Il dibattito contemporaneo sul restauro architettonico in Italia trova un nuovo e virtuoso paradigma di riferimento. L’intervento di recupero delle ex Serre Cunico, all’interno del Parco Querini di Vicenza, firmato da MAP Studio, rappresenta un’esemplare operazione di rigenerazione urbana. Di fronte a un complesso ottocentesco ridotto allo stato di rudere, i progettisti hanno rifiutato la facile via del falso storico, optando per una sintesi formale di altissimo profilo teorico e compositivo.
La Rinuncia alla Mimesi e la Smaterializzazione del Volume
La sfida primaria consisteva nel restituire la leggibilità tipologica delle perdute serre calde e fredde. MAP Studio agisce attraverso una consapevole rinuncia alla mimesi: non ricostruisce “com’era e dov’era”, ma sceglie la via dell’astrazione volumetrica.
Attraverso l’inserimento di una nuova struttura metallica che ne ricalca le sagome, l’edificio subisce una vera e propria smaterializzazione. Il telaio d’acciaio nudo si trasforma in un diagramma spaziale a grandezza naturale, un’ombra architettonica che evoca la memoria dello volume originario garantendo un effetto di progressiva trasparenza tra interno, esterno e quinta scenica del parco.









Dialogo Materico e Leggibilità dell’Intervento
L’operazione aderisce in modo rigoroso ai postulati del restauro critico: ogni addizione contemporanea deve essere inequivocabilmente distinguibile.
Da un lato, il restauro conservativo puro consolida le murature superstiti e la storica Torretta del Belvedere, cristallizzando i segni del degrado e le ferite storiche sui laterizi antichi. Dall’altro, l’innesto contemporaneo dichiara la sua precisione industriale. Questa dialettica materica instaura un rapporto controllato e onesto per contrasto, dove la tettonica leggera dell’acciaio esalta la matericità frammentata della rovina. La lacuna non viene nascosta, ma trattata come opportunità compositiva.
Il Palinsesto Paesaggistico e la Fruizione Civica
L’architettura in questo progetto supera il concetto di oggetto isolato per farsi dispositivo paesaggistico. L’intervento non si limita al ripristino dei volumi, ma ridefinisce i valori di paesaggio dell’intero comparto.
La progettazione di un misurato sistema di rampe topografiche per il totale abbattimento delle barriere architettoniche, unito alla realizzazione di un padiglione integrato per i servizi, ricuce le quote del terreno. Questo trasforma un’area fino a ieri interdetta in una promenade architecturale e in un nodo vitale di fruizione pubblica cittadina.
La Visione dei Progettisti
Questa sensibilità metodologica è perfettamente riassunta nelle intenzioni dello studio: “Il progetto si propone di dar nuova vita ai ruderi delle Serre del Parco Querini, per permettere ai cittadini vicentini di riappropriarsi del loro rapporto con questi spazi.” L’atto del conservare supera la musealizzazione statica per farsi strumento di riattivazione sociale.
L’intervento sulle Serre Querini dimostra l’efficacia e la maturità del linguaggio contemporaneo nell’affrontare le stratificazioni storiche. Scegliendo l’onestà costruttiva al posto della nostalgia, MAP Studio consegna alla città di Vicenza un’opera che è simultaneamente memoria silente dell’Ottocento e manifesto dell’architettura odierna.
- ASCOLTA IL PODCAST: https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonico
- I MIEI PROGETTI (VBH RESTAURI): https://vbhrestauri.site/
- FONTE PROGETTO: https://www.map-studio.it/project/querini-park-greenhouses/
- Foto: Alessandra Chemollo – Courtesy of: MAP Studio
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