-
Dal Campus al Cantiere: Scegliere il Percorso Post-Laurea nel Restauro






Dal Campus al Cantiere: Scegliere il Percorso Post-Laurea nel Restauro – Il Restauro Architettonico
Ciao a tutti, sono Vincenzo Biancamano, il creatore del podcast “Il Restauro Architettonico”. Seguiteci sui nostri canali social Instagram e Facebook, e su Spotify. Oggi vi parlerò di un argomento molto importante per chi ha appena concluso gli studi universitari e vuole avvicinarsi al mondo del restauro architettonico attraverso un percorso post-laurea: le opzioni sono diverse, ma le più interessanti sono un dottorato di ricerca, una scuola di specializzazione o un master di secondo livello.
Cominciamo con il dottorato, un percorso di ricerca intensivo che consente di approfondire un tema specifico nel campo del restauro architettonico. Il dottorato di ricerca è un percorso avanzato che forma ricercatori e professionisti altamente qualificati, rappresentando un punto di partenza nella carriera accademica. Il titolo di dottorato è il massimo riconoscimento accademico. Le fasi del dottorato includono:
- Ammissione : Il processo varia tra le università ma generalmente richiede una domanda, documenti accademici e potrebbe prevedere un colloquio o un esame di ammissione.
- Corsi e Seminari: Gli studenti partecipano a corsi e seminari per approfondire le loro conoscenze.
- Ricerca: La parte principale del dottorato è la ricerca su un progetto supervisionato da un professore.
- Tesi di Dottorato: Alla fine, gli studenti presentano una tesi discussa davanti a una commissione di esperti.
In Italia, i dottorati di ricerca spesso sono finanziati tramite borse di studio, con un importo annuale di circa 16.243 euro. Queste borse sono rinnovate annualmente, a condizione che il dottorando venga ammesso all’anno successivo. Ricorda che queste cifre possono variare tra le università e i programmi di dottorato. Ti consiglio di verificare i dettagli specifici del programma di tuo interesse per ottenere informazioni accurate.
Un dottorato di ricerca in Italia di solito dura 3 anni, anche se alcuni programmi possono estendersi a 5 anni. Alla fine di ogni anno, il dottorando viene ammesso all’anno successivo con una relazione favorevole. Ecco alcuni programmi di dottorato in tutto il mondo focalizzati sul restauro architettonico e la conservazione del patrimonio architettonico e culturale:
Ecco alcuni dottorati in restauro architettonico e conservazione dei beni culturali in Italia:
- 1. Alma Mater Studiorum Università di Bologna: Dottorato in Architettura e Culture del progetto.
- 2. Politecnico di Milano: Architecture, Built Environment and Construction Engineering Conservazione dei Beni Architettonici.
- 3. Politecnico di Torino: Dottorato in Beni Architettonici e Paesaggistici.
- 4. SSM Scuola Superiore Meridionale di Napoli: Dottorato di Ricerca in Archeologia e Culture del Mediterraneo Antico.
- 5. Università di Roma La Sapienza: Dottorato in Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura.
- 6. Università degli Studi di Napoli Federico II: Dottorato di Ricerca in Architettura.
- 7. Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli: Dottorato di Ricerca in Architettura, Disegno Industriale e Beni Culturali.
- 8. Università degli Studi di Palermo: Dottorato in Architettura, Arti e Pianificazione.
Le Scuole di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio sono istituti universitari di terzo livello e mirano a formare figure di alto profilo professionale specifico nel settore della conoscenza, della tutela, del restauro, della gestione e valorizzazione del patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico, inteso nel suo senso più lato. Si rivolgono pertanto a coloro che, in possesso della laurea in architettura, in ingegneria, in beni culturali, in storia dell’arte, in conservazione o in archeologia, intendono arricchire la propria formazione, sviluppare e aggiornare le proprie competenze professionali.
A conclusione degli studi, le Scuole rilasciano il diploma universitario abilitante di Specialista in Beni Architettonici e del Paesaggio, titolo che ricorre nei bandi per l’ammissione ai concorsi per l’accesso alle Soprintendenze e alle istituzioni pubbliche, nonché nelle gare d’appalto inerenti il restauro del patrimonio costruito e paesaggistico.
Una scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio offre una formazione più pratica e specifica. Se sei più interessato a lavorare direttamente sul campo e ad acquisire competenze pratiche, allora una scuola di specializzazione potrebbe essere l’opzione migliore. In Italia, ci sono diverse Scuole di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio.
