Morris e la SPAB: la tutela del patrimonio storico come obiettivo primario

EN – Morris and the SPAB: historic preservation as a primary goal

In questo episodio del podcast “Il restauro architettonico”, esploreremo la fondazione della Society for the Protection of Ancient Buildings (SPAB) e il suo manifesto che ha avuto un impatto duraturo sulla teoria e sulla pratica del restauro architettonico. Discuteremo delle idee di Morris riguardo alla protezione del patrimonio architettonico, alla manutenzione rigorosa e alla destinazione d’uso originale dei beni.

In this episode of the podcast “Architectural Restoration,” we will explore the founding of the Society for the Protection of Ancient Buildings (SPAB) and its manifesto that has had a lasting impact on the theory and practice of architectural restoration. We will discuss Morris’s ideas regarding the protection of architectural heritage, rigorous maintenance, and the original intended use of property.

Esploreremo anche come il pensiero di Morris si scontrava con il pensiero europeo dell’epoca, in particolare con quello francese, dove prevaleva una visione diversa sulla ricostruzione e la costruzione di nuovi linguaggi architettonici. Infine, analizzeremo come il manifesto della SPAB abbia influenzato la pratica del restauro architettonico nel corso del tempo e come sia ancora pertinente oggi, mentre sempre più persone si concentrano sulla conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico.

We will also explore how Morris’s thinking clashed with European thought at the time, particularly French thought, where a different view on reconstruction and the construction of new architectural languages prevailed. Finally, we will explore how the SPAB manifesto has influenced the practice of architectural restoration over time and how it is still relevant today as more and more people focus on the preservation and enhancement of architectural heritage.

La "Bomboniera" In Cenere: Il Rogo Del Teatro Sannazaro Il Restauro Architettonico

L'alba del 17 febbraio 2026 ha segnato una ferita profonda nel cuore di Napoli. L'incendio del Teatro Sannazaro, la storica Bomboniera di via Chiaia, non è solo un evento di cronaca, ma un caso studio complesso per l'architettura e il restauro contemporaneo. In questo episodio, l'architetto Vincenzo Biancamano analizza le cause tecniche e le conseguenze culturali di un disastro che ha visto il crollo della cupola affrescata da Vincenzo Paliotti. Esploriamo il paradosso del teatro all'italiana: un organismo architettonico progettato per l'eccellenza acustica attraverso materiali leggeri e combustibili, che si scontra oggi con le rigidissime normative di prevenzione incendi. Attraverso il confronto con i precedenti storici de La Fenice di Venezia e del Petruzzelli di Bari, cerchiamo di rispondere alla domanda fondamentale: è possibile ricostruire com'era e dov'era senza generare un falso storico o un ambiente acusticamente inerte? Un viaggio tra ingegneria dei materiali, vernici intumescenti e la filosofia del restauro critico.Punti ChiaveCronaca tecnica del disastro del 17 febbraio 2026 e analisi del rischio elettrico negli edifici storici stratificati.La fragilità intrinseca del teatro all'italiana: il conflitto tra legno, velluto e sicurezza moderna.Teorie del restauro a confronto: la posizione di Cesare Brandi rispetto alla ricostruzione analogica.Soluzioni tecnologiche d'avanguardia: materiali ignifughi, sensori mimetizzati e il recupero della cassa armonica.Ascolta il podcast su: Apple Podcasts: https://podcasts.apple.com/it/podcast/il-restauro-architettonico/id1637037179Spotify: https://open.spotify.com/show/7wxtbYN5usasP1SMGMHwn7?si=04e40e9ba72b4697 Italia Podcast: https://italia-podcast.it/podcast/il-restauro-architettonico YouTube: https://www.youtube.com/@PodIlRestauroArchitettonico Podcast in Inglese: https://open.spotify.com/show/4p7fFbewsgocqtEfKxuU54?si=2OXjBBNwSVGyKcTQniofPASeguimi per aggiornamenti e approfondimenti: Linktree: https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonico Instagram: https://instagram.com/ilrestauroarchitettonico Blog: https://ilrestauroarchitettonico.com Telegram: https://t.me/ilrestauroarchitettonico Email: ilrestauroarchitettonico@yahoo.com
  1. La "Bomboniera" In Cenere: Il Rogo Del Teatro Sannazaro
  2. Milano Cortina 2026: Il racconto di un'Olimpiade
  3. Il Partenone: Storia, Ferite e Rinascita di un Simbolo Universale
  4. L'Epifania di Fano: Il Ritrovamento della Basilica di Vitruvio
  5. Conservare o rinnovare? Ise e l’antinomia Oriente/Occidente nel restauro

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Bibliografia

Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, di Giovanni Carbonara

La cultura del restauro. Teorie e fondatori, di S. Casiello

Pioneers Of Modern Design: From William Morris To Walter Gropius 

William Morris e l’ideologia dell’architettura moderna

William Morris: pioniere del restauro architettonico

EN – William Morris: pioneer of architectural restoration

L’Inghilterra è la prima nazione, insieme alla Francia, a intraprendere una riflessione intensa sui temi del restauro durante il XIX secolo. In particolare, l’Inghilterra introduce concetti e teorie innovativi che appaiono come vere e proprie provocazioni ideologiche e culturali per il contesto europeo dell’epoca. William Morris è una figura significativa che si distingue per le sue posizioni sui concetti di tutela, conservazione e restauro, che rimangono tra le più importanti e sistematicamente espresse del periodo.

