Il gigante imperfetto: l'infinita metamorfosi del Colosseo – Il Restauro Architettonico
Il Colosseo non è mai stato un fossile inerte, ma un cantiere in perenne evoluzione. Questo concetto emerge in modo lampante leggendo un recente articolo de Il Post significativamente intitolato “Il Colosseo ora è un po’ più nuovo”. Definire “nuovo” un gigante di duemila anni sembra un paradosso, eppure è proprio questa l’essenza del restauro architettonico. Un settore affascinante e complesso in cui operano professionisti come l’architetto Vincenzo Biancamano, esperto in restauro, supportato da eccellenze come lo studio vbh restauri.
Le ferite del passato: perché il Colosseo è asimmetrico?
Chiunque ammiri l’Anfiteatro Flavio nota la sua brusca interruzione sul lato sud. Questa enorme cicatrice non è casuale: la metà meridionale dell’edificio poggiava su un terreno instabile, formato dai depositi alluvionali paludosi dell’antico stagno artificiale della Domus Aurea di Nerone. A causa di questa debolezza strutturale di base, la struttura ha subito cedimenti già dal VI-VII secolo, culminati in un devastante collasso a seguito del terremoto del 1349. Da quel momento fatale, le enormi macerie del fronte meridionale hanno trasformato il Colosseo in una vera e propria cava di travertino a cielo aperto da cui, per secoli, sono stati prelevati i materiali per costruire palazzi e chiese di Roma.
La svolta dell’Ottocento: due filosofie a confronto
Per assistere ai primi veri interventi di ingegneria conservativa bisogna attendere l’Ottocento. A seguito di un violento terremoto nel 1806, che compromise gravemente la statica dell’anello esterno, l’architetto Raffaele Stern realizzò un poderoso sperone in laterizio rustico. Operando in una condizione di totale emergenza, Stern bloccò le arcate pericolanti “congelando” l’immagine del rudere e rinunciando intenzionalmente a qualsiasi abbellimento estetico o ricostruzione di forme. Al contrario, l’intervento di Giuseppe Valadier del 1823 sul lato occidentale fu concepito con maggiore calma. Valadier scelse una strada diametralmente opposta, quella della ricostruzione architettonica armoniosa: pur utilizzando mattoni per distinguere l’aggiunta moderna, ricostruì per analogia le arcate crollate in senso decrescente e inserì elementi in travertino scolpito (basi e capitelli) per rispettare in modo mimetico la simmetria originaria.
L’arena hi-tech e sostenibile del XXI secolo
Oggi le sfide del restauro si intrecciano con la bioedilizia e l’innovazione ingegneristica. Il bando per la ricostruzione del nuovo piano dell’arena, un progetto del valore di 18,5 milioni di euro, è stato vinto dal raggruppamento guidato da Milan Ingegneria e dallo studio Labics. La nuova piattaforma calpestabile di circa 3.000 metri quadrati sarà estremamente leggera, reversibile e priva di ancoraggi meccanici invasivi che potrebbero ferire le fragili murature antiche. Sarà realizzata con pannelli in fibra di carbonio rivestiti in legno di Accoya, un materiale ecosostenibile trattato per resistere all’usura e agli agenti biologici senza ricorrere all’abbattimento di specie arboree pregiate. Questa grande piazza sarà una “macchina scenica” viva: un sistema motorizzato permetterà alle lamelle di ruotare e traslare per illuminare e ventilare naturalmente gli antichi sotterranei. In aggiunta, 24 unità di ventilazione meccanica nascoste controlleranno temperatura e umidità garantendo il ricambio d’aria completo in soli 30 minuti, mentre un sistema hi-tech raccoglierà l’acqua piovana per riutilizzarla nei servizi igienici.
Il progetto Boeri (2026): nanotecnologie e un aspro dibattito
Tornando alla cronaca più recente di marzo 2026, il dibattito si è riacceso con l’inaugurazione del nuovo allestimento degli ambulacri meridionali – proprio la zona dei grandi crolli – a cura di Stefano Boeri Interiors e con la sponsorizzazione tecnica di Mapei. L’intervento ha interessato un’area di 1.300 metri quadrati. I sampietrini ottocenteschi sono stati rimossi per ritrovare l’antica quota flavia e sostituiti con lastre di travertino classico proveniente da Tivoli, con incisi a terra i numeri romani per restituire l’orientamento originale degli ingressi.