Ecco un elenco delle Scuole di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio in Italia:
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Bari
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Cagliari
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Ferrara
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Firenze
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Genova
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Milano
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Napoli
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Roma
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Torino
- Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Venezia
Per ottenere il diploma di Specialista in Beni Architettonici e del Paesaggio, devi superare una serie di esami. Una volta che hai superato tutti gli esami e hai presentato la tua tesi, sarai in grado di sostenere la prova finale e ottenere il tuo diploma. Il costo è di circa 1500 euro all’anno, per un totale di 3000 euro per i due anni.
Ti consiglierei di consultare il regolamento della Scuola di Specializzazione per ulteriori dettagli.
Un master in restauro architettonico, invece, offre un equilibrio tra teoria e pratica. Questo percorso di studi ti permette di acquisire competenze specifiche nel campo del restauro, ma con un focus più ampio rispetto a una scuola di specializzazione. Un master può essere un’ottima opzione se vuoi ampliare le tue competenze e avere una visione più completa del campo del restauro architettonico. I master di secondo livello hanno durata pluriennale e si può accedervi solo al conseguimento di una laurea di secondo livello. I costi variano dai 3000 fino ai 7000 euro e sono previste borse di studio. La frequentazione dei master può essere in presenza o online.
Ecco una lista di opzioni per la formazione post-laurea in restauro architettonico, sia in Italia che all’estero:
Master in Italia:
Politecnico di Milano
Master di II livello in Management dei Beni e delle Istituzioni Culturali
Università degli Studi Roma TRE
Master Internazionale di II livello in Restauro Architettonico e Cultura del Patrimonio
Università di Napoli Federico II
Master in Restauro e Progetto per l’Archeologia
Università di Ferrara
Università degli Studi di Firenze
Master di II livello in Progettazione Paesaggistica
SAHC International Masters Course
Master internazionale di II livello in Structural Analysis of Monuments and Historical Constructions
Elenco Master Universita La Sapienaza per Area Architettura
Master all’estero:
MArch (parte 2) – University of Westminster
Advanced Master of Conservation of Monuments and Sites – KU Leuven[^10^]
Entrambe le opzioni richiedono impegno e dedizione, ma la scelta dipende da quello che vuoi fare nel tuo futuro professionale. Ricorda, non c’è una scelta giusta o sbagliata, solo quella che è giusta per te.
-
Sul luogo dell’assenza : Il Duomo di Venzone






On the place of absence : The Duomo of Venzone
Sul luogo dell'assenza: Il Duomo di Venzone – Il Restauro Architettonico
La distruzione e la ricostruzione di monumenti storici hanno sempre alimentato un dibattito tra coloro che mirano a preservare l’aspetto originale e coloro che propongono nuove direzioni. Da eventi come il crollo del campanile di San Marco nel 1902 a quelli causati dalla guerra, dal terremoto o dall’azione umana, si è aperto un dilemma continuo: ricreare “com’era, dov’era” o adottare soluzioni alternative.
L’evoluzione del restauro nel corso dei decenni ha mostrato diverse risposte: alcune strutture sono state ricostruite parzialmente, altre lasciate come simboli di tragedie passate. La Carta di Venezia del 1964 ha proposto un approccio cauto legando la legittimità della ricostruzione a criteri di conservazione fisica e documentazione obiettiva.
Tuttavia, nonostante queste linee guida, ad ogni tragedia che colpisce un monumento si suscita un nuovo dibattito tra chi invoca il ripristino delle forme perdute per preservare l’identità del luogo e chi si oppone in nome della coerenza architettonica contemporanea o dell’etica.
The destruction and reconstruction of historic monuments have always fueled a debate between those who aim to preserve the original appearance and those who propose new directions. From events such as the collapse of St. Mark’s bell tower in 1902 to those caused by war, earthquake or human action, there has been an ongoing dilemma: recreating “as it was, where it was” or adopting alternative solutions.
The evolution of restoration over the decades has shown different responses: some structures have been partially reconstructed, others left as symbols of past tragedies. The 1964 Venice Charter proposed a cautious approach by tying the legitimacy of reconstruction to criteria of physical preservation and objective documentation.
However, despite these guidelines, with each tragedy that befalls a monument, a new debate arises between those who call for the restoration of lost forms to preserve the identity of the place and those who oppose it in the name of contemporary architectural coherence or ethics.
