Roscigno Vecchia: storia e restauro del borgo fantasma

Roscigno Vecchia la Pompei del XX secolo Il Restauro Architettonico

In questo nuovo episodio de Il Restauro Architettonico, l'architetto Vincenzo Biancamano, fondatore dello studio VBH restauri, ci accompagna nell'affascinante e malinconica Roscigno Vecchia, il borgo del Cilento noto come il paese che cammina a causa delle antiche frane. Attraverso una rigorosa analisi storica e architettonica, esploreremo le vicende dell'abbandono dettato dalle ordinanze del Genio Civile all'inizio del Novecento e la commovente resistenza dell'ultimo abitante, Giuseppe Spagnuolo. Dal punto di vista della teoria del restauro, muovendo pesanti critiche ai rifacimenti non filologici, analizzeremo tesi fondamentali sulla manutenzione programmata e sulla conservazione dei centri minori, arrivando alle attuali sfide legate alla Convenzione di Faro e al Piano Olivetti. Un episodio imperdibile per capire come l'architettura in rovina possa mantenere intatto il suo valore complesso senza cedere alla museificazione. Sponsorizzato da VBH restauri. Visita http://www.ilrestauroarchitettonico.com.

C’è un luogo, nel cuore verde del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dove il tempo ha smesso di scorrere secondo le regole della modernità. È Roscigno Vecchia, un borgo adagiato a 547 metri di altitudine sulle pendici del Monte Pruno. Definito negli anni ’80 dal giornalista Onorato Volzone e dall’allora Soprintendente Mario A. De Cunzo come la “Pompei del Novecento”, questo insediamento rurale rappresenta oggi uno straordinario museo a cielo aperto, ma anche un caso studio cruciale per chi si occupa di restauro architettonico e conservazione del paesaggio.

La storia di un borgo in fuga

Il destino di Roscigno è scritto nella sua terra e nel suo nome. Il toponimo, secondo alcune interpretazioni, deriverebbe dal latino roscidus (“stillante acqua”). È proprio la ricchezza d’acqua sotterranea, unita a un terreno argilloso e instabile, ad aver reso la zona soggetta a continue frane. Non a caso, Roscigno è storicamente noto come “il paese che frana da 400 anni” o “il paese che cammina”.

Nel corso dei secoli, gli abitanti sono stati costretti a spostare l’abitato più volte per sfuggire agli smottamenti. Il colpo di grazia per l’insediamento sette-ottocentesco (l’odierna Roscigno Vecchia) arrivò all’inizio del Novecento: due ordinanze del Genio Civile, emanate nel 1902 e nel 1908, obbligarono la popolazione a trasferirsi nell’attuale Roscigno Nuova, costruita a circa un chilometro di distanza in zona sicura.

Tuttavia, l’esodo fu lentissimo. Molti contadini, non avendo le risorse per costruire nuove case o non percependo il pericolo imminente, continuarono a vivere nel vecchio borgo fino agli anni ’50 e ’60, preservandolo di fatto dalle alterazioni edilizie del boom economico.

L’architettura contadina intatta

Oggi, chi arriva a Roscigno Vecchia viene accolto dalla grande Piazza Giovanni Nicotera, uno spazio irregolare, privo di selciato, dominato da platani secolari, dalla chiesa settecentesca di San Nicola di Bari e da una grande fontana circolare in pietra, un tempo abbeveratoio e lavatoio.

Passeggiando tra i vicoli si osserva la grammatica intatta dell’edilizia agro-pastorale cilentana: case a blocco accostato su due livelli, costruite in pietra calcarea locale sbozzata e legata con malta di calce. I portali in pietra, le scale esterne e i tetti in coppi raccontano di una vita in cui il piano terra era riservato agli animali e agli attrezzi agricoli, mentre il piano superiore, con il grande camino centrale, ospitava la vita domestica.