L’innovazione più potente si trova però a livello microscopico: per consolidare le superfici è stato impiegato il NanolaQ, una soluzione brevettata dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università dell’Aquila. Questa tecnologia, basata su un’emulsione acquosa di nanoparticelle di calce, penetra profondamente nei pori della pietra consolidandola dall’interno senza usare un grammo di cemento. Straordinariamente, durante la sua reazione (carbonatazione), la nanocalce assorbe 600 grammi di anidride carbonica per ogni chilo di nanoparticelle, pulendo l’aria inquinata e rendendo l’operazione un manifesto di “restauro green”.
Nonostante l’eccellenza scientifica, l’intervento estetico ha spaccato a metà gli addetti ai lavori. Il progetto, attraverso un’astrazione architettonica, ha inserito dei blocchi di travertino stilizzati (alti 40 centimetri) nei punti in cui sorgevano gli antichi pilastri, per suggerirne il volume perduto, servendo anche da sedute per il pubblico. Il professor Michele Zampilli, ordinario di Restauro architettonico a Roma Tre, ha bocciato senza mezzi termini l’opera definendola un “intervento molto brutto e inutile” e considerandolo uno “spreco di denaro pubblico”. Secondo Zampilli, le lastre di travertino al posto dei sampietrini non aiutano la valorizzazione storica, e i finti basamenti non verrebbero assolutamente compresi dal pubblico, risultando solo come comode “sedute per i turisti”. Diametralmente opposto è il parere dell’archeologo Andrea Carandini, che ha difeso l’opera con vigore. Carandini ha affermato che gli archeologi non possono limitarsi a guardare “quel che c’è”, ma devono promuovere una battaglia culturale per “concentrare l’attenzione su ciò che non c’è più”. Per lui, rievocare – anche solo stilizzandole – le volumetrie scomparse è l’unico modo reale per “dare un senso” e integrare le macerie che sono sopravvissute.
Leggere la storia dei restauri del Colosseo significa capire che questo edificio è molto più di una rovina: è il luogo dove la fragilità della memoria storica scende costantemente a patti con l’urgenza e le audaci visioni del nostro tempo.
Ecco la bibliografia aggiornata con i relativi link diretti alle fonti originali presenti nei documenti:
Bibliografia e Fonti Web:
- Archeologia della Conservazione e Innovazione Tecnologica: Storia e Futuro dei Restauri dell’Anfiteatro Flavio. (Documento interno/Appunti di ricerca, nessun link web disponibile).
- Il Post, “Il Colosseo ora è un po’ più nuovo”: https://www.ilpost.it/2026/03/18/colosseo-ambulacri-corridoi-progetto-boeri/.
- Fanpage, “Nuova pavimentazione al Colosseo, il professore di restauro: ‘Intervento molto brutto e inutile'”: https://www.fanpage.it/roma/nuova-pavimentazione-al-colosseo-il-professore-di-restauro-intervento-molto-brutto-e-inutile/.
- Domus, “Annunciati i vincitori del concorso per l’arena del Colosseo”: https://www.domusweb.it/it/notizie/2021/05/05/labics-vince-il-concorso-per-larena-del-colosseo.html.
- Snaptech Srl / Università degli Studi dell’Aquila, “NANOLAQ – LA NANOCALCE IN ACQUA: Scheda Tecnica”: https://www.snaptechsrl.it/wp-content/uploads/2025/05/Scheda-tecnica-NANOLAQ_revisione-maggio-2025.pdf. In aggiunta, la pagina dedicata di IMAR Italia: https://www.imaronline.com/nanolaq.
- Wikipedia, “Colosseo”: https://it.wikipedia.org/wiki/Colosseo.
- Il Giornale dell’Arte, “Il pavimento del Colosseo sarà leggero, reversibile e sostenibile”: https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Il-pavimento-del-Colosseo-sar%C3%A0-leggero-reversibile-e-sostenibile.
- Requadro, “Completata la riqualificazione degli ambulacri meridionali del Colosseo con fondi Cipe”: https://requadro.com/completata-la-riqualificazione-degli-ambulacri-meridionali-del-colosseo-con-fondi-cipe/.
- Finestre sull’Arte, “Colosseo, inaugurato il nuovo allestimento degli ambulacri meridionali”: https://www.finestresullarte.info/attualita/colosseo-inaugurato-nuovo-allestimento-ambulacri-meridionali.
- GBOPERA, “Roma, Parco Archeologico del Colosseo: Nuovo allestimento dell’area archeologica degli ambulacri meridionali”: https://www.gbopera.it/2026/03/roma-parco-archeologico-del-colosseo-nuovo-allestimento-dellarea-archeologica-degli-ambulacri-meridionali/.
- fedOA (Università degli Studi di Napoli Federico II), “ANFITEATRI ROMANI”: http://www.fedoa.unina.it/13600/1/cappelli_luigi_33.pdf.
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