created by man with a specific purpose: to preserve in the consciousness of future generations individual human acts or destinies, keeping them alive and present.

Riegl distingue tra monumenti intenzionali, creati appositamente come monumenti, e monumenti non intenzionali, che diventano tali a causa di eventi storici o per la loro qualità artistica. Egli sostiene che un monumento storico sia anche un monumento artistico.

According to Riegl, there is a distinction between intentional monuments, which are purposely created as monuments, and unintentional monuments, which become monuments due to historical events or their artistic quality. He argues that a historical monument is also an artistic monument.

Il concetto di “opera d’arte” secondo Riegl include ogni opera tangibile, visibile e udibile creata dall’uomo che possiede un valore artistico. Allo stesso modo, un monumento storico è considerato tale se possiede un valore storico. Riegl ritiene che ogni attività umana di cui abbiamo testimonianze o notizie possa rivendicare un valore storico, senza eccezioni. Ogni avvenimento storico, infatti, ha un valore insostituibile per noi e costituisce una catena di relazioni causa-effetto che non può essere interrotta.

The concept of “work of art” according to Riegl includes every tangible, visible, and audible work created by man that possesses artistic value. Similarly, a historic monument is considered as such if it possesses historical value. Riegl believes that every human activity for which we have evidence or information can claim historical value, without exceptions. Every historical event, in fact, has an irreplaceable value for us and constitutes a chain of cause-and-effect relationships that cannot be interrupted.

La teoria dei valori di Riegl si divide in valori memoria e valori contemporanei. I valori memoria riguardano l’idea che il monumento sia un’opera creata dall’uomo per conservare e mantenere vivi atti e destini umani nella coscienza delle generazioni future. Il valore dell’antico, ad esempio, rappresenta un valore sentimentale, legato alla sensibilità delle masse. Riegl sostiene che la conservazione dei monumenti sia giustificata come un aspetto documentario storico, poiché un monumento è una testimonianza particolare e chiara di una specifica evoluzione nell’attività umana.

The theory of values by Riegl can be divided into memory values and contemporary values. Memory values concern the idea that monuments are created by humans to preserve and keep alive human actions and destinies in the consciousness of future generations. The value of the ancient, for example, represents a sentimental value, linked to the sensibility of the masses. Riegl argues that the preservation of monuments is justified as a historical documentary aspect, since a monument is a particular and clear testimony of a specific evolution in human activity.

Il valore d’uso fa invece parte dei valori contemporanei e si riferisce alla conservazione di un edificio antico in modo che possa ancora essere utilizzato senza mettere in pericolo la vita e la salute delle persone. I valori sono classificati in tre tipi di monumento: monumento involontario (tipico dell’antichità e del Medioevo), monumento storico involontario (come quelli del Rinascimento) e monumento antico. Riegl sostiene che ogni monumento d’arte, senza eccezioni, possa essere considerato sia un monumento storico che artistico, in quanto rappresenta una fase specifica nello sviluppo dell’arte figurativa.

The use value, on the other hand, is part of contemporary values and refers to the preservation of an ancient building so that it can still be used without endangering the lives and health of people. Values are classified into three types of monuments: involuntary monument (typical of antiquity and the Middle Ages), involuntary historical monument (such as those from the Renaissance), and ancient monument. Riegl argues that every work of art monument, without exception, can be considered both a historical and artistic monument, as it represents a specific phase in the development of figurative art.



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Rivelate la Bellezza: Scopri le 7 Lampade dell’Architettura secondo John Ruskin

EN – Reveal the Beauty: Discover the 7 Lamps of Architecture according to John Ruskin

L’opera Le sette lampade dell’architettura di Ruskin ha come obiettivo quello di sensibilizzare tutti sul significato dell’architettura e sui doveri dell’uomo nei confronti delle nuove costruzioni e della conservazione del patrimonio antico. Secondo l’autore, i capitoli dell’opera rappresentano l’illustrazione dei principi dell’architettura, e non un saggio sull’architettura europea. Ogni capitolo è dedicato ad una delle sette lampade dell’architettura: sacrificio, verità, potenza, bellezza, vita, memoria e obbedienza.

Ruskin’s work The Seven Lamps of Architecture aims to make everyone aware of the significance of architecture and of human duties towards new buildings and the preservation of ancient heritage. According to the author, the chapters of the work are an illustration of the principles of architecture, not an essay on European architecture. Each chapter is dedicated to one of the seven lamps of architecture: sacrifice, truth, power, beauty, life, memory and obedience.

In particolare, il sesto capitolo, intitolato ‘La lampada della memoria’, contiene le pagine in cui Ruskin ha espresso la sua dottrina sulla conservazione, sostenuta dalla cultura moderna. L’autore afferma la necessità di applicare gli stessi principi alla costruzione della nuova architettura e alla tutela dell’architettura antica, affinché esse diventino elementi integranti dell’ambiente di vita della società umana. Il capitolo è diviso in due parti: la prima riguarda la costruzione del nuovo, gli effetti del tempo sugli edifici e il concetto di ‘pittoresco’; la seconda affronta i problemi della tutela e del restauro dell’architettura antica. Ruskin parte dall’affermazione dell’importanza del rapporto tra natura e opera dell’uomo e tra le cose e il ricordo, individuando nell’architettura l’elemento fondamentale per non dimenticare.

In particular, the sixth chapter, titled ‘The Lamp of Memory,’ contains the pages in which Ruskin expressed his doctrine on preservation, supported by modern culture. The author asserts the need to apply the same principles to the construction of new architecture and the preservation of ancient architecture, so that they become integral elements of the living environment of human society. The chapter is divided into two parts: the first deals with the construction of the new, the effects of time on buildings, and the concept of the ‘picturesque’; the second deals with the problems of the protection and restoration of ancient architecture. Ruskin starts from the affirmation of the importance of the relationship between nature and man’s work and between things and remembrance, identifying architecture as the key element in not forgetting.