In alcuni casi, ragioni di ordine simbolico hanno guidato le decisioni: la risposta al terrorismo in Italia ha portato alla ricostruzione di edifici colpiti. Allo stesso modo, la scelta internazionale di ricostruire il ponte di Mostar ha significato un rifiuto della divisione etnica causata dalla guerra.
La differenza di trattamento nella ricostruzione dei monumenti colpiti da calamità naturali rispetto a quelli danneggiati da azioni umane solleva dubbi sulla coerenza delle decisioni. Alcuni edifici, come la torre di Pavia, non sono stati ricostruiti nonostante il danno strutturale, mentre altri avrebbero forse richiesto una diversa valutazione se la causa del crollo fosse stata diversa.
Si potrebbero elencare numerosi casi di distruzione e ricostruzione, dalle ricostruzioni post-incendio in Inghilterra a eventi più recenti come la distruzione del Budda di Bamiyan o della Cupola d’Oro in Iraq. Ogni tragedia impone il confronto tra le diverse visioni del restauro.
Un caso emblematico è quello di Venzone, colpita da un terremoto nel 1976. Dopo la tragedia, si è avviata una discussione sulla ricostruzione. Si è documentato accuratamente il patrimonio architettonico, mantenendo vivo il ricordo della struttura distrutta. Un comitato internazionale ha avviato una riflessione ponderata sulle modalità di recupero e conservazione, creando un “Progetto culturale” che ha funto da guida per la ricostruzione, durata otto anni.
Questo progetto ha sottolineato l’importanza di preservare le tracce storiche e identitarie presenti nei resti del Duomo di Venzone, evitando una mera riproduzione formale dell’edificio originale ma piuttosto cercando di valorizzare le diverse forme di esistenza e permanenza presenti sul sito. La documentazione storica, fotografica e fotogrammetrica ha svolto un ruolo fondamentale nella ricostruzione, offrendo una testimonianza precisa del Duomo prima del crollo e guidando i lavori di recupero nel corso degli anni. La riflessione teorica e pratica su come procedere ha fatto sì che il restauro non fosse solo una ricostruzione fisica, ma un processo di conservazione e valorizzazione della storia e dell’identità della struttura.
La ricostruzione e il restauro dei monumenti storici rimangono un tema complesso, coinvolgendo aspetti di identità culturale, simbolismo e etica. Ogni evento traumatico che colpisce un monumento pone in discussione le scelte che la società fa riguardo alla sua conservazione o alla sua ricostruzione, richiedendo un equilibrio tra preservazione dell’identità storica e rispetto per la contemporaneità e l’etica del restauro.
In some cases, symbolic reasons guided decisions: the response to terrorism in Italy led to the reconstruction of affected buildings. Similarly, the international choice to rebuild the Mostar bridge signified a rejection of the ethnic division caused by war.
The difference in treatment in the reconstruction of monuments affected by natural disasters versus those damaged by human actions raises questions about the consistency of decisions. Some buildings, such as the Pavia tower, were not rebuilt despite structural damage, while others would perhaps have required a different assessment had the cause of collapse been different.
Numerous cases of destruction and reconstruction could be listed, from post-fire reconstructions in England to more recent events such as the destruction of the Bamiyan Buddha or the Golden Dome in Iraq. Each tragedy forces a confrontation between different visions of restoration.
A case in point is that of Venzone, which was hit by an earthquake in 1976. After the tragedy, a discussion about reconstruction was initiated. The architectural heritage was carefully documented, keeping the memory of the destroyed structure alive. An international committee initiated thoughtful consideration of ways to restore and preserve it, creating a “Cultural Project” that served as a guide for the reconstruction, which lasted eight years.
This project emphasized the importance of preserving the historical and identity traces present in the remains of the Cathedral of Venzone, avoiding a mere formal reproduction of the original building, but rather seeking to enhance the different forms of existence and permanence present on the site. Historical, photographic and photogrammetric documentation has played a key role in the reconstruction, providing an accurate record of the Cathedral before the collapse and guiding the recovery work over the years. Theoretical and practical reflection on how to proceed ensured that the restoration was not just a physical reconstruction, but a process of preserving and enhancing the history and identity of the structure.
The reconstruction and restoration of historic monuments remains a complex issue, involving aspects of cultural identity, symbolism and ethics. Every traumatic event that affects a monument calls into question the choices society makes regarding its preservation or reconstruction, requiring a balance between preserving historical identity and respecting the present and the ethics of restoration.