England is the first nation, along with France, to engage in intensive reflection on restoration issues during the 19th century. In particular, England introduced innovative concepts and theories that appeared as real ideological and cultural provocations for the European context of the time. William Morris is a significant figure who stands out for his positions on the concepts of preservation, conservation and restoration, which remain among the most important and systematically expressed of the period.

Morris, uno studente a Oxford e membro della confraternita dei pittori Preraffaelliti, esprime un’idea fondamentale di protezione dell’architettura e del restauro. Le sue posizioni accese, romantiche e polemiche, le iniziative pubbliche eclatanti, gli atteggiamenti anticonformisti e le scelte personali divennero parte integrante della sua personalizzazione del messaggio culturale, tipica di molti intellettuali del XIX e XX secolo.

Morris, a student at Oxford and member of the Pre-Raphaelite painting fraternity, expressed a fundamental idea of protecting architecture and restoration. His heated, romantic and polemical stances, striking public initiatives, nonconformist attitudes and personal choices became an integral part of his personalization of the cultural message, typical of many intellectuals of the 19th and 20th centuries

Ascolta l’episodio ” William Morris: pioniere del restauro architettonico” su Spotify e tutte le piattaforme di ascolto

Listen to the episode ” William Morris: pioneer of architectural restoration” on Spotify and all listening platforms

La "Bomboniera" In Cenere: Il Rogo Del Teatro Sannazaro Il Restauro Architettonico

L'alba del 17 febbraio 2026 ha segnato una ferita profonda nel cuore di Napoli. L'incendio del Teatro Sannazaro, la storica Bomboniera di via Chiaia, non è solo un evento di cronaca, ma un caso studio complesso per l'architettura e il restauro contemporaneo. In questo episodio, l'architetto Vincenzo Biancamano analizza le cause tecniche e le conseguenze culturali di un disastro che ha visto il crollo della cupola affrescata da Vincenzo Paliotti. Esploriamo il paradosso del teatro all'italiana: un organismo architettonico progettato per l'eccellenza acustica attraverso materiali leggeri e combustibili, che si scontra oggi con le rigidissime normative di prevenzione incendi. Attraverso il confronto con i precedenti storici de La Fenice di Venezia e del Petruzzelli di Bari, cerchiamo di rispondere alla domanda fondamentale: è possibile ricostruire com'era e dov'era senza generare un falso storico o un ambiente acusticamente inerte? Un viaggio tra ingegneria dei materiali, vernici intumescenti e la filosofia del restauro critico.Punti ChiaveCronaca tecnica del disastro del 17 febbraio 2026 e analisi del rischio elettrico negli edifici storici stratificati.La fragilità intrinseca del teatro all'italiana: il conflitto tra legno, velluto e sicurezza moderna.Teorie del restauro a confronto: la posizione di Cesare Brandi rispetto alla ricostruzione analogica.Soluzioni tecnologiche d'avanguardia: materiali ignifughi, sensori mimetizzati e il recupero della cassa armonica.Ascolta il podcast su: Apple Podcasts: https://podcasts.apple.com/it/podcast/il-restauro-architettonico/id1637037179Spotify: https://open.spotify.com/show/7wxtbYN5usasP1SMGMHwn7?si=04e40e9ba72b4697 Italia Podcast: https://italia-podcast.it/podcast/il-restauro-architettonico YouTube: https://www.youtube.com/@PodIlRestauroArchitettonico Podcast in Inglese: https://open.spotify.com/show/4p7fFbewsgocqtEfKxuU54?si=2OXjBBNwSVGyKcTQniofPASeguimi per aggiornamenti e approfondimenti: Linktree: https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonico Instagram: https://instagram.com/ilrestauroarchitettonico Blog: https://ilrestauroarchitettonico.com Telegram: https://t.me/ilrestauroarchitettonico Email: ilrestauroarchitettonico@yahoo.com
  1. La "Bomboniera" In Cenere: Il Rogo Del Teatro Sannazaro
  2. Milano Cortina 2026: Il racconto di un'Olimpiade
  3. Il Partenone: Storia, Ferite e Rinascita di un Simbolo Universale
  4. L'Epifania di Fano: Il Ritrovamento della Basilica di Vitruvio
  5. Conservare o rinnovare? Ise e l’antinomia Oriente/Occidente nel restauro

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Pioneers Of Modern Design: From William Morris To Walter Gropius 

William Morris e l’ideologia dell’architettura moderna

“Esplorando la sinergia tra l’astronomia e l’architettura: come la scienza del cosmo influenza la progettazione degli edifici”

EN – “Exploring the synergy between astronomy and architecture: how the science of the cosmos influences building design

La sinergia tra astronomia e architettura è una tradizione remota che risale a tempi antichi, con molte costruzioni di tutto il mondo che riflettono l’influenza della scienza del cosmo sulla progettazione degli edifici. Ad esempio, i templi egizi erano allineati con i solstizi e gli equinozi, i minareti delle moschee venivano utilizzati per chiamare i fedeli alla preghiera, mentre le cupole delle chiese erano utilizzate come osservatori astronomici.