L’uomo ha il compito di conferire una dimensione storica all’architettura di oggi e di conservare quella delle epoche passate come la più preziosa delle eredità

John Ruskin

Human beings have the task of giving a historical dimension to the architecture of today and preserving that of past eras as the most precious of legacies

John Ruskin

Villa Savoye – Icona, Rovina, Restauro (1948-1968) Il Restauro Architettonico

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Le sette lampade dell’architettura di John Ruskin

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Il Crollo del Campanile di San Marco : il restauro del XX secolo

EN – The collapse of the Campanile di San Marco : the restoration of the 20th century.

Villa Savoye – Icona, Rovina, Restauro (1948-1968) Il Restauro Architettonico

Sapevate che Villa Savoye, l'icona assoluta del Movimento Moderno, è stata per anni un fienile?In questa puntata di "Il restauro architettonico", l'Architetto Vincenzo Biancamano ci guida alla scoperta della storia meno nota del capolavoro di Le Corbusier a Poissy. Non parleremo solo di pilotis e finestre a nastro, ma della drammatica caduta di un'utopia tecnica e della sua incredibile battaglia per la sopravvivenza.Dalle infiltrazioni che la resero "inabitabile" già nel 1931, passando per l'occupazione militare durante la Seconda Guerra Mondiale, fino al 1958, quando rischiò di essere demolita per far posto a un liceo.Cosa significa restaurare il moderno? Perché, in un'opera del Novecento, siamo costretti a scegliere la "perfezione del nuovo" rispetto alla "bellezza della patina"?Un viaggio tra chimica del cemento, politica dei beni culturali con André Malraux e la sfida filosofica di riportare l'architettura al suo "ordine originario" per salvarne l'anima.🎙 In questa puntata:Il tradimento della materia: Perché le membrane bituminose originali fallirono miseramente.La Villa occupata: Dalle postazioni strategiche tedesche al magazzino di foraggio per le mucche.Il miracolo legislativo: Come André Malraux vincolò un'opera mentre l'autore era ancora in vita.Uccidere la rovina: La filosofia di Jean Dubuisson e il "valore di novità" nel restauro contemporaneo.🔗 Resta connesso con il progetto: Approfondimenti, articoli del blog e canali social dell'Architetto Biancamano: 👉  https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonicoChi è Vincenzo Biancamano? Architetto specializzato in restauro e conservazione dei monumenti, Vincenzo condivide in questo podcast il "dietro le quinte" dei grandi cantieri della storia, insegnandoci a leggere i messaggi nascosti tra le pietre e il cemento armato.

Il campanile di San Marco è uno dei simboli più conosciuti di Venezia e d’Italia, insieme alla Basilica e alla piazza di San Marco da cui prende il nome. I veneziani lo hanno anche chiamato il Paron de Casa, che significa “il padrone di casa che dimostra l’affetto e il legame”. Le sue dimensioni sono notevoli e lo rendono uno dei campanili più alti d’Italia con i suoi 98,6 metri di altezza. Si trova all’interno della piazza di San Marco e si erge di fronte alla Basilica, essendo stato costruito durante il nono secolo D.C. La sua forma è quadrata, con una dimensione di 12 per 12 metri, ed è composto per 50 metri di altezza in mattoni e laterizi. Sopra di esso si trova la cella campanaria d’arte, al di sopra della quale vi è un dado sulle cui sono raffigurati alternativamente due leoni e le figure femminili di Venezia. Il tutto è completato da una cuspide di forma piramidale sulla cui sommità è installata una piattaforma rotante che ha funzioni di segnalamento e linee. Alla base del campanile si trova la loggetta del Sansovino, un piccolo edificio pensato come un arco trionfale che aveva lo scopo di accogliere i Patrizi nel giungere nelle varie sedi del governo dislocate nella piazza.

St. Mark’s bell tower is one of the best-known symbols of Venice and Italy, along with the Basilica and St. Mark’s Square from which it takes its name. Venetians also called it the Paron de Casa, which means “the master of the house who shows affection and bonding.” Its size is remarkable, making it one of the tallest bell towers in Italy at 98.6 meters high. It is located within St. Mark’s Square and stands in front of the Basilica, having been built during the ninth century AD. Its shape is square, with a dimension of 12 by 12 meters, and it is composed for 50 meters in height of bricks and bricks. Above it is the art belfry, above which is a dado on which are alternately depicted two lions and the female figures of Venice. The whole is completed by a pyramid-shaped spire on the top of which is installed a rotating platform that has signaling functions and lines. At the base of the bell tower is Sansovino’s loggetta, a small building designed as a triumphal arch that was intended to welcome the Patricians as they arrived at the various seats of government located in the square.

Durante la primavera del 1902 si iniziò a vedere una preoccupante crepa sul lato settentrionale del campanile che iniziò piano piano ad allargarsi. Lunedì 14 luglio del 1902 alle 09:46 il campanile crollò e la polvere si diffuse in tutta la piazza. Venne distrutta anche la loggetta del Sansovino. Una testimonianza di quell’epoca riporta che la fenditura sul fianco del colosso si aprì spaventosamente e lo specchio che fronteggia la Basilica si piegò, squarciando così, mentre la folla lanciò un urlo prolungato. Si diffuse un cupo rumore di ovine e di schianti, l’enorme pinnacolo della cella campanaria dondolò con due o tre lenti movimenti, a destra e a sinistra e da sinistra a destra, traducendo gli atti che lo regolano e spezzandosi. Il colosso si accasciò su se stesso e cedette insaccandosi. La terra traballò e si elevò una gigantesca nuvola di polvere, e così si inabissò l’angelo d’oro.

During the spring of 1902, a worrisome crack began to be seen on the northern side of the bell tower, which slowly began to widen. On Monday, July 14, 1902 at 09:46 a.m. the bell tower collapsed and dust spread throughout the square. Sansovino’s loggia was also destroyed. An account from that time reports that the crack in the side of the colossus opened frighteningly and the mirror facing the Basilica bent, ripping open as the crowd let out a prolonged scream. A somber clatter of sheepishness and crashing spread, the huge pinnacle of the belfry rocked with two or three slow movements, left to right and left to right, translating the acts that govern it and breaking. The colossus collapsed on itself and gave way, bagging itself. The earth wobbled and a gigantic cloud of dust rose up, and thus the golden angel sank.