Gli ultimi custodi: da Dorina a Giuseppe Spagnuolo

Nonostante l’abbandono ufficiale, il borgo non è mai stato del tutto deserto. Fino all’anno 2000 vi ha abitato Teodora Lorenzo, detta Dorina, un’ex suora che scelse di vivere in solitudine tra preghiera e natura.

Dopo di lei, il ruolo di guardiano è passato a Giuseppe Spagnuolo, scomparso nel gennaio del 2024 all’età di 76 anni. Con la sua folta barba bianca, la pipa sempre in bocca e la sua collezione di cravatte, Giuseppe si definiva un abitante “libero e abusivo”, oltre che sindaco e dottore del paese. Viveva senza luce né gas, diventando il simbolo della resistenza di Roscigno Vecchia, accogliendo i turisti e raccontando le storie di questo luogo magico.

Il dilemma del restauro: tra rudere e falso storico

Dal punto di vista dell’architettura e del restauro, Roscigno Vecchia pone sfide enormi. Inserita dal 1998 tra i siti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, è stata oggetto negli anni di interventi controversi.

Da un lato, c’è il lodevole sforzo di aver creato il Museo della Civiltà Contadina nell’ex municipio e canonica. Dall’altro, come evidenziano storici e urbanisti, alcune ristrutturazioni finanziate con fondi europei non hanno rispettato le tecniche costruttive antiche, alterando l’autenticità materica del luogo.

La dottoressa Tiziana Coletta, nella sua tesi di dottorato presso l’Università Federico II, mette in guardia contro il rischio di trasformare i centri minori abbandonati in “simulacri”, simili alla casa di Biancaneve, dove si perde il valore complesso (il legame tra materia e comunità) per cedere il passo a vuote scenografie turistiche.

Qual è allora la strada giusta per un borgo condannato dalla geologia ma prezioso per la storia? La risposta risiede negli studi dell’ingegner Emanuele Reccia, che nella sua tesi di Master del 2009 presso lo IUAV di Venezia ha proposto un piano di manutenzione preventiva e programmata. Interventi minimi: consolidare i ruderi senza ricostruirli mimetizzandoli, regimentare le acque e controllare la vegetazione, “congelando” il degrado per permettere alla rovina di raccontare la sua storia.

Verso un nuovo modello di rigenerazione

Oggi, il dibattito si sposta sulla funzione sociale del borgo. Come emerso in un importante incontro operativo promosso dalla Soprintendenza di Salerno e Avellino nel giugno 2026, Roscigno Vecchia guarda al futuro ispirandosi al Piano Olivetti per la Cultura e alla Convenzione di Faro.

L’obiettivo è superare la museificazione passiva per farne un laboratorio permanente di sperimentazione culturale, dove le comunità si riappropriano del patrimonio. Un esempio virtuoso in tal senso è la Festa dell’Asparago Selvatico, giunta nel 2026 alla sua quindicesima edizione (in programma dal 1 al 3 maggio), che unisce gastronomia locale, tradizioni e visite guidate in un modello di turismo sostenibile e rispettoso.

Roscigno Vecchia ci insegna che il restauro non è solo una tecnica, ma un atto di cura e umiltà. Consolidare le ferite di queste pietre senza nasconderle è l’unico modo per preservare l’anima del “paese che cammina

Vuoi approfondire l’approccio teorico e progettuale al recupero dei centri storici minori abbandonati? Ascolta l’episodio “Roscigno Vecchia tra rovina, memoria e rigenerazione” del nostro podcast Il Restauro Architettonico e scopri i servizi del nostro studio su http://www.ilrestauroarchitettonico.com.

Tesi Accademiche e Documenti di Ricerca (PDF)

  • Coletta Tiziana, La conservazione dei centri storici minori abbandonati. Il caso della Campania, Tesi di Dottorato in Conservazione dei Beni Architettonici, Università degli Studi di Napoli Federico II, 2005. Documento PDF depositato presso l’archivio fedOA.
  • Reccia Emanuele, Planned maintenance and conservation: a maintenance plan for restoration projects. The case study of Roscigno Vecchia, Tesi di Master, Università IUAV di Venezia e University of Nova Gorica, 2009. L’opera è menzionata all’interno del suo Curriculum Vitae ufficiale del Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica.