The synergy between astronomy and architecture is an ancient tradition dating back to ancient times, with many buildings around the world reflecting the influence of the science of the cosmos on building design. For example, Egyptian temples were aligned with the solstices and equinoxes, mosque minarets were used to call worshippers to prayer, and church domes were used as astronomical observatories.

Anche oggi, l’astronomia continua a influire sulla progettazione degli edifici, sia dal punto di vista tecnologico che emozionale. Ad esempio, molte costruzioni moderne utilizzano finestre a doppia parete per controllare la luce solare e creare un’illuminazione naturale efficiente. Alcuni architetti progettano edifici che permettono di ammirare le stelle, creando un legame tra l’uomo e il cosmo. Questi edifici dimostrano come l’architettura possa essere utilizzata per connettere l’uomo con la natura e l’universo, offrendo un’esperienza emozionante e significativa.

Even today, astronomy continues to influence building design, both technologically and emotionally. For example, many modern buildings use double-walled windows to control sunlight and create efficient natural lighting. Some architects design buildings that allow views of the stars, creating a link between humans and the cosmos. These buildings demonstrate how architecture can be used to connect humans with nature and the universe, providing an exciting and meaningful experience.

La conoscenza dei movimenti del sole e della luna sta anche influenzando la progettazione sostenibile degli edifici. Ad esempio, gli architetti possono utilizzare queste informazioni per progettare edifici che massimizzino l’utilizzo della luce naturale e minimizzino l’utilizzo dell’energia artificiale. Questo può non solo migliorare l’efficienza energetica, ma anche creare un ambiente interno più confortevole e accogliente.

Knowledge of the movements of the sun and moon is also influencing the sustainable design of buildings. For example, architects can use this information to design buildings that maximize the use of natural light and minimize the use of artificial energy. This can not only improve energy efficiency, but also create a more comfortable and welcoming indoor environment.

In sintesi, l’astronomia e l’architettura sono due discipline che si sono influenzate a vicenda per secoli, e la loro sinergia continua a progredire. La prossima volta che vi trovate in un edificio, pensate a come la scienza del cosmo abbia influenzato la sua progettazione e come esso vi connetta con l’universo in modo emozionante e significativo. Ricordate che questa sinergia storica tra astronomia e architettura dimostra come la scienza e l’arte possano collaborare in modo armonioso per creare ambienti edificati unici e affascinanti.

In summary, astronomy and architecture are two disciplines that have influenced each other for centuries, and their synergy continues to progress. The next time you stand in a building, think about how the science of the cosmos has influenced its design and how it connects you with the universe in exciting and meaningful ways. Remember that this historic synergy between astronomy and architecture demonstrates how science and art can collaborate harmoniously to create unique and fascinating built environments.

Ecco alcuni esempi di edifici moderni che mostrano la sinergia tra astronomia e architettura:

  1. Planetario di Atacama, Cile: Questo edificio è stato progettato per ospitare un’esperienza immersiva sotto le stelle, con una cupola trasparente che offre una vista spettacolare del cielo notturno.
  2. Museo dell’Astronomia e dello Spazio, Belgio: Questo museo vanta una cupola rotante che segue il movimento del sole e della luna, offrendo un’esperienza unica che connetta l’uomo con il cosmo.
  3. Centro per la Scienza e l’Innovazione di Sydney, Australia: Questo edificio utilizza finestre a doppia parete per controllare la luce solare e creare un’illuminazione naturale efficiente. Inoltre, ha un’apertura a forma di stella nella facciata che permette di ammirare le stelle durante la notte.
  4. Biblioteca Centrale di Seattle, USA: Questa biblioteca ha una cupola rotante che permette di ammirare il cielo, creando un legame tra l’uomo e il cosmo. Inoltre, utilizza finestre a doppia parete per controllare la luce solare e creare un’illuminazione naturale efficiente.

Questi sono solo alcuni esempi di come l’astronomia sta influenzando la progettazione degli edifici in tutto il mondo. La sinergia tra queste due discipline offre opportunità uniche per creare ambienti edificati significativi e connessi con il cosmo.

Here are some examples of modern buildings that show the synergy between astronomy and architecture:

Planetarium of Atacama, Chile: This building is designed to host an immersive experience under the stars, with a transparent dome offering spectacular views of the night sky.

Museum of Astronomy and Space, Belgium: This museum boasts a rotating dome that follows the movement of the sun and moon, offering a unique experience that connects humans with the cosmos.

Center for Science and Innovation, Sydney, Australia: This building uses double-walled windows to control sunlight and create efficient natural lighting. It also has a star-shaped opening in the facade that allows for stargazing at night.

Central Library in Seattle, USA: This library has a rotating dome that allows people to admire the sky, creating a connection between humans and the cosmos. It also uses double-walled windows to control sunlight and create efficient natural lighting.

These are just a few examples of how astronomy is influencing the design of buildings around the world. The synergy between these two disciplines offers unique opportunities to create meaningful, cosmos-connected built environments.