La sua ricostruzione ebbe una notevole risonanza a livello sia nazionale che internazionale, e diverse opinioni si trovarono a confronto. Si discusse se rifarlo in stile o rifarlo in un modo che fosse completamente ben inserito all’interno della piazza, e ci furono anche proposte in stile Gothic Revival o quasi Liberty. La ragionevole scelta fu la ricostruzione dov’era e com’era, ma siamo in presenza di una copia, non di un falso storico. Il campanile fu ricostruito come era nelle sue composizioni esterne, ripristinando l’immagine perduta, ma al suo interno il campanile aveva una struttura in calcestruzzo armato. La sua ricostruzione ridava quei rapporti architettonici neanche nella piazza di San Marco che senza il sollevamento verticale perdeva la sua armonia e c’era bisogno di ripristinare il connubio tra monumento e ambiente.

Its reconstruction had considerable resonance both nationally and internationally, and different opinions were confronted. There was discussion about whether to remake it in style or remake it in a way that would fit completely within the square, and there were also proposals in the Gothic Revival or quasi Art Nouveau style. The reasonable choice was to rebuild it where it was and as it was, but we are in the presence of a copy, not a historical forgery. The steeple was rebuilt as it was in its exterior compositions, restoring the lost image, but inside, the steeple had a reinforced concrete structure. Its reconstruction restored those architectural relationships even in St. Mark’s Square, which without the vertical lift lost its harmony, and there was a need to restore the union between monument and environment.

La ricostruzione del campanile di San Marco fu affidata a Luca Beltrami. In primo luogo, fu accertato che le fondazioni fossero in ottime condizioni. Il crollo era stato causato da un intervento di sostituzione degli elementi di copertura della loggetta del Sansovino, che aveva creato una frattura nel punto di congiunzione della lancetta e del campanile, indebolendo la già fragile muratura. Furono utilizzati elementi di mattoni in laterizio di diverse epoche e di diverse dimensioni. Tuttavia, una domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto i resti del campanile crollato?

The reconstruction of St. Mark’s bell tower was entrusted to Luca Beltrami. First, it was ascertained that the foundations were in excellent condition. The collapse had been caused by an intervention to replace the roofing elements of Sansovino’s loggia, which had created a fracture at the junction of the lancet and bell tower, weakening the already fragile masonry. Brick elements of different ages and sizes were used. However, one question arises: what happened to the remains of the collapsed bell tower?

Successivamente, fu incaricato l’architetto Giacomo Boni di recuperare i resti del campanile, che furono inabissati. Prima di questo, furono setacciati e i materiali ancora integri furono utilizzati per la ricostruzione del campanile. I materiali restanti erano di scarsa qualità o non più integri. Boni organizzò una cerimonia durante la quale le macerie furono trasportate su una piccola chiatta trainata da un piroscafo, dove venne posto un lauro troncato e un mattone avvolto da alloro proveniente da Aquileia. Su tale mattone fu incisa la data del 14 luglio 1902, data del crollo. Un corteo partì da San Marco allontanandosi circa tre miglia dalla bocca di porto di San Nicolò, dove una bimba di nome Gigetta lanciò il mattone inciso, dando inizio all’affondamento.

Later, architect Giacomo Boni was commissioned to recover the remains of the bell tower, which were silted up. Before this, they were sifted and the materials still intact were used for the reconstruction of the bell tower. The remaining materials were of poor quality or no longer intact. Boni organized a ceremony during which the rubble was transported on a small barge towed by a steamer, where a truncated laurel and a laurel-wrapped brick from Aquileia was placed. On that brick was engraved the date of July 14, 1902, the date of the collapse. A procession departed from St. Mark’s, moving about three miles away from the harbor mouth of St. Nicholas, where a little girl named Gigetta threw the engraved brick, initiating the sinking.

I resti furono scoperti nel 2004 e sono visibili in numerosi video disponibili online. Ma perché si scelse di affondare le macerie invece di impiegarle in altre fabbriche? La risposta è semplice: il campanile non doveva mai abbandonare Venezia e nessuna maceria doveva essere utilizzata per un’altra fabbrica che non fosse quella del nuovo campanile. Questa decisione riflette il profondo attaccamento dei veneziani al campanile e alla loro città.

Il 25 aprile 1912, in occasione della festa di San Marco, fu inaugurato il nuovo campanile, che tuttora domina la piazza e continua ad essere un orgoglio di Venezia.

The remains were discovered in 2004 and can be seen in numerous videos available online. But why was the choice made to sink the rubble instead of employing it in other factories? The answer is simple: the campanile was never to leave Venice, and no rubble was to be used for another factory other than the new campanile. This decision reflects the deep attachment of Venetians to the campanile and their city.

On April 25, 1912, on St. Mark’s Day, the new bell tower was inaugurated, which still dominates the square and continues to be a pride of Venice.

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“Mille volte grazie! Il podcast il restauro architettonico raggiunge le 1000 riproduzioni!”

EN – “A Thousand Times Thank You! Podcast the architectural restoration reaches 1000 plays!”

Il podcast il restauro architettonico ha raggiunto le 1000 riproduzioni su tutte le piattaforme supportate. Grazie per questo grande risultato: 1000 riproduzioni per me sono un traguardo importante. Ho iniziato questo percorso a luglio, non avendo alcuna pretesa se non quella di divulgare la mia passione per il restauro architettonico. Si tratta di una materia quasi sconosciuta, ma che racchiude uno dei valori più importanti della vita: la trasmissione alle future generazioni.

The podcast the architectural restoration has reached 1000 plays on all supported platforms. Thank you for this great achievement: 1000 reproductions for me is a major milestone. I started this journey in July, having no pretensions except to spread my passion for architectural restoration. It is an almost unknown subject, but one that holds one of the most important values in life: transmission to future generations.

