Una serie grafica alternativa dedicata a sei protagonisti che hanno trasformato il modo di conoscere, conservare e restaurare il patrimonio culturale europeo.
Le banconote non sono soltanto strumenti di pagamento. Sono oggetti quotidiani attraverso i quali una comunità racconta la propria identità, seleziona i suoi simboli e costruisce un’immagine condivisa della storia.
Il 23 luglio 2026 la Banca Centrale Europea ha presentato dieci proposte finaliste per la futura serie di banconote in euro. I cittadini europei possono esprimere la propria preferenza attraverso una consultazione pubblica aperta fino al 21 settembre 2026. La scelta definitiva è attesa verso la fine dell’anno, mentre le nuove banconote entreranno in circolazione soltanto dopo ulteriori fasi di sviluppo, verifica e produzione. Sarà il primo ridisegno completo dell’euro cartaceo dalla sua introduzione nel 2002.
Le proposte ufficiali ruotano intorno a due temi: “Cultura europea: spazi culturali condivisi” e “Fiumi e uccelli: resilienza nella diversità”.
Nel primo caso, i diversi tagli sono associati a Maria Callas, Ludwig van Beethoven, Marie Curie, Miguel de Cervantes, Leonardo da Vinci e Bertha von Suttner. Il secondo tema mette invece in relazione paesaggi fluviali, specie di uccelli e istituzioni europee.
Da questo processo nasce una domanda volutamente provocatoria:
E se l’Europa decidesse di celebrare sulle proprie banconote anche le personalità che hanno costruito la cultura moderna del restauro?
Il patrimonio architettonico rappresenta una delle espressioni più riconoscibili dell’identità europea. Cattedrali, centri storici, castelli, musei, paesaggi culturali e siti archeologici non sono arrivati fino a noi in modo spontaneo. La loro conservazione è il risultato di scelte, conflitti teorici, interventi e metodologie sviluppati nel corso degli ultimi due secoli.
Da questa riflessione nasce la serie grafica Le banconote del restauro.
Sei tagli, da 5 a 200 euro. Sei personalità. Sei modi differenti di interpretare il rapporto tra materia, storia, memoria e trasformazione.
Una serie alternativa, non una proposta ufficiale
Le immagini presentate in questo articolo sono concept grafici indipendenti, realizzati come sperimentazione editoriale e visiva. Non sono collegate alla Banca Centrale Europea e non costituiscono una proposta sottoposta alle istituzioni europee.
Ogni immagine riprende liberamente alcuni elementi tipici della grafica applicata ai documenti di sicurezza: campiture geometriche, ritratti incisi, trasparenze, microtexture, sovrapposizioni, fasce verticali e segni filigranati.
Le composizioni riportano indicazioni come “CONCEPT” o “SPECIMEN”, che ne rendono evidente il carattere sperimentale e celebrativo.
La progettazione è stata assistita da strumenti di intelligenza artificiale generativa, guidati attraverso brief dedicati alla composizione, alla palette cromatica, alla riconoscibilità dei personaggi e ai riferimenti architettonici associati a ciascuna figura.
L’obiettivo non è imitare una valuta reale, ma trasformare la banconota in un piccolo supporto narrativo attraverso il quale raccontare la storia del restauro europeo.
5 euro — Eugène Viollet-le-Duc

Concept della banconota da 5 euro dedicata a Eugène Viollet-le-Duc.
La serie si apre con Eugène Viollet-le-Duc, figura fondamentale e controversa della cultura architettonica dell’Ottocento.
Il suo nome è legato ad alcuni dei più importanti interventi sui monumenti medievali francesi, tra cui Notre-Dame de Paris, la Sainte-Chapelle, Vézelay e le fortificazioni di Carcassonne.
Il suo metodo si fondava sulla conoscenza approfondita della logica strutturale e formale dell’edificio, ma ammetteva anche completamenti e ricostruzioni finalizzati al raggiungimento di una configurazione ritenuta coerente con il sistema originario dell’opera.
Nella sua visione, restaurare non significava necessariamente conservare il monumento nello stato in cui era giunto fino al presente. L’intervento poteva diventare un vero processo progettuale, capace di restituire all’edificio una condizione ideale di completezza.
Questa posizione ha reso Viollet-le-Duc uno dei protagonisti più influenti e discussi della disciplina. I suoi interventi hanno contribuito alla conoscenza e alla sopravvivenza di importanti architetture medievali, ma hanno anche aperto il problema del confine tra interpretazione storica, completamento e invenzione.
La banconota da 5 euro utilizza una palette fredda e luminosa. Il ritratto è accompagnato da un disegno architettonico filigranato che richiama l’attività di studio, rilievo e ricostruzione dell’architetto francese.
10 euro — John Ruskin