La Visione del Restauro di Giovanni Carbonara: Un’Eredità Immortale

Recentemente, il mondo del restauro ha perso una figura di rilievo con la scomparsa di Giovanni Carbonara (Roma, 27 novembre 1942 – Roma, 1º febbraio 2023) è stato un architetto italiano. Storico dell’architettura e teorico del restauro, è considerato il capofila della cosiddetta Scuola romana del restauro architettonico.

Cenni Biografici

Noto professore di Restauro dei Monumenti, conosciuto per la sua attività scientifica e il suo impegno nel settore. Laureatosi in architettura nel 1967, ha iniziato la sua carriera come architetto e poi si è specializzato nello studio e nel restauro dei monumenti.

Il percorso accademico di Carbonara:

  • Architetto nelle Soprintendenze (1969)
  • Iscrizione alla Scuola di specializzazione per lo studio ed il restauro dei monumenti (1971)
  • Collaborazione con Renato Bonelli all’Università di Roma “La Sapienza” (1969-1980)
  • Professore incaricato di Storia dell’architettura e Restauro dei monumenti , prima a Pescara poi a Roma (1975-1980)
  • Professore ordinario di Restauro dei monumenti a Roma (dal 1980)

Ruoli importanti:

  • Coordinatore del dottorato di ricerca in Conservazione dei beni architettonici
  • Direttore della Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio
  • Lezioni presso l’Istituto Centrale del Restauro, l’ICCROM e altri istituti culturali italiani e stranieri.

Attività scientifica:

Impatto sul dibattito sulla teoria del restauro: Nell’ultimo quarto del Novecento e nei primi anni del nuovo secolo, la figura di Carbonara ha avuto un’importanza primaria nel dibattito sulla teoria del restauro. Il suo contributo all’evoluzione della scuola romana verso posizioni critico-conservative ha permesso una crescita di interesse per la tutela del dato materiale.

La sua visione del restauro come atto di conservazione e trasmissione del patrimonio storico-artistico, il suo rispetto per la sostanza antica e le documentazioni autentiche, e il suo spirito di interpretazione critica e di continuo miglioramento sono valori che devono essere ricordati e portati avanti.

Il restauro è una disciplina che richiede una combinazione unica di abilità tecniche e capacità di interpretazione critica. La capacità di capire e rispettare la sostanza antica delle opere d’arte e di documentarne l’autenticità è una delle chiavi del successo nel restauro. Questo è esattamente ciò che Giovanni Carbonara ha portato al mondo del restauro. La sua visione del restauro come atto di conservazione e trasmissione del patrimonio storico-artistico, il suo rispetto per la sostanza antica e le documentazioni autentiche, e il suo spirito di interpretazione critica e di continuo miglioramento sono valori che devono essere preservati e portati avanti.

Secondo Carbonara, il restauro non è solo un’azione tecnica, ma anche un’interpretazione critica delle opere d’interesse storico, artistico e ambientale. Il restauro deve essere basato sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche, e proporsi come un atto che trasmette il passato al futuro, facilitandone la lettura e senza cancellarne le tracce.

Inoltre, Carbonara ha sempre sottolineato che il restauro è un’ipotesi critica e una proposizione che può essere sempre modificata, senza che per questo si alteri irreversibilmente l’originale. Questo significa che il restauro deve essere sempre sottoposto a un’analisi critica e a un processo di miglioramento continuo, che consenta di preservare la sostanza antica e la documentazione autentica delle opere d’arte, senza impedirne la lettura e la comprensione da parte del pubblico.

La memoria di Giovanni Carbonara è una fonte di ispirazione per i restauratori di oggi e di domani, e il suo contributo al mondo del restauro resta immortale. La sua visione del restauro come un atto di conservazione, trasmissione e interpretazione critica del patrimonio storico-artistico è un messaggio importante che deve essere ricordato e portato avanti, e la sua eredità deve essere continuamente celebrata nel mondo del restauro.

I restauratori di oggi devono essere consapevoli delle sfide che si presentano nel loro lavoro, ma allo stesso tempo devono essere animati dalla passione per il patrimonio storico-artistico e dalla volontà di preservarlo e trasmetterlo al futuro. Il loro lavoro deve essere basato sul rispetto per la sostanza antica e le documentazioni autentiche, e devono essere impegnati in un processo continuo di miglioramento e di interpretazione critica.

In definitiva, il lascito di Giovanni Carbonara ci ricorda l’importanza di conservare e trasmettere il patrimonio storico-artistico, e ci invita a continuare a sviluppare la disciplina del restauro in modo responsabile e sostenibile. La sua memoria è una fonte di ispirazione per tutti coloro che lavorano nel mondo del restauro, e la sua visione del restauro come atto di conservazione, trasmissione e interpretazione critica resterà sempre un contributo importante e immortale alla disciplina.

Per concludere, voglio lasciare una citazione di Giovanni Carbonara che riassume perfettamente il suo approccio al restauro:

“S’intende per «restauro» qualsiasi intervento volto a conservare e a trasmettere al futuro, facilitandone la lettura e senza cancellarne le tracce del passaggio nel tempo, le opere d’interesse storico, artistico e ambientale; esso si fonda sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche costituite da tali opere, proponendosi, inoltre, come atto d’interpretazione critica non verbale ma espressa nel concreto operare. Più precisamente, come ipotesi critica e proposizione sempre modificabile, senza che per essa si alteri irreversibilmente l’originale.”