E cosa c’è di meglio da tramandare se non le opere architettoniche e pittoriche che sono giunte fino a noi, riflettendo la nostra capacità di trasmettere? Infatti, l’essere umano biologicamente nasce per trasmettere i suoi geni e far continuare a vivere la nostra specie. Nella storia dell’umanità, abbiamo inventato, sognato e realizzato qualsiasi cosa, addirittura siamo arrivati nello spazio. Tuttavia, ci sono alcune cose che non possiamo controllare, come la morte, ma possiamo sconfiggerla tramite l’arte. Infatti, l’arte ci rende immortali, come dimostra il caso di Leonardo da Vinci: la sua vita terrena si è conclusa 504 anni fa, ma le sue opere sono ancora qui con noi, e in esse c’è una parte di lui che vive ancora.

And what better to pass on than the architectural and pictorial works that have come down to us, reflecting our ability to pass on? Indeed, human beings biologically are born to pass on their genes and keep our species alive. In the history of mankind, we have invented, dreamed and achieved everything, even made it to space. However, there are some things we cannot control, such as death, but we can defeat it through art. In fact, art makes us immortal, as the case of Leonardo da Vinci shows: his earthly life ended 504 years ago, but his works are still here with us, and in them there is a part of him that still lives on.

Sta a noi conservare queste opere affinché siano eterni. L’unico modo per ingannare la morte è tramite l’arte in tutte le sue forme, incluso il restauro, che ci consente di conservare queste opere affinché durino per sempre. Pertanto, il restauro architettonico svolge un ruolo importante e cruciale per lo sviluppo della nostra attuale e futura società. Credo che il modo migliore per tramandare alle future generazioni i nostri monumenti, le nostre opere d’arte e qualsiasi altro manufatto storico con un senso culturale sia quello di conoscerlo. Iniziando già dal territorio in cui viviamo, conoscendo i monumenti, è il modo migliore per conservare ciò che è arrivato a noi: dobbiamo conoscerlo, rispettarlo e tramandarlo.

It is up to us to preserve these works so that they are eternal. The only way to cheat death is through art in all its forms, including restoration, which enables us to preserve these works so that they will last forever. Therefore, architectural restoration plays an important and crucial role in the development of our current and future society. I believe that the best way to pass on our monuments, works of art and any other historical artifacts with cultural meaning to future generations is to know them. Starting as early as the area in which we live, knowing the monuments is the best way to preserve what has come down to us: we must know, respect and pass it on.

Il restauro architettonico si prefigge questo obiettivo: conservare la storia. Ci sono stati tanti uomini e donne che hanno contribuito alla trasmissione di questa materia con scritti, libri e teorie, ma sono convinto che il modo migliore per trasmettere alle future generazioni ciò che è arrivato fino a noi sia quello di conoscerlo a fondo e rispettarlo.

This is what architectural restoration is all about: preserving history. There have been many men and women who have contributed to the transmission of this subject with writings, books and theories, but I am convinced that the best way to pass on to future generations what has come down to us is to know it thoroughly and respect it.

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La cultura del passato che continua nel presente : La visione di Beltrami sul restauro architettonico

EN – The culture of the past continuing into the present : Beltrami’s vision of architectural restoration

L’episodio del podcast “Il Restauro Architettonico” descrive la vita e l’opera di Luca Beltrami, un importante architetto storico del restauro che fu anche un prolifico scrittore, insegnante e sovrintendente delle Belle Arti. Beltrami è noto per i suoi interventi di restauro su edifici storici come il Castello Sforzesco e il Palazzo Marino a Milano. Il suo lavoro si concentrò sulla ricostruzione di parti mancanti attraverso prove archivistiche e documentate, invece che sull’inventiva, e fu influenzato dal pensiero storico e scientifico di Boito e. Beltrami credeva che ogni architettura fosse un unicum e che la cultura del passato dovesse essere custodita e trasmessa gelosamente.

The podcast episode “Architectural Restoration” describes the life and work of Luca Beltrami, a prominent historical restoration architect who was also a prolific writer, teacher, and superintendent of fine arts. Beltrami is known for his restoration work on historic buildings such as the Castello Sforzesco and the Palazzo Marino in Milan. His work focused on reconstructing missing parts through archival and documented evidence rather than inventiveness, and he was influenced by the historical and scientific thinking of Boito and. Beltrami believed that every architecture was unique and that the culture of the past should be jealously guarded and transmitted.

The podcast episode “Architectural Restoration” describes the life and work of Luca Beltrami, a prominent historical restoration architect who was also a prolific writer, teacher, and superintendent of fine arts. Beltrami is known for his restoration work on historic buildings such as the Castello Sforzesco and the Palazzo Marino in Milan. His work focused on reconstructing missing parts through archival and documented evidence rather than inventiveness, and he was influenced by the historical and scientific thinking of Boito and. Beltrami believed that every architecture was unique and that the culture of the past should be jealously guarded and transmitted.

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William Morris: il suo contributo al restauro architettonico