Bibliografia
Nel restauro. Progetti per le architetture del passato – 5 novembre 2008
di Francesco Doglioni (Autore)
-
Dall’abbandono alla bellezza : il potere dell’anastilosi






EN – From abandonment to beauty: the power of anastylosis
Dall'abbandono alla bellezza : il potere dell'anastilosi – Il Restauro Architettonico
In questo episodio del podcast Il Restauro Architettonico intitolato Dall'abbandono alla bellezza : il potere dell'anastilosi L'anastilosi è una tecnica di restauro architettonico che riporta gli edifici alle loro condizioni originali, pezzo per pezzo. Questo metodo è ampiamente usato per ricostruire parti complesse degli edifici, come colonne e elementi architettonici. La Carta del Restauro di Atene del 1931 lo riconosce come l'approccio scientificamente accettabile, confermato successivamente dalla Carta di Venezia del 1964. L'integrazione delle nuove parti deve essere chiaramente distinguibile per preservare la leggibilità dell'intervento. Alcuni esempi di successo includono la Biblioteca di Efeso, il Tempio di Selinunte, e il Ponte di Mostar, noto come lo Stari Most, ricostruito dopo le guerre degli anni '90. Questa tecnica spesso utilizza pietre locali collegate con perni metallici al piombo, seguendo una tecnica medievale. L'anastilosi è stata utilizzata anche per il restauro di antiche città come Atene, con progetti guidati da esperti italiani come Bartoccini e Giacomo Gendi. Questo approccio conserva l'autenticità del materiale esistente, reinserendolo nella sua posizione originale. La riuscita di queste operazioni dipende dall'abilità nell'integrazione delle nuove parti. Nel prossimo episodio, esploreremo la ricostruzione del Duomo di Venzone, danneggiato da un terremoto nel 1979, come esempio emblematico di anastilosi. Contatti: http://www.ilrestauroarchitettonico.comSpesso sento parlare dell’anastilosi, un termine che deriva dal greco antico e che rappresenta una tecnica di restauro architettonico. L’anastilosi è il processo attraverso il quale un edificio o una struttura vengono restaurati, pezzo per pezzo, con l’obiettivo di riportarli alle loro condizioni originali. Questa tecnica è ampiamente utilizzata per la ricostruzione di parti complesse degli edifici, come colonne o altri elementi architettonici. Molte delle meraviglie architettoniche che ammiriamo oggi sono il risultato di questa pratica.
I often hear about anastylosis, a term derived from Ancient Greek, which represents a technique of architectural restoration. Anastylosis is the process through which a building or structure is restored, piece by piece, with the goal of bringing it back to its original condition. This technique is widely used for the reconstruction of complex parts of buildings, such as columns or other architectural elements. Many of the architectural wonders we admire today are the result of this practice.
The main reference point for anastylosis is the Athens Restoration Charter of 1931, which states that this technique should be used whenever conditions permit and is the only scientifically acceptable approach. These principles were further confirmed in the Venice Charter of 1964, which defines anastylosis as the composition of existing, previously disarticulated parts with the eventual addition of neutral elements necessary to reinstate the original appearance and ensure preservation conditions. This approach is considered the only scientifically acceptable one.
Quando si esegue un’anastilosi, è fondamentale che l’integrazione delle nuove parti sia chiaramente distinguibile al fine di preservare la leggibilità dell’intervento. Questo è un aspetto cruciale. Esistono numerosi esempi di successo di ricostruzioni attraverso l’anastilosi, come il prospetto anteriore della Biblioteca di Efeso e parti monumentali nelle vicinanze. Un altro esempio notevole è la ricostruzione del Tempio di Selinunte, i cui resti erano stati conservati in buone condizioni sotto terra a causa di un terremoto. La ricostruzione ha permesso di ammirare appieno la sua configurazione architettonica. Altri interventi di anastilosi includono il restauro del Ponte di Mostar, noto come lo Stari Most, in Bosnia ed Erzegovina, abbattuto durante le guerre degli anni ’90 ma ricostruito con successo e incluso nel patrimonio dell’UNESCO.
When performing anastylosis, it is critical that the integration of the new parts be clearly distinguishable in order to preserve the legibility of the surgery. This is a crucial aspect. There are many successful examples of reconstructions through anastylosis, such as the front elevation of the Library of Ephesus and monumental parts nearby. Another notable example is the reconstruction of the Temple of Selinunte, the remains of which had been preserved in good condition underground due to an earthquake. The reconstruction has made it possible to fully admire its architectural configuration. Other anastylosis efforts include the restoration of the Mostar Bridge, known as the Stari Most, in Bosnia and Herzegovina, which was demolished during the wars of the 1990s but successfully reconstructed and included in the UNESCO World Heritage.