Paolo Torsello, Che cosa è il restauro ?

“Riconversione dell’ex centrale termica di Jurkovič a Bratislava: come trasformare un edificio industriale in un nuovo centro culturale”

La riconversione dell’ex centrale termica di Jurkovič a Bratislava rappresenta un esempio di come gli edifici industriali possono essere trasformati in nuovi centri culturali e ricreativi. Il progetto, ideato dall’architetto Martin Pasko e dal suo team di DF Creative Group, ha saputo creare un nuovo centro culturale che fosse allo stesso tempo funzionale e esteticamente gradevole, rispettando le esigenze ambientali e conservando le tracce del passato.

La centrale termica, progettata negli anni ’70 dall’architetto slovacco Dušan Jurkovič, era da tempo in disuso e rappresentava un’area degradata nel quartiere di Petrzalka. Il progetto di Pasko ha previsto la conservazione della struttura originaria dell’edificio e la sua trasformazione in un nuovo spazio aperto per la comunità. La copertura dell’edificio è stata trasformata in un parco urbano con passeggiate e giardini, mentre la vecchia ciminiera è stata trasformata in un punto panoramico con viste sulla città. All’interno, gli spazi sono stati progettati per essere flessibili e adattabili alle esigenze degli utenti, con una grande sala per mostre e concerti al piano terra, un cinema e un teatro al primo piano, una galleria d’arte e uno spazio per la performance.

Il progetto di riconversione dell’ex centrale termica dimostra come gli edifici industriali possono essere riutilizzati in modo creativo per creare nuovi spazi per la comunità e migliorare la qualità della vita in città. La riconversione dell’edificio ha anche un impatto ambientale positivo, poiché ha permesso di ridurre l’inquinamento e l’utilizzo di energie non rinnovabili, creando nuovi spazi verdi e migliorando la qualità dell’aria.

La creazione di un nuovo centro culturale all’interno di un edificio industriale dismesso, come in questo caso, rappresenta un’ottima occasione per rivitalizzare un’area degradata e trasformarla in un luogo di intrattenimento e cultura, creando nuovi posti di lavoro e attirando turisti in città. Inoltre, la riconversione dell’edificio ha contribuito anche a migliorare l’ambiente urbano circostante e a creare nuovi spazi verdi, offrendo un’oasi verde nel quartiere e un luogo di relax e divertimento per i residenti e i visitatori.

Inoltre, il progetto di Pasko e DF Creative Group ha permesso di creare un nuovo punto di riferimento per la comunità locale, con una serie di attività culturali e ricreative che attirano visitatori di tutte le età. In questo modo, la riconversione dell’ex centrale termica in un centro culturale ha dimostrato che è possibile trasformare gli edifici abbandonati in luoghi di intrattenimento e cultura, creando nuovi posti di lavoro e attirando turisti in città.

In sintesi, la riconversione dell’ex centrale termica di Jurkovič a Bratislava rappresenta un esempio di come gli edifici industriali possono essere trasformati in nuovi centri culturali e ricreativi. Il progetto di Pasko e DF Creative Group ha saputo creare un nuovo centro culturale che fosse allo stesso tempo funzionale e esteticamente gradevole, rispettando le esigenze ambientali e conservando le tracce del passato. La riconversione dell’edificio ha anche un impatto ambientale positivo e contribuisce a migliorare l’ambiente urbano circostante e a creare nuovi posti di lavoro e attrazioni turistiche. In questo modo, il progetto di riconversione dell’ex centrale termica di Jurkovič dimostra come gli edifici industriali possono essere riutilizzati in modo creativo per creare nuovi spazi per la comunità e migliorare la qualità della vita in città.

“Rispecchiando la nuova moderna semplice facciata in vetro, basata su un principio di inserimento di un ‘edificio nell’edificio’, le due architetture sono stratificate e intrecciate” – spiega Martin Pasko – “Almeno una delle tre caratteristiche industriali tipiche dell’area è visibile da ogni parte dell’impianto di riscaldamento, vale a dire tipiche finestre industriali alte divise, pareti fatte di mattoni originali o strutture in cemento armato di tre tramogge”.

Foto di https://www.boysplaynice.com/

ProjectConversion of Jurkovič Heating Plant NCM Bratislava
Conversion Lead ArchitectMartin Pasko and DF Creative Group team
Co-authors of the architectural partZuzana Zacharová, Eva Belláková, Matúš Podskalický, Martina Michalková, Alexandra Havranová
Renovation of facades and roof claddingPavol Pauliny, Vlasta Viglašová, Ján Kresan / Pamarch
Interiors of shell & core and auditoriumDF Creative Group
Base4Work rental fit-outJán Antal, Barbora Babocká / Studio Perspektiv
Restaurant Werk fit-outBeef architects
Cafe Dot Gallery fit-outPoint architects
CooperationRoman Bányai (conversion chief engineer); Marta Pichová, Ivan Holub (renovation of facade and roof cladding); Pavol Pribylinec, Juraj Prokipčák, Mária Kubaliaková (building part)
Conversion Chief Structural EngineerPeter Gavaľa
InvestorPenta Real Estate
PhotoBoys Play Nice
Design2016 (facade restoration) 2017-2019 (interior conversion)
Realization2018-2020 (facade restoration), 2018-2021 (interior conversion)
Land area1800 m2
Useful area6300 m2
Constructions costsEUR 13 million