EN – William Morris: his contribution to architectural restoration

Villa Savoye – Icona, Rovina, Restauro (1948-1968) Il Restauro Architettonico

Sapevate che Villa Savoye, l'icona assoluta del Movimento Moderno, è stata per anni un fienile?In questa puntata di "Il restauro architettonico", l'Architetto Vincenzo Biancamano ci guida alla scoperta della storia meno nota del capolavoro di Le Corbusier a Poissy. Non parleremo solo di pilotis e finestre a nastro, ma della drammatica caduta di un'utopia tecnica e della sua incredibile battaglia per la sopravvivenza.Dalle infiltrazioni che la resero "inabitabile" già nel 1931, passando per l'occupazione militare durante la Seconda Guerra Mondiale, fino al 1958, quando rischiò di essere demolita per far posto a un liceo.Cosa significa restaurare il moderno? Perché, in un'opera del Novecento, siamo costretti a scegliere la "perfezione del nuovo" rispetto alla "bellezza della patina"?Un viaggio tra chimica del cemento, politica dei beni culturali con André Malraux e la sfida filosofica di riportare l'architettura al suo "ordine originario" per salvarne l'anima.🎙 In questa puntata:Il tradimento della materia: Perché le membrane bituminose originali fallirono miseramente.La Villa occupata: Dalle postazioni strategiche tedesche al magazzino di foraggio per le mucche.Il miracolo legislativo: Come André Malraux vincolò un'opera mentre l'autore era ancora in vita.Uccidere la rovina: La filosofia di Jean Dubuisson e il "valore di novità" nel restauro contemporaneo.🔗 Resta connesso con il progetto: Approfondimenti, articoli del blog e canali social dell'Architetto Biancamano: 👉  https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonicoChi è Vincenzo Biancamano? Architetto specializzato in restauro e conservazione dei monumenti, Vincenzo condivide in questo podcast il "dietro le quinte" dei grandi cantieri della storia, insegnandoci a leggere i messaggi nascosti tra le pietre e il cemento armato.

L’episodio del podcast Il restauro architettonico dal titolo “Morris: il suo contributo al restauro architettonico” tratta della figura di William Morris e del suo ruolo fondamentale nel movimento di Anti Restauration, insieme a John Ruskin.

The podcast episode The Architectural Restoration titled “Morris: His Contribution to Architectural Restoration” discusses the figure of William Morris and his pivotal role in the Anti Restauration movement, along with John Ruskin.

Il 13 luglio 1878, l’organo di stampa della Royal Institute of British Architects respinse il restauro falsificatore, un evento che segnò l’inizio dell’Anti Restauration Moviment, un movimento che promuoveva la tutela e la protezione dei monumenti storici. Morris e Ruskin furono tra i maggiori sostenitori di questo movimento e svolsero un ruolo importante nella sua diffusione.

On July 13, 1878, the press organ of the Royal Institute of British Architects rejected the restoration forgery, an event that marked the beginning of the Anti Restauration Movement, a movement promoting the preservation and protection of historic monuments. Morris and Ruskin were among the major supporters of this movement and played an important role in its spread.

Oltre alla catalogazione e alla salvaguardia delle architetture, il movimento aveva anche il compito di informare e formare coloro che desideravano approfondire il mondo della tutela e della conservazione dei monumenti. Questi concetti sono ancora attuali e dimostrano come un pensiero dell’Ottocento sia ancora rilevante oggi.

In addition to the cataloguing and preservation of architecture, the movement also had the task of informing and educating those who wished to learn more about the world of monument protection and preservation. These concepts are still relevant today and demonstrate how a 19th-century thought is still relevant today.

Morris contribuì in modo significativo alla diffusione del movimento di Anti Restauration, condividendo gli stessi ideali di Ruskin. Come afferma Francesco La Regina, il restauro architettonico non riguarda solo la scelta degli stili da imitare o dei materiali da utilizzare, ma rappresenta un vasto atteggiamento nei confronti della realtà che ci circonda, dell’ambiente naturale e antropologico, e dell’eredità storica e artistica.

Morris contributed significantly to the spread of the Anti Restauration movement, sharing the same ideals as Ruskin. As Francis La Regina states, architectural restoration is not only about the choice of styles to imitate or materials to use, but represents a broad attitude toward the reality around us, the natural and anthropological environment, and the historical and artistic legacy.

Morris sosteneva che questa eredità non ci appartiene, ma appartiene a coloro che l’hanno creata, alla generazione che l’ha goduta e alle generazioni future che potranno apprezzarne i caratteri qualitativi. Per questo motivo, è importante tutelare costantemente i beni culturali di qualsiasi epoca e di qualsiasi stile, giorno per giorno.

Morris argued that this heritage does not belong to us, but belongs to those who created it, to the generation that enjoyed it, and to future generations who will be able to appreciate its qualitative characters. For this reason, it is important to constantly protect cultural heritage of any era and any style, day by day.

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⁠Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, di Giovanni Carbonara⁠ ⁠⁠La cultura del restauro. Teorie e fondatori, di S. Casiello⁠⁠

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⁠William Morris  – Illustrato, 25 ottobre 2022di Anna Mason (a cura di), Chiara Veltri (Traduttore), Pietro Del Vecchio (Traduttore)

Il Restauro storico : Pietra miliare del restauro italiano

EN – Historical restoration : Milestone of Italian restoration

L’episodio del podcast il restauro architettonico “Il Restauro storico : Pietra miliare del restauro italiano” discute l’evoluzione delle pratiche di restauro alla fine del XIX secolo. In questo periodo, la pratica del restauro stilistico veniva messa in discussione a causa della sua natura arbitraria ed eccessiva, e le teorie conservazioniste stavano diventando sempre più diffuse. Tuttavia, le teorie conservazioniste erano anche restrittive, poiché proponevano il rifiuto di qualsiasi tipo di intervento.

The episode of the architectural restoration podcast “Historic Restoration” discusses the evolution of restoration practices in the late 19th century. At this time, the practice of stylistic restoration was being questioned due to its arbitrary nature and excesses, and conservationist theories were becoming more widespread. However, conservationist theories were also restrictive, advocating for a refusal of any kind of intervention.

Al contrario, l’episodio mette in luce una tendenza verso l’intervento nel processo di restauro, concentrando l’attenzione sia sui danni materiali che strutturali, che sulle trasformazioni avvenute attraverso aggiunte o sottrazioni. Le pratiche di restauro si allontanavano dall’approccio stilistico basato sull’analogia con edifici simili, e si orientavano verso un approccio documentato basato su prove attentamente ricercate. Nei casi in cui erano necessari completamenti o integrazioni, questi non venivano respinti, ma limitati alla precisa realizzazione di ciò che c’era, basata sulla documentazione storica.