Questa tecnica di restauro spesso prevede l’uso di pietre locali collegate tra loro mediante perni metallici con piombo, seguendo una tecnica prettamente medievale. Un altro esempio di successo è la ricostruzione del portico della chiesa di San Giorgio Velabro a Roma dopo l’attentato dell’agosto 1993. L’anastilosi è stata ampiamente utilizzata per la ricostruzione di antiche città, come Atene, con progetti guidati da esperti italiani come Bartoccini e Giacomo Gendi. Questo perché l’anastilosi permette di rispettare il materiale esistente e di reinserirlo nella sua posizione originale, ricostruendo le parti precedentemente smembrate senza comprometterne l’autenticità. È importante notare che il successo di queste operazioni dipende dall’abilità nell’integrazione delle nuove parti. Nel prossimo episodio, esploreremo un esempio emblematico di intervento di anastilosi, ovvero la ricostruzione del Duomo di Venzone, che fu gravemente danneggiato da un terremoto nel maggio 1979.
This restoration technique often involves the use of local stones connected by metal pins with lead, following a distinctly medieval technique. Another successful example is the reconstruction of the portico of the church of San Giorgio Velabro in Rome after the August 1993 bombing. Anastylosis has been widely used in the reconstruction of ancient cities, such as Athens, with projects led by Italian experts such as Bartoccini and Giacomo Gendi. This is because anastylosis allows existing material to be respected and reinserted in its original position, reconstructing previously dismembered parts without compromising their authenticity. It is important to note that the success of these operations depends on skill in integrating the new parts. In the next episode, we will explore an emblematic example of anastylosis intervention, namely the reconstruction of Venzone Cathedral, which was severely damaged by an earthquake in May 1979.
-
Camillo Boito: Un Maestro del Restauro Architettonico






Camillo Boito: Un Maestro del Restauro Architettonico – Il Restauro Architettonico
Nell'episodio di oggi del podcast "Il Restauro Architettonico", esploreremo la vita e il lavoro di Camillo Boito, uno dei più grandi maestri del restauro architettonico nella storia dell'Italia. Attraverso aneddoti e analisi approfondite, scopriremo le sue innovazioni e il suo impatto duraturo sul campo del restauro. Inizieremo l'episodio presentando Camillo Boito, raccontando la sua formazione e le influenze che hanno plasmato la sua carriera. Esploreremo il suo legame con l'architettura storica italiana e come abbia contribuito a preservare e ripristinare alcuni dei più importanti edifici storici del paese. Successivamente, analizzeremo i principi e le metodologie che Boito ha introdotto nel campo del restauro architettonico. Discuteremo delle sue teorie sulla conservazione autentica, dell'importanza di comprendere l'intento originale dell'architetto e di come abbia promosso una pratica di restauro rispettosa dell'integrità storica degli edifici. Approfondiremo anche alcuni dei progetti di restauro più celebri guidati da Boito. Racconteremo storie di edifici storici che hanno subito danni gravi o trasformazioni inappropriate e di come Boito abbia affrontato tali sfide con sensibilità e competenza. Illustreremo le sue soluzioni innovative e come abbiano influenzato la pratica del restauro architettonico fino ai giorni nostri. Infine, esploreremo l'eredità di Camillo Boito e il suo impatto duraturo nel campo del restauro architettonico. Discuteremo il suo ruolo nella formazione di una nuova generazione di restauratori e l'influenza che ha esercitato sulle politiche di conservazione del patrimonio storico. Questo episodio del podcast "Il Restauro Architettonico" ci condurrà in un viaggio affascinante attraverso la vita e il lavoro di Camillo Boito, svelando le sue idee innovative e il suo straordinario contributo al campo del restauro architettonico in Italia. – Contatti Blog – http://www.ilrestauroarchitettonico.com Instagram – ilrestauroarchitettonico- – Musica di fondo: LiQWYD-Tropical-DreamsIl campo della letteratura filologica è un insieme di studi volti a riportare un testo alla sua forma originale, eliminando errori e modifiche. Inoltre, si cerca di interpretare il testo, identificando l’autore, il periodo storico e l’ambiente culturale in cui è stato scritto. Secondo Giovanni Carbonara, il restauro filologico è la prima moderna dottrina di restauro, sviluppata in Italia, e le sue radici derivano non solo dalla filologia, ma anche dall’archeologia e dalla critica testuale.