“Romanticismo e restauro: l’eredità di John Ruskin”

In questo episodio del podcast, esploreremo il tema del romanticismo e del restauro architettonico. La cultura inglese ha sempre mostrato un amore profondo per la natura, le rovine e il paesaggio naturale, così come per il neo-medievalismo e la dimensione umana dei vecchi villaggi. Tuttavia, è stato solo con l’influenza di John Ruskin e William Morris che le posizioni conservazioniste hanno avuto un impatto significativo sull’opinione pubblica e sui committenti.

John Ruskin, un esteta, letterato e sociologo vittoriano, ha sostenuto che l’esperienza estetica fosse in continua analogia con quella morale e che l’arte fosse legata alla società che la produceva. La sua critica dell’arte era quindi anche una critica della società industriale, che stava allontanandosi sempre più dalla natura e dall’uomo. Durante i suoi viaggi in Europa, Ruskin è stato colpito dalla quantità di restauri che ha visto e dai criteri seguiti, e ha deciso di dedicarsi sempre di più al campo sociale.

Ruskin ha pubblicato “Le sette lampade dell’architettura” (1849), che sono obiettivi che il costruttore, l’utente e il restauratore devono tenere presente. In particolare, la “Lampada della memoria” affronta il tema del restauro e della durata. Ruskin sosteneva che l’uomo cerca di salvare l’oggetto per conservare la memoria della propria esistenza, ma che l’onestà verso il manufatto implica di non tradire l’autenticità della sua natura. Il restauro che va oltre ogni ragionevole constatazione della condizione dell’oggetto è considerato moralmente scorretto poiché modifica la realtà concreta dell’oggetto e lo trasforma in un feticcio.

In sintesi, Ruskin afferma che il restauro è una menzogna e distrugge l’edificio originale in modo definitivo e irrimediabile. La sua eredità ha continuato a influire sul dibattito sul restauro architettonico fino ai giorni nostri.

Instagram : @ilrestauroarchitettonico

Blog : www.ilrestauroarchitettonico.com

Bibliografia

Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, di Giovanni Carbonara

Le sette lampade dell’architettura, di John Ruskin (Autore), Roberto Di Stefano (Avanti), Renzo Pivetti (Traduttore)

Le pietre di Venezia , di John Ruskin

La cultura del restauro. Teorie e fondatori, di S. Casiello

“HBIM: come la tecnologia sta cambiando la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale”

Il patrimonio storico e culturale rappresenta una parte fondamentale della nostra identità e della nostra storia come società. Tuttavia, preservare e valorizzare questi tesori può essere difficoltoso, soprattutto quando si tratta di edifici antichi e monumenti. Fortunatamente, c’è una tecnologia che sta cambiando il modo in cui affrontiamo questa sfida: l’Heritage Building Information Modelling (HBIM).

L’HBIM è una tecnologia di modellizzazione avanzata dell’informazione degli edifici, che consente di raccogliere, gestire e condividere informazioni sui beni culturali in modo preciso e dettagliato. Utilizzando il Building Information Modelling (BIM) e l’intelligenza artificiale, l’HBIM consente di creare modelli digitali 3D dei beni culturali precisi al millimetro. Questi modelli possono essere utilizzati per testare diverse opzioni di conservazione e valorizzazione, identificare eventuali problemi e pianificare la gestione del patrimonio storico.

Ma l’HBIM non si limita solo alla creazione di modelli digitali precisi, essa va oltre, consente anche di raccogliere e analizzare dati sui beni culturali in modo automatizzato. Ciò significa che è possibile ottenere una maggiore comprensione dei beni culturali e del loro stato di conservazione. Ad esempio, l’HBIM può essere utilizzato per monitorare l’effetto del tempo e delle condizioni ambientali su un edificio antico, consentendo di prendere decisioni informate per la sua conservazione. Inoltre, l’HBIM può essere utilizzato per analizzare il flusso dei visitatori, per pianificare l’utilizzo delle risorse e per creare piani di manutenzione preventiva.

Ma l’HBIM non si limita solo alla gestione degli edifici singoli, essa è anche un elemento chiave per la creazione delle città culturali intelligenti. Con i dati BIM, è possibile creare un modello digitale della città e pianificare l’utilizzo del patrimonio storico in modo integrato e ottimizzato. Inoltre, l’HBIM consente di creare una rete di edifici culturali smart, dove i dati BIM vengono condivisi tra edifici diversi, consentendo una gestione integrata e ottimizzata del patrimonio storico. Ciò può portare a una maggiore accessibilità e fruibilità dei beni culturali per il pubblico e una maggiore consapevolezza e valorizzazione del patrimonio storico e culturale.