In contrast, the episode highlights a tendency towards intervention in the restoration process, focusing on both material and structural damage, as well as transformations that have occurred through additions or subtractions. Restoration practices moved away from the stylistic approach based on analogies with similar buildings, and towards a documented approach that was based on carefully researched evidence. In cases where completion or integrations were necessary, they were not rejected, but instead limited to the accurate realization of what was there, based on historical documentation.

L’episodio sottolinea l’importanza di un approccio individualizzato al restauro, con ogni restauro specifico per un determinato monumento e fondato su prove storiche come documenti, dipinti e disegni. Il ruolo del restauratore è anche cambiato da artista che ricreava il restauro stilistico, a esperto di filologia storica e ricerca archivistica.

The episode emphasizes the importance of an individualized approach to restoration, with each restoration being specific to a particular monument, and founded on historical evidence such as documents, paintings, and drawings. The role of the restorer also changed from being an artist who recreated the stylistic restoration, to an expert in historical philology and archival research.

L’episodio discute anche della crescente consapevolezza della necessità di un approccio più equilibrato alla conservazione del patrimonio culturale, che bilanci la necessità di conservazione con la necessità di intervento quando necessario. Questo approccio si è consolidato e rafforzato nel corso del XX secolo, grazie allo sviluppo di nuove teorie e metodologie di restauro.

In definitiva, l’episodio sostiene che la proposta di restauro storico rappresenta un passo verso una soluzione all’impasse tra il desiderio di preservare il patrimonio culturale e la necessità di intervento per garantire la continuità e la funzionalità dei monumenti.

The episode also discusses the growing awareness of the need for a more balanced approach to cultural heritage conservation, one that balances the need for preservation with the need for intervention when necessary. This approach has been consolidated and strengthened during the 20th century through the development of new restoration theories and methodologies.

Ultimately, the episode argues that the historical restoration proposal is a step toward a solution to the impasse between the desire to preserve cultural heritage and the need for intervention to ensure the continuity and functionality of monuments.

Villa Savoye – Icona, Rovina, Restauro (1948-1968) Il Restauro Architettonico

Sapevate che Villa Savoye, l'icona assoluta del Movimento Moderno, è stata per anni un fienile?In questa puntata di "Il restauro architettonico", l'Architetto Vincenzo Biancamano ci guida alla scoperta della storia meno nota del capolavoro di Le Corbusier a Poissy. Non parleremo solo di pilotis e finestre a nastro, ma della drammatica caduta di un'utopia tecnica e della sua incredibile battaglia per la sopravvivenza.Dalle infiltrazioni che la resero "inabitabile" già nel 1931, passando per l'occupazione militare durante la Seconda Guerra Mondiale, fino al 1958, quando rischiò di essere demolita per far posto a un liceo.Cosa significa restaurare il moderno? Perché, in un'opera del Novecento, siamo costretti a scegliere la "perfezione del nuovo" rispetto alla "bellezza della patina"?Un viaggio tra chimica del cemento, politica dei beni culturali con André Malraux e la sfida filosofica di riportare l'architettura al suo "ordine originario" per salvarne l'anima.🎙 In questa puntata:Il tradimento della materia: Perché le membrane bituminose originali fallirono miseramente.La Villa occupata: Dalle postazioni strategiche tedesche al magazzino di foraggio per le mucche.Il miracolo legislativo: Come André Malraux vincolò un'opera mentre l'autore era ancora in vita.Uccidere la rovina: La filosofia di Jean Dubuisson e il "valore di novità" nel restauro contemporaneo.🔗 Resta connesso con il progetto: Approfondimenti, articoli del blog e canali social dell'Architetto Biancamano: 👉  https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonicoChi è Vincenzo Biancamano? Architetto specializzato in restauro e conservazione dei monumenti, Vincenzo condivide in questo podcast il "dietro le quinte" dei grandi cantieri della storia, insegnandoci a leggere i messaggi nascosti tra le pietre e il cemento armato.

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Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, di Giovanni Carbonara

La cultura del restauro. Teorie e fondatori, di S. Casiello

Guida storica del castello di Milano 1368-1894, di Luca Beltrami

Luca Beltrami (1854-1933). Storia, arte e architettura a Milano. Monografia. Catalogo della mostra (Milano, 27 marzo-29 giugno 2014),  S. Paoli

Morris e la SPAB: la tutela del patrimonio storico come obiettivo primario

EN – Morris and the SPAB: historic preservation as a primary goal

In questo episodio del podcast “Il restauro architettonico”, esploreremo la fondazione della Society for the Protection of Ancient Buildings (SPAB) e il suo manifesto che ha avuto un impatto duraturo sulla teoria e sulla pratica del restauro architettonico. Discuteremo delle idee di Morris riguardo alla protezione del patrimonio architettonico, alla manutenzione rigorosa e alla destinazione d’uso originale dei beni.

In this episode of the podcast “Architectural Restoration,” we will explore the founding of the Society for the Protection of Ancient Buildings (SPAB) and its manifesto that has had a lasting impact on the theory and practice of architectural restoration. We will discuss Morris’s ideas regarding the protection of architectural heritage, rigorous maintenance, and the original intended use of property.

Esploreremo anche come il pensiero di Morris si scontrava con il pensiero europeo dell’epoca, in particolare con quello francese, dove prevaleva una visione diversa sulla ricostruzione e la costruzione di nuovi linguaggi architettonici. Infine, analizzeremo come il manifesto della SPAB abbia influenzato la pratica del restauro architettonico nel corso del tempo e come sia ancora pertinente oggi, mentre sempre più persone si concentrano sulla conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico.

We will also explore how Morris’s thinking clashed with European thought at the time, particularly French thought, where a different view on reconstruction and the construction of new architectural languages prevailed. Finally, we will explore how the SPAB manifesto has influenced the practice of architectural restoration over time and how it is still relevant today as more and more people focus on the preservation and enhancement of architectural heritage.