The field of philological literature is a collection of studies aimed at returning a text to its original form, eliminating errors and modifications. Additionally, the text is interpreted to identify the author, historical period, and cultural environment in which it was written. According to Giovanni Carbonara, philological restoration is the first modern doctrine of restoration, developed in Italy, and its roots stem not only from philology but also from archaeology and textual criticism.
Il principale esponente del restauro filologico è Camillo Boito, un architetto teorico dell’architettura. Boito ha teorizzato una nuova cultura basata su una diversa visione del Medioevo, che nasce da un desiderio patriottico e da presupposti moderni. Questa cultura promuove una nuova relazione tra passato e presente, distinguendo la conservazione dell’architettura antica dalla progettazione delle nuove.
The main exponent of philological restoration is Camillo Boito, a theoretical architect. Boito theorized a new culture based on a different view of the Middle Ages, born out of patriotic aspirations and modern presuppositions. This culture promotes a new relationship between the past and the present, distinguishing the preservation of ancient architecture from the design of the new.
Un esempio dell’architettura di Boito è l’ospedale di Gallarate del 1871, che è stato considerato un nuovo stile italiano. Boito ha enfatizzato l’importanza di evitare restauri stilistici e ha ironizzato sul fatalismo di alcuni teorici del restauro. Boito ha anche tratto spunti dalla teoria di Ruskin. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza della manutenzione per preservare gli edifici nel tempo. La posizione di Boito ha superato il restauro conservativo e stilistico, adottando una nuova prospettiva culturale. Questa posizione è stata definita da Ceschi come una naturale disposizione verso l’equilibrio e l’armonia, che ha costituito la base della moderna scuola italiana di restauro.
An example of Boito’s architecture is the Gallarate hospital of 1871, which was considered a new Italian style. Boito emphasized the importance of avoiding stylistic restorations and made ironic remarks about the fatalism of some restoration theorists. Boito also drew inspiration from Ruskin’s theory. However, he stressed the importance of maintenance to preserve buildings over time. Boito’s position went beyond conservative and stylistic restoration, adopting a new cultural perspective. This position has been defined by Ceschi as a natural disposition towards balance and harmony, which has formed the basis of the modern Italian school of restoration.
Boito ha delineato due criteri fondamentali: conservare l’aspetto artistico e pittoresco originale dei monumenti e, se necessario, apportare modifiche che siano chiaramente identificabili come opere moderne. Ha anche distinto tre qualità nei monumenti: importanza archeologica, apparenza pittoresca e bellezza architettonica, applicando diverse approcci di restauro a ciascuna. Boito ha lavorato su numerosi progetti di restauro, tra cui la chiesa dei Santi Maria e Donato a Murano. Ha cercato di conservare l’aspetto originale dell’altare di Donatello, evitando restauri eccessivi.
Boito outlined two fundamental criteria: preserving the artistic and picturesque originality of the monuments and, if necessary, making modifications that are clearly identifiable as modern works. He also distinguished three qualities in the monuments: archaeological importance, picturesque appearance, and architectural beauty, applying different restoration approaches to each. Boito worked on numerous restoration projects, including the church of Saints Maria and Donato in Murano. He sought to preserve the original appearance of Donatello’s altar, avoiding excessive restoration.
Infine, Boito ha promosso l’importanza della documentazione fotografica e scritta durante i restauri e ha sottolineato che i monumenti antichi dovrebbero essere considerati come documenti storici essenziali. In sintesi, il pensiero di Camillo Boito enfatizza la conservazione degli aspetti originali dei monumenti, con interventi di restauro mirati e una rigorosa documentazione, evitando restauri eccessivamente invasivi. La sua visione ha avuto un impatto significativo sul campo del restauro architettonico in Italia.
Finally, Boito has promoted the importance of photographic and written documentation during restorations and has emphasized that ancient monuments should be considered essential historical documents. In summary, Camillo Boito’s thinking emphasizes the preservation of the original aspects of monuments, with targeted restoration interventions and rigorous documentation, avoiding excessively invasive restorations. His vision has had a significant impact on the field of architectural restoration in Italy.