Concept della banconota da 10 euro dedicata a John Ruskin.
Se Viollet-le-Duc rappresenta la possibilità di ricostruire e completare, John Ruskin incarna una posizione quasi opposta.
Per Ruskin la materia antica custodisce il lavoro umano, il trascorrere del tempo e la memoria delle generazioni che hanno costruito e abitato il monumento. Sostituire quella materia con una copia nuova significa rischiare di cancellare proprio ciò che rende autentica l’opera.
La sua critica al restauro integrativo fu radicale. Ruskin considerava molte ricostruzioni una forma di falsificazione: restituivano un’immagine apparentemente completa, sacrificando però la continuità materiale e temporale dell’edificio.
Alla ricostruzione preferiva la cura, la manutenzione e il rallentamento del degrado.
Nelle sue riflessioni sull’architettura veneziana, la pietra non è una superficie astratta. È una materia segnata dal lavoro degli artigiani, dagli agenti atmosferici, dalle trasformazioni e dall’invecchiamento.
Il concept da 10 euro associa quindi al ritratto di Ruskin alcuni riferimenti alle architetture gotiche veneziane, alle superfici lapidee e al paesaggio. I toni rosa, corallo e beige costruiscono una composizione calda e atmosferica, nella quale l’architettura appare come una presenza stratificata, non come un’immagine perfettamente ricostruita.
Il contrasto tra Viollet-le-Duc e Ruskin continua a riemergere ogni volta che un edificio danneggiato deve essere conservato, trasformato o ricostruito.
20 euro — Camillo Boito

Concept della banconota da 20 euro dedicata a Camillo Boito.
Tra la ricostruzione stilistica e la conservazione assoluta si colloca la ricerca di Camillo Boito.
Architetto, docente, scrittore e teorico, Boito ebbe un ruolo determinante nella definizione della cultura italiana del restauro.
Il monumento era per lui una testimonianza storica complessa, composta da trasformazioni e stratificazioni che non dovevano essere eliminate per ricostruire una presunta unità originaria.
Quando necessario, l’intervento moderno doveva essere limitato, documentato e riconoscibile rispetto alle parti antiche. L’obiettivo non era abbandonare il monumento al degrado, ma evitare che il restauro producesse una falsificazione capace di confondere l’originale con l’aggiunta contemporanea.
Questa posizione introduce un principio destinato a diventare centrale nella disciplina: la possibilità di conciliare la conservazione con la distinguibilità dell’intervento.
Nella banconota da 20 euro il ritratto di Boito è inserito in una composizione blu, dinamica e stratificata. Gli elementi architettonici e le linee sovrapposte richiamano la necessità di leggere il monumento come risultato di fasi differenti, senza ridurlo a un solo stile o a un’unica immagine storica.
50 euro — Alois Riegl

Concept della banconota da 50 euro dedicata ad Alois Riegl.
Con Alois Riegl la riflessione si sposta dal semplice confronto tra conservare e ricostruire verso l’analisi dei valori attribuiti al monumento.
Un edificio può essere importante per la sua antichità, per la documentazione storica che conserva, per la qualità artistica, per la funzione che continua a svolgere oppure per il significato commemorativo attribuitogli da una comunità.
Questi valori non coincidono necessariamente. Possono sostenersi reciprocamente, ma possono anche entrare in conflitto.
La necessità di mantenere un edificio in uso, per esempio, può richiedere trasformazioni che modificano alcuni dei suoi caratteri storici. La volontà di conservare ogni traccia del tempo può invece limitare la possibilità di restituire leggibilità a un’opera frammentaria.
Riegl mostrò così che la tutela non è mai un’attività completamente neutrale. Ogni decisione presuppone una valutazione critica e una gerarchia tra esigenze differenti. La sua riflessione sul moderno culto dei monumenti rappresenta uno dei passaggi fondamentali nella costruzione della nozione contemporanea di patrimonio.
La banconota da 50 euro utilizza toni arancioni e bruni, integrando il ritratto con frammenti architettonici, profili e texture. L’immagine non rappresenta un monumento specifico, ma una pluralità di testimonianze, coerentemente con una teoria fondata sulla compresenza di valori differenti.
100 euro — Cesare Brandi

Concept della banconota da 100 euro dedicata a Cesare Brandi.
Il taglio da 100 euro è dedicato a Cesare Brandi, uno dei principali riferimenti teorici del restauro novecentesco.
La sua attività è strettamente legata all’Istituto Centrale del Restauro, fondato nel 1939, dove la riflessione teorica fu messa in relazione con la ricerca scientifica, la conoscenza dei materiali e la pratica operativa.
La sua Teoria del restauro, pubblicata nel 1963, sistematizzò una metodologia destinata a esercitare una vasta influenza anche fuori dall’Italia.
Per Brandi si restaura la materia attraverso la quale l’opera si manifesta. L’intervento deve mirare al ristabilimento della sua unità potenziale, evitando però di produrre un falso artistico o storico e senza cancellare le tracce del passaggio dell’opera nel tempo.
L’istanza estetica e quella storica devono quindi essere considerate insieme.
Il restauro non è soltanto un’operazione tecnica, ma un atto critico. Prima di intervenire è necessario riconoscere la natura dell’opera, comprenderne la consistenza materiale e valutare il significato delle alterazioni, delle lacune e delle aggiunte.
La banconota dedicata a Brandi adotta una palette verde, coerente con il taglio da 100 euro. Il ritratto è accompagnato da superfici astratte, frammenti figurativi e segni che richiamano la materia pittorica, la lacuna e il rapporto tra immagine e supporto.
200 euro — Gustavo Giovannoni