Villa Savoye – Icona, Rovina, Restauro (1948-1968) Il Restauro Architettonico

Sapevate che Villa Savoye, l'icona assoluta del Movimento Moderno, è stata per anni un fienile?In questa puntata di "Il restauro architettonico", l'Architetto Vincenzo Biancamano ci guida alla scoperta della storia meno nota del capolavoro di Le Corbusier a Poissy. Non parleremo solo di pilotis e finestre a nastro, ma della drammatica caduta di un'utopia tecnica e della sua incredibile battaglia per la sopravvivenza.Dalle infiltrazioni che la resero "inabitabile" già nel 1931, passando per l'occupazione militare durante la Seconda Guerra Mondiale, fino al 1958, quando rischiò di essere demolita per far posto a un liceo.Cosa significa restaurare il moderno? Perché, in un'opera del Novecento, siamo costretti a scegliere la "perfezione del nuovo" rispetto alla "bellezza della patina"?Un viaggio tra chimica del cemento, politica dei beni culturali con André Malraux e la sfida filosofica di riportare l'architettura al suo "ordine originario" per salvarne l'anima.🎙 In questa puntata:Il tradimento della materia: Perché le membrane bituminose originali fallirono miseramente.La Villa occupata: Dalle postazioni strategiche tedesche al magazzino di foraggio per le mucche.Il miracolo legislativo: Come André Malraux vincolò un'opera mentre l'autore era ancora in vita.Uccidere la rovina: La filosofia di Jean Dubuisson e il "valore di novità" nel restauro contemporaneo.🔗 Resta connesso con il progetto: Approfondimenti, articoli del blog e canali social dell'Architetto Biancamano: 👉  https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonicoChi è Vincenzo Biancamano? Architetto specializzato in restauro e conservazione dei monumenti, Vincenzo condivide in questo podcast il "dietro le quinte" dei grandi cantieri della storia, insegnandoci a leggere i messaggi nascosti tra le pietre e il cemento armato.
  1. Villa Savoye – Icona, Rovina, Restauro (1948-1968)
  2. Colosseo – Fori Imperiali : La Metro nella storia
  3. L’Intervento Fosteriano: tecnologia come ponte tra passato e futuro
  4. Il Culto Moderno Dei Monumenti – ALOIS RIEGL
  5. SIRIS: Arte contemporanea a Herakleia

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Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, di Giovanni Carbonara

La cultura del restauro. Teorie e fondatori, di S. Casiello

Pioneers Of Modern Design: From William Morris To Walter Gropius 

William Morris e l’ideologia dell’architettura moderna

William Morris: pioniere del restauro architettonico

EN – William Morris: pioneer of architectural restoration

L’Inghilterra è la prima nazione, insieme alla Francia, a intraprendere una riflessione intensa sui temi del restauro durante il XIX secolo. In particolare, l’Inghilterra introduce concetti e teorie innovativi che appaiono come vere e proprie provocazioni ideologiche e culturali per il contesto europeo dell’epoca. William Morris è una figura significativa che si distingue per le sue posizioni sui concetti di tutela, conservazione e restauro, che rimangono tra le più importanti e sistematicamente espresse del periodo.

England is the first nation, along with France, to engage in intensive reflection on restoration issues during the 19th century. In particular, England introduced innovative concepts and theories that appeared as real ideological and cultural provocations for the European context of the time. William Morris is a significant figure who stands out for his positions on the concepts of preservation, conservation and restoration, which remain among the most important and systematically expressed of the period.

Morris, uno studente a Oxford e membro della confraternita dei pittori Preraffaelliti, esprime un’idea fondamentale di protezione dell’architettura e del restauro. Le sue posizioni accese, romantiche e polemiche, le iniziative pubbliche eclatanti, gli atteggiamenti anticonformisti e le scelte personali divennero parte integrante della sua personalizzazione del messaggio culturale, tipica di molti intellettuali del XIX e XX secolo.

Morris, a student at Oxford and member of the Pre-Raphaelite painting fraternity, expressed a fundamental idea of protecting architecture and restoration. His heated, romantic and polemical stances, striking public initiatives, nonconformist attitudes and personal choices became an integral part of his personalization of the cultural message, typical of many intellectuals of the 19th and 20th centuries

Ascolta l’episodio ” William Morris: pioniere del restauro architettonico” su Spotify e tutte le piattaforme di ascolto

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Villa Savoye – Icona, Rovina, Restauro (1948-1968) Il Restauro Architettonico

Sapevate che Villa Savoye, l'icona assoluta del Movimento Moderno, è stata per anni un fienile?In questa puntata di "Il restauro architettonico", l'Architetto Vincenzo Biancamano ci guida alla scoperta della storia meno nota del capolavoro di Le Corbusier a Poissy. Non parleremo solo di pilotis e finestre a nastro, ma della drammatica caduta di un'utopia tecnica e della sua incredibile battaglia per la sopravvivenza.Dalle infiltrazioni che la resero "inabitabile" già nel 1931, passando per l'occupazione militare durante la Seconda Guerra Mondiale, fino al 1958, quando rischiò di essere demolita per far posto a un liceo.Cosa significa restaurare il moderno? Perché, in un'opera del Novecento, siamo costretti a scegliere la "perfezione del nuovo" rispetto alla "bellezza della patina"?Un viaggio tra chimica del cemento, politica dei beni culturali con André Malraux e la sfida filosofica di riportare l'architettura al suo "ordine originario" per salvarne l'anima.🎙 In questa puntata:Il tradimento della materia: Perché le membrane bituminose originali fallirono miseramente.La Villa occupata: Dalle postazioni strategiche tedesche al magazzino di foraggio per le mucche.Il miracolo legislativo: Come André Malraux vincolò un'opera mentre l'autore era ancora in vita.Uccidere la rovina: La filosofia di Jean Dubuisson e il "valore di novità" nel restauro contemporaneo.🔗 Resta connesso con il progetto: Approfondimenti, articoli del blog e canali social dell'Architetto Biancamano: 👉  https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonicoChi è Vincenzo Biancamano? Architetto specializzato in restauro e conservazione dei monumenti, Vincenzo condivide in questo podcast il "dietro le quinte" dei grandi cantieri della storia, insegnandoci a leggere i messaggi nascosti tra le pietre e il cemento armato.
  1. Villa Savoye – Icona, Rovina, Restauro (1948-1968)
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  4. Il Culto Moderno Dei Monumenti – ALOIS RIEGL
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Pioneers Of Modern Design: From William Morris To Walter Gropius 