Biografia
Camillo Boito, figlio dell’artista Silvestro Boito e fratello maggiore del celebre letterato e musicista Arrigo Boito, fu un architetto di grande rilievo. Dopo aver studiato a Padova e all’Accademia di Venezia sotto la guida di Pietro Selvatico, divenne professore aggiunto di architettura nel 1856. Successivamente, insegnò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera dal 1860 al marzo 1908 e, per ben 43 anni a partire dal 1865, fu docente all’Istituto Tecnico Superiore di Milano. Fu uno dei fondatori della Scuola Professionale d’Arte Muraria di Milano nel 1888. Nel 1862, Camillo Boito sposò la cugina Celestina, ma ben presto si separarono. Nel 1887, si risposò con la contessa Madonnina Malaspina dei marchesi di Portogruaro, che lo soprannominò “Casamatta.”
Camillo Boito, son of the artist Silvestro Boito and older brother of the famous writer and musician Arrigo Boito, was a prominent architect. After studying in Padua and at the Academy of Venice under the guidance of Pietro Selvatico, he became an adjunct professor of architecture in 1856. Later, he taught architecture at the Brera Academy of Fine Arts from 1860 to March 1908, and for 43 years starting in 1865, he was a professor at the Higher Technical Institute of Milan. He was one of the founders of the Professional School of Masonry Art in Milan in 1888. In 1862, Camillo Boito married his cousin Celestina, but they soon separated. In 1887, he remarried the Countess Madonnina Malaspina of the Marquis of Portogruaro, who nicknamed him “Casamatta”.
Despite his various activities, architecture remained his main occupation. Among his most well-known projects are the intervention in the Palazzo della Ragione in Padua, the creation of the Palazzo delle Debite, the transformation of an Antonian convent into the Civic Museum, the expansion of the cemetery, and the works on the basilica of Sant’Antonio in Padua, including a controversial restoration of Donatello’s altar. Additionally, Boito was involved in the restoration of the Pusterla di Porta Ticinese and designed the “Giuseppe Verdi” Retirement Home for Musicians in Milan, the facade of the church of Santa Maria Assunta, and the hospital in Gallarate, Varese. Camillo Boito also participated in the literary movement of Scapigliatura, debuting with “Storielle vane” in 1876 and following it with “Senso. Nuove storielle vane” in 1883. This latter story inspired Luchino Visconti’s famous film, but the original plot was very different and far from patriotic. Boito also wrote “Il Maestro di setticlavio” in 1891, published in the Nuova Antologia magazine, along with other stories featuring fantastic and macabre elements reminiscent of authors like E.T.A. Hoffmann, Edgar Allan Poe, and Iginio Ugo Tarchetti. However, unlike these authors, Boito maintained a clear and rigorous style, far from the excesses of the Scapigliatura prose of the time. The central theme of Camillo Boito’s works was always beauty in all its forms, especially feminine beauty, but also musical and artistic beauty. His refined and sober style made him beloved by readers, especially those who were approaching literature for the first time. His last work, “Il maestro di setticlavio,” a collection of stories, was published in 1891. From 1898, Boito also served as the second director of the Poldi Pezzoli Museum.
Despite his various activities, architecture remained his main occupation. Among his most well-known projects are the intervention in the Palazzo della Ragione in Padua, the creation of the Palazzo delle Debite, the transformation of an Antonian convent into the Civic Museum, the expansion of the cemetery, and the works on the basilica of Sant’Antonio in Padua, including a controversial restoration of Donatello’s altar. Additionally, Boito was involved in the restoration of the Pusterla di Porta Ticinese and designed the “Giuseppe Verdi” Retirement Home for Musicians in Milan, the facade of the church of Santa Maria Assunta, and the hospital in Gallarate, Varese. Camillo Boito also participated in the literary movement of Scapigliatura, debuting with “Storielle vane” in 1876 and following it with “Senso. Nuove storielle vane” in 1883. This latter story inspired Luchino Visconti’s famous film, but the original plot was very different and far from patriotic. Boito also wrote “Il Maestro di setticlavio” in 1891, published in the Nuova Antologia magazine, along with other stories featuring fantastic and macabre elements reminiscent of authors like E.T.A. Hoffmann, Edgar Allan Poe, and Iginio Ugo Tarchetti. However, unlike these authors, Boito maintained a clear and rigorous style, far from the excesses of the Scapigliatura prose of the time. The central theme of Camillo Boito’s works was always beauty in all its forms, especially feminine beauty, but also musical and artistic beauty. His refined and sober style made him beloved by readers, especially those who were approaching literature for the first time. His last work, “Il maestro di setticlavio,” a collection of stories, was published in 1891. From 1898, Boito also served as the second director of the Poldi Pezzoli Museum.