In sintesi, l’HBIM rappresenta uno strumento potente per la conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale. Essa consente di raccogliere, gestire e condividere informazioni sui beni culturali in modo preciso e dettagliato, utilizzando l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati. Ciò consente di prendere decisioni informate per la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, di monitorare l’effetto del tempo e delle condizioni ambientali sugli edifici e di creare esperienze immersivi per i visitatori. In futuro, l’HBIM sarà uno strumento sempre più importante per preservare e valorizzare il nostro patrimonio storico e culturale per le generazioni future.

Foto di Evgeniy Surzhan su Unsplash

“Il restauro architettonico: un’arte, una scienza e una responsabilità per preservare il patrimonio”

Immaginate di passeggiare per le strade di una città vecchia, ammirando gli edifici storici che raccontano la storia di quel luogo. Ora immaginate che tutti questi edifici siano in rovina, abbandonati e dimenticati. Questa è la triste realtà per molte città e comunità in tutto il mondo, a meno che non ci sia il restauro architettonico.

Il restauro architettonico è un’arte, una scienza e una responsabilità. È un’arte perché richiede una grande abilità e creatività per riportare in vita gli edifici storici, mantenendo al tempo stesso la loro integrità e bellezza originaria. È una scienza perché richiede una conoscenza approfondita dei materiali e delle tecniche costruttive per garantire che gli edifici siano stabili e sicuri. E infine è una responsabilità perché gli edifici storici sono parte della nostra ereditate culturale e devono essere protetti e conservati per le generazioni future.

Il restauro architettonico non solo consente di preservare gli edifici storici, ma anche di dar loro nuova vita e nuovi usi. Ad esempio, un vecchio edificio industriale può essere trasformato in un centro culturale o un vecchio palazzo può diventare un albergo di lusso. In questo modo, il restauro architettonico può anche creare nuove opportunità economiche per le comunità locali.

Ma nonostante i suoi benefici, il restauro architettonico è spesso un’impresa costosa e complessa. Secondo uno studio dell’Unione Europea, il costo medio di restauro di un edificio storico è di 130.000 euro, e solo il 2% degli edifici storici in Europa sono stati restaurati negli ultimi dieci anni.

Per questo motivo, è importante che le autorità e le comunità locali lavorino insieme per sostenere il restauro architettonico, e che si creino programmi di finanziamento per sostenere i costi del restauro. Come ha detto l’architetto spagnolo Antonio Bonet Castellana, “Il restauro architettonico è un’espressione di gratitudine verso il passato e di responsabilità verso il futuro”.

Inoltre, secondo una recente ricerca condotta dalla UNESCO l’investimento in beni culturali, compreso il restauro architettonico, può generare un ritorno economico fino a 15 volte superiore rispetto all’investimento iniziale.

In conclusione, il restauro architettonico è un’arte, una scienza e una responsabilità che consente di preservare il patrimonio storico e culturale del nostro mondo. Non solo consente di salvare edifici storici in pericolo, ma anche di dar loro nuova vita e nuovi usi, creando opportunità economiche per le comunità locali. Tuttavia, essendo un’impresa costosa e complessa, è importante che le autorità e le comunità lavorino insieme per sostenere il restauro architettonico e che si creino programmi di finanziamento per sostenere i costi del restauro. Dobbiamo essere grati verso il passato e responsabili verso il futuro, investendo nella conservazione del patrimonio storico e culturale per le future generazioni.

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“Il cambiamento climatico e la protezione dei monumenti storici l’importanza di un’azione pacifica e rispettosa”

Il cambiamento climatico è una questione critica che riguarda il nostro pianeta e la sopravvivenza delle generazioni future. Gli attivisti hanno il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi problemi e di spingere le autorità a prendere misure per affrontare il cambiamento climatico. Tuttavia, alcuni attivisti hanno scelto di utilizzare monumenti e siti storici come simboli della loro lotta contro il cambiamento climatico, il che può essere controproducente per la loro causa e per la conservazione della cultura e della storia delle comunità.

Per esempio, nel 2019, attivisti per il clima hanno imbrattato con vernice rossa la fontana di Trevi a Roma per attirare l’attenzione sull’emergenza climatica. Questa azione ha causato danni al sito storico e ha suscitato la disapprovazione dei residenti e delle autorità locali. Inoltre, una simile azione è stata compiuta contro la fontana di Nettuno a Bologna.

Secondo l’esperto di conservazione dei monumenti storici, Professor Luigi Fusco Girard, “i monumenti storici sono una testimonianza del passato, della cultura e della storia di una determinata comunità e rappresentano un patrimonio prezioso per le generazioni future. Il loro danneggiamento o distruzione non solo offende le persone che li hanno costruiti e le generazioni che li hanno conservati, ma può anche minare la loro capacità di trasmettere il loro significato storico e culturale alle generazioni future”.

Invece di ricorrere a questi metodi violenti e dannosi, gli attivisti per il clima possono promuovere soluzioni sostenibili attraverso manifestazioni pacifiche, campagne di sensibilizzazione sui media sociali, e collaborazioni con le autorità locali. Inoltre, gli attivisti possono utilizzare i monumenti storici come mezzo per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi ambientali attraverso visite guidate ed eventi educativi.