William Morris e l’ideologia dell’architettura moderna

“Esplorando la sinergia tra l’astronomia e l’architettura: come la scienza del cosmo influenza la progettazione degli edifici”

EN – “Exploring the synergy between astronomy and architecture: how the science of the cosmos influences building design

La sinergia tra astronomia e architettura è una tradizione remota che risale a tempi antichi, con molte costruzioni di tutto il mondo che riflettono l’influenza della scienza del cosmo sulla progettazione degli edifici. Ad esempio, i templi egizi erano allineati con i solstizi e gli equinozi, i minareti delle moschee venivano utilizzati per chiamare i fedeli alla preghiera, mentre le cupole delle chiese erano utilizzate come osservatori astronomici.

The synergy between astronomy and architecture is an ancient tradition dating back to ancient times, with many buildings around the world reflecting the influence of the science of the cosmos on building design. For example, Egyptian temples were aligned with the solstices and equinoxes, mosque minarets were used to call worshippers to prayer, and church domes were used as astronomical observatories.

Anche oggi, l’astronomia continua a influire sulla progettazione degli edifici, sia dal punto di vista tecnologico che emozionale. Ad esempio, molte costruzioni moderne utilizzano finestre a doppia parete per controllare la luce solare e creare un’illuminazione naturale efficiente. Alcuni architetti progettano edifici che permettono di ammirare le stelle, creando un legame tra l’uomo e il cosmo. Questi edifici dimostrano come l’architettura possa essere utilizzata per connettere l’uomo con la natura e l’universo, offrendo un’esperienza emozionante e significativa.

Even today, astronomy continues to influence building design, both technologically and emotionally. For example, many modern buildings use double-walled windows to control sunlight and create efficient natural lighting. Some architects design buildings that allow views of the stars, creating a link between humans and the cosmos. These buildings demonstrate how architecture can be used to connect humans with nature and the universe, providing an exciting and meaningful experience.

La conoscenza dei movimenti del sole e della luna sta anche influenzando la progettazione sostenibile degli edifici. Ad esempio, gli architetti possono utilizzare queste informazioni per progettare edifici che massimizzino l’utilizzo della luce naturale e minimizzino l’utilizzo dell’energia artificiale. Questo può non solo migliorare l’efficienza energetica, ma anche creare un ambiente interno più confortevole e accogliente.

Knowledge of the movements of the sun and moon is also influencing the sustainable design of buildings. For example, architects can use this information to design buildings that maximize the use of natural light and minimize the use of artificial energy. This can not only improve energy efficiency, but also create a more comfortable and welcoming indoor environment.

In sintesi, l’astronomia e l’architettura sono due discipline che si sono influenzate a vicenda per secoli, e la loro sinergia continua a progredire. La prossima volta che vi trovate in un edificio, pensate a come la scienza del cosmo abbia influenzato la sua progettazione e come esso vi connetta con l’universo in modo emozionante e significativo. Ricordate che questa sinergia storica tra astronomia e architettura dimostra come la scienza e l’arte possano collaborare in modo armonioso per creare ambienti edificati unici e affascinanti.

In summary, astronomy and architecture are two disciplines that have influenced each other for centuries, and their synergy continues to progress. The next time you stand in a building, think about how the science of the cosmos has influenced its design and how it connects you with the universe in exciting and meaningful ways. Remember that this historic synergy between astronomy and architecture demonstrates how science and art can collaborate harmoniously to create unique and fascinating built environments.

Ecco alcuni esempi di edifici moderni che mostrano la sinergia tra astronomia e architettura:

  1. Planetario di Atacama, Cile: Questo edificio è stato progettato per ospitare un’esperienza immersiva sotto le stelle, con una cupola trasparente che offre una vista spettacolare del cielo notturno.
  2. Museo dell’Astronomia e dello Spazio, Belgio: Questo museo vanta una cupola rotante che segue il movimento del sole e della luna, offrendo un’esperienza unica che connetta l’uomo con il cosmo.
  3. Centro per la Scienza e l’Innovazione di Sydney, Australia: Questo edificio utilizza finestre a doppia parete per controllare la luce solare e creare un’illuminazione naturale efficiente. Inoltre, ha un’apertura a forma di stella nella facciata che permette di ammirare le stelle durante la notte.
  4. Biblioteca Centrale di Seattle, USA: Questa biblioteca ha una cupola rotante che permette di ammirare il cielo, creando un legame tra l’uomo e il cosmo. Inoltre, utilizza finestre a doppia parete per controllare la luce solare e creare un’illuminazione naturale efficiente.

Questi sono solo alcuni esempi di come l’astronomia sta influenzando la progettazione degli edifici in tutto il mondo. La sinergia tra queste due discipline offre opportunità uniche per creare ambienti edificati significativi e connessi con il cosmo.

Here are some examples of modern buildings that show the synergy between astronomy and architecture:

Planetarium of Atacama, Chile: This building is designed to host an immersive experience under the stars, with a transparent dome offering spectacular views of the night sky.

Museum of Astronomy and Space, Belgium: This museum boasts a rotating dome that follows the movement of the sun and moon, offering a unique experience that connects humans with the cosmos.

Center for Science and Innovation, Sydney, Australia: This building uses double-walled windows to control sunlight and create efficient natural lighting. It also has a star-shaped opening in the facade that allows for stargazing at night.

Central Library in Seattle, USA: This library has a rotating dome that allows people to admire the sky, creating a connection between humans and the cosmos. It also uses double-walled windows to control sunlight and create efficient natural lighting.

These are just a few examples of how astronomy is influencing the design of buildings around the world. The synergy between these two disciplines offers unique opportunities to create meaningful, cosmos-connected built environments.