Concept della banconota da 200 euro dedicata a Gustavo Giovannoni.
La serie si conclude con Gustavo Giovannoni, architetto, storico e urbanista che contribuì ad ampliare la tutela dal monumento isolato all’intero ambiente urbano.
Nella sua visione, conservare un edificio storico senza considerare il tessuto che lo circonda significa perdere una parte essenziale del suo valore.
Strade, piazze, edifici minori, visuali e rapporti dimensionali concorrono infatti alla costruzione dell’identità della città.
Giovannoni cercò di conciliare le necessità della trasformazione moderna con la conservazione e la valorizzazione dell’edilizia storica. Ai grandi sventramenti dei centri antichi contrappose il principio del diradamento, concepito come intervento più selettivo e controllato.
Il suo contributo più originale risiede nell’estensione della tutela alle diverse scale, fino a considerare l’ambiente urbano come un organismo unitario.
Il concept da 200 euro utilizza colori gialli, ocra e viola desaturato. Dietro il ritratto compare un tessuto urbano stratificato, formato da campanili, facciate, coperture, archi e spazi pubblici.
Non viene rappresentato un monumento dominante. Il vero soggetto è la città storica nel suo insieme.
Sei banconote, sei concezioni del restauro
Questa serie non costruisce una graduatoria e non cerca di stabilire quale teoria sia definitivamente corretta.
Viollet-le-Duc, Ruskin, Boito, Riegl, Brandi e Giovannoni appartengono a contesti storici e culturali differenti. Le loro posizioni non possono essere ridotte a formule semplici, né applicate meccanicamente agli interventi contemporanei.
Il loro accostamento permette però di riconoscere alcuni dei grandi problemi che continuano a caratterizzare la disciplina:
- fino a che punto è possibile ricostruire ciò che è andato perduto;
- quale valore attribuire alla materia originale;
- come rendere riconoscibile l’intervento contemporaneo;
- quali stratificazioni conservare;
- come conciliare le esigenze storiche, estetiche e funzionali;
- come estendere la tutela dal monumento al paesaggio e alla città.
La banconota diventa così una piccola superficie narrativa. Un oggetto destinato alla circolazione si trasforma in uno strumento divulgativo capace di rendere visibili questioni teoriche normalmente confinate nei manuali universitari, nei cantieri e nel dibattito specialistico.
Quando la divulgazione incontra un oggetto quotidiano
Una parte della forza di queste immagini deriva probabilmente dall’incontro tra un tema di attualità — il ridisegno delle banconote europee — e un contenuto generalmente considerato specialistico, come la storia del restauro.
I personaggi non vengono presentati attraverso il tradizionale ritratto accademico, ma collocati all’interno di un oggetto immediatamente riconoscibile.
La domanda non è più soltanto “chi era Cesare Brandi?”, ma diventa:
Ti piacerebbe trovare Cesare Brandi su una banconota da 100 euro?
Il pubblico viene invitato a scegliere, confrontare e discutere. La grafica diventa la porta d’ingresso verso un contenuto più complesso.
È un esempio di come la divulgazione del patrimonio possa utilizzare linguaggi contemporanei senza rinunciare alla precisione disciplinare. Il restauro non deve essere raccontato esclusivamente attraverso il degrado, il cantiere o la documentazione tecnica. Può entrare nella comunicazione pubblica attraverso immagini capaci di generare curiosità e stimolare domande.
Chi manca nella serie?
Questa prima selezione non esaurisce naturalmente la storia europea del restauro.
In una futura serie potrebbero trovare spazio William Morris, Luca Beltrami, Max Dvořák, Paul Philippot, Roberto Pane, Renato Bonelli, Giovanni Urbani e molti altri protagonisti della conservazione, della tutela e della teoria del patrimonio.
Si potrebbe inoltre immaginare una serie dedicata alle restauratrici e alle studiose, ai monumenti ricostruiti dopo guerre e terremoti oppure ai grandi cantieri che hanno modificato la storia della disciplina.
Il progetto rimane quindi aperto.
Quale personalità dovrebbe comparire sulla prossima banconota? E quale tra quelle presentate rappresenta meglio il modo in cui oggi intendiamo il restauro?
Ascolta il podcast
Nel podcast Il Restauro Architettonico approfondiamo le teorie, i protagonisti e i cantieri che hanno costruito la cultura della conservazione.
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Nota editoriale
Le banconote illustrate nell’articolo sono concept grafici indipendenti, realizzati per finalità culturali, divulgative ed editoriali. Non sono prodotte, approvate o commissionate dalla Banca Centrale Europea, non rappresentano strumenti di pagamento e non possiedono alcun valore legale.
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