Un esempio è la città di Venezia. La città è particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico a causa della sua posizione geografica e dell’aumento del livello del mare. Gli attivisti possono lavorare con le autorità locali per promuovere soluzioni sostenibili per proteggere la città, come la costruzione di barriere contro l’acqua e la promozione della mobilità sostenibile. Inoltre, possono sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di proteggere questo sito storico unico e promuovere azioni per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

In generale, è importante che gli attivisti per il cambiamento climatico rispettino e proteggano i monumenti e i siti storici, in quanto essi rappresentano un patrimonio prezioso per le comunità e per la cultura umana in generale. Il rispetto dei monumenti storici non solo aiuta a preservare la loro importanza culturale, ma anche a supportare una causa importante in modo pacifico e costruttivo.

Come individui e come società, dobbiamo trovare un equilibrio tra la protezione dei nostri monumenti storici e la lotta contro il cambiamento climatico. Dobbiamo essere consapevoli che questi due obiettivi non sono in conflitto l’uno con l’altro e che possono essere raggiunti attraverso azioni pacifiche e rispettose.

Inoltre, è importante sottolineare che i monumenti storici non sono solo un simbolo del passato, ma anche una testimonianza del nostro presente e del nostro futuro. Essi ci ricordano le sfide che abbiamo affrontato in passato e ci aiutano a immaginare un futuro migliore. Pertanto, dobbiamo proteggere i nostri monumenti storici non solo per il loro valore culturale, ma anche per il loro valore simbolico e per il loro contributo alla costruzione di un futuro sostenibile.

In conclusione, il cambiamento climatico è una questione critica che riguarda il nostro pianeta e la sopravvivenza delle generazioni future. Gli attivisti hanno il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi problemi e di spingere le autorità a prendere misure per affrontare il cambiamento climatico. Tuttavia, il loro lavoro deve essere svolto in modo responsabile e rispettoso dei monumenti e dei siti storici. Utilizzare monumenti e siti storici come simboli della lotta contro il cambiamento climatico può essere controproducente. Invece, gli attivisti possono utilizzare metodi pacifici e creativi per attirare l’attenzione sulla questione del cambiamento climatico e sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi ambientali.

“Come l’intelligenza artificiale sta cambiando la professione dell’architetto: opportunità e sfide”

L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente cambiando il modo in cui gli architetti progettano e costruiscono edifici. In questo articolo esploreremo come l’IA sta influenzando la professione dell’architetto e discuteremo alcune delle opportunità e sfide che essa presenta.

Uno dei modi in cui l’IA sta influenzando l’architettura è attraverso l’uso di algoritmi per generare progetti. Ad esempio, alcuni software di progettazione basati sull’IA, come GenerativeComponents di Bentley Systems, utilizzano algoritmi addestrati con migliaia di immagini di edifici esistenti per generare nuovi progetti che incorporano elementi di quegli edifici. Questo può risparmiare tempo e denaro nella progettazione, poiché l’algoritmo può esplorare molte più opzioni in un breve periodo di tempo rispetto a un architetto umano.

L’IA può anche essere utilizzata per ottimizzare la performance energetica degli edifici. Ad esempio, alcuni software di simulazione basati sull’IA, come Green Building Studio di Autodesk, possono essere utilizzati per simulare diverse opzioni di progetto e determinare quale sarà più efficiente dal punto di vista energetico. Ciò può aiutare gli architetti a creare edifici che utilizzano meno energia e quindi hanno un minore impatto ambientale.

Inoltre, l’IA può essere utilizzata per aiutare gli architetti a costruire edifici. Ad esempio, robot dotati di IA possono essere programmati per costruire un edificio utilizzando solo pochi input umani, rendendo la costruzione più veloce e meno costosa.

Mentre l’IA può offrire molti vantaggi per l’architettura, ci sono anche preoccupazioni per quanto riguarda la sua eventuale sostituzione degli architetti. Come ha detto il famoso architetto Frank Gehry, “L’IA non può sostituire l’intuizione, l’immaginazione, la creatività. Non può sostituire la capacità di sognare”.

Per prepararsi al lavoro con l’IA, gli architetti devono acquisire competenze specifiche in questo campo. Ad esempio, è importante che gli architetti abbiano una buona comprensione dei principi di base dell’IA, come l’apprendimento automatico e la rete neurale, e dei software e delle tecnologie IA specifiche utilizzate nell’architettura. Inoltre, gli architetti devono essere in grado di utilizzare queste competenze in modo etico e responsabile, per evitare di creare edifici che non tengono conto delle esigenze della società e dell’ambiente.

In conclusione, l’IA sta rapidamente cambiando la professione dell’architetto, offrendo nuove opportunità per la progettazione e la costruzione di edifici più efficienti, sostenibili e innovativi. Tuttavia, è importante che gli architetti siano preparati per lavorare con l’IA in modo appropriato e responsabile, per evitare di compromettere la creatività e la capacità di comprendere le esigenze del cliente e del contesto. L’IA non deve essere vista come una minaccia per la professione degli architetti, ma come un’opportunità per migliorare e ampliare la loro capacità di creare edifici per il futuro.

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