Articoli di Approfondimento (Siti e Blog)

  • Di Bitonto Fabio, Roscigno – Il paese che frana da 400 anni, articolo pubblicato sul portale Paesi Fantasma.
  • Mangione Serena e Focarazzo Claudio, Roscigno Vecchia: il paese fantasma che cammina sul tempo, indagine pubblicata sul blog Derive Suburbane (Link al dominio: derivesuburbane.it).
  • Zanoboni Cristina, Roscigno Vecchia, tra abbandono e valorizzazione, reportage pubblicato su Witness Journal a Settembre 2020.
  • Adduci Gianfranco, Roscigno vecchia, il borgo fantasma che incanta il mondo, articolo pubblicato sul portale Ecoturismo Campania il 24 Maggio 2017 (Link al dominio: ecoturismocampania.it).
  • Bernabò Silorata Donatella, Roscigno vecchia, addio a Giuseppe Spagnuolo, articolo commemorativo pubblicato sul blog personale di viaggi dell’autrice a Gennaio 2024.
  • Taste of Freedom, La storia di Giuseppe Spagnuolo, l’unico abitante di Roscigno Vecchia, articolo pubblicato sul blog Taste Of Freedom (Link al dominio: tasteoffreedom.it).
  • Turisti per Caso, Per oltre 20 anni ci ha abitato un solo uomo, ma oggi il borgo abbandonato del Cilento ha un’altra storia da raccontare, pubblicato sul portale omonimo (Link al dominio: turistipercaso.it).

Cronaca, Eventi e Notizie Locali (Web)

  • Redazione Cilento Reporter, Roscigno Vecchia, la “Pompei del XX secolo” un modello di futuro tra la Convenzione di Faro e il Piano Olivetti per la Cultura, articolo pubblicato sulla testata online Cilento Reporter il 15 Giugno 2026 (Link al dominio: cilentoreporter.it).
  • Gianfranco Stabile (Redazione Vallo Più), Roscigno Vecchia, domani importante incontro sul futuro, articolo pubblicato sul magazine Vallo Più il 15 Giugno 2026 (Link al dominio: vallopiu.it).
  • Redazione Radio Alfa, L’asparago selvatico torna protagonista a Roscigno Vecchia tra sapori, musica e tradizioni, articolo pubblicato sul sito di Radio Alfa il 27 Aprile 2026 (Link al dominio: radioalfa.fm).
  • Redazione Eventi nel Cilento, Festa dell’Asparago Selvatico 2026 a Roscigno Vecchia, scheda evento pubblicata sul portale Eventi nel Cilento il 13 Aprile 2026 (Link al dominio: eventinelcilento.it).

Informazioni Turistiche e Guide (Web e PDF)

  • Museo della Civiltà Contadina, pagina descrittiva all’interno del progetto per i borghi dell’entroterra IntraCilento.
  • Visit Cilento, Roscigno vecchia – risorsa per il turismo nel territorio del Parco Nazionale, scheda storico-turistica del portale (Link al dominio: visitcilento.com).
  • Bruno Sodano, Cilento – PostcardFrom, guida territoriale e PDF informativo edito dall’Associazione NoProfit “Vivi il Territorio” (Link al dominio: postcardfrom.it).
  • Komoot, Le escursioni e trekking migliori nei dintorni di Roscigno, guida per percorsi all’aria aperta e sentieristica (Link al dominio: komoot.com).
  • Park4Night, Roscigno Vecchia – Loc. Bosco Pianarelle, indicazioni logistiche e aree di parcheggio per camper (Link al dominio: park4night.com)


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