-
Il pensiero di Gustavo Giovannoni






Il pensiero di Gustavo Giovannoni – Il Restauro Architettonico
In questo episodio trattiamo dell'interesse per i monumenti come documenti artistici storici, enfatizzando l'approccio della teoria intermedia nel campo del restauro in Italia durante la prima metà del ventesimo secolo. Questa teoria, influenzata da Boito e sviluppata da Giovannoni, si concentra sul restauro filologico e scientifico. Giovannoni, architetto e storico, si oppone al restauro stilistico e sostiene un approccio che consideri la struttura culturale e il contesto. Critica il restauro stilistico come anti-scientifico e promuove il recupero delle condizioni originali del monumento. La teoria di Giovannoni si basa su concetti come il restauro di consolidamento, ricomposizione, liberazione, completamento e innovazione. La sua proposta mira a un restauro graduale, rispettando l'autenticità, considerando le fasi storiche e ambientali e distinguendo le aggiunte. La necessità di restauri massicci dopo la Seconda Guerra Mondiale porta a una revisione dell'approccio. L'obiettivo è la conservazione delle parti autentiche, anche se danneggiate, e il rispetto dell'aspetto caratteristico. Si discute anche dei danni bellici e della necessità di un approccio critico al restauro. Il lavoro del restauratore è descritto come osservazione, studio accurato e dedizione al monumento. Info: http://www.ilrestauroarchitettonico.comEN – THE THOUGHTS OF GUSTAVO GIOVANNONI (1873-1947)
L’interesse per il monumento come documento d’arte è il risultato di numerose componenti ed è il fulcro della cosiddetta teoria intermedia, che in Italia ha prevalso per gran parte del ventesimo secolo. Le sue linee guida fondamentali erano state inizialmente delineate da Boito e poi ulteriormente sviluppate da Giovannoni, insieme a Boito stesso, attraverso il loro dialogo con la cultura europea.
Interest in the monument as a work of art is the result of numerous components and is the focus of the so-called intermediate theory, which prevailed for much of the 20th century in Italy. Its fundamental guidelines were initially outlined by Boito and then further developed by Giovannoni, together with Boito himself, through their dialogue with European culture.
Possiamo considerare la teoria intermedia come un approccio al restauro che va oltre l’approccio filologico e scientifico di Boito. Questa teoria fornisce una struttura culturale e un sistema per i restauratori. Gustavo Giovannoni, figura chiave in questo contesto, si oppose al restauro stilistico e, di conseguenza, anche al restauro storico. Sebbene l’approccio metodologico del restauro storico avesse contribuito a una maggiore comprensione critica, Giovannoni, con il suo background di architetto, ingegnere civile, archeologo, tecnologo e storico dell’architettura, avanzò una visione più ampia e culturale del restauro.
We can consider the intermediate theory as an approach to restoration that goes beyond Boito’s philological and scientific approach. This theory provides a cultural framework and system for restorers. Gustavo Giovannoni, a key figure in this context, opposed stylistic restoration and consequently historical restoration as well. Although the methodological approach of historical restoration had contributed to a greater critical understanding, Giovannoni, with his background as an architect, civil engineer, archaeologist, technologist, and architectural historian, put forth a broader and cultural vision of restoration.
Nel suo approccio, il restauro non riguardava solo il ripristino di un’opera d’arte, ma anche la sua integrazione nell’ambiente circostante. Giovannoni insisteva sulla necessità di comprendere approfonditamente la storia analitica dei monumenti attraverso la raccolta e l’analisi di documenti diretti, l’indagine anatomica delle strutture e la comprensione dell’organismo strutturale.
In his approach, restoration was not only about the restoration of a work of art, but also its integration into the surrounding environment. Giovannoni emphasized the need to thoroughly understand the analytical history of monuments through the collection and analysis of direct documents, anatomical investigation of structures, and understanding of the structural organism.
Inoltre, Giovannoni distingueva tra diversi tipi di monumenti e proponeva diverse categorie di restauro, come il restauro di consolidamento, di ricomposizione, di liberazione, di completamento e di innovazione. Ogni tipo di restauro aveva le proprie linee guida e scopi specifici.
Furthermore, Giovannoni distinguished between different types of monuments and proposed different categories of restoration, such as consolidation restoration, recomposition restoration, liberation restoration, completion restoration, and innovation restoration. Each type of restoration had its own guidelines and specific purposes.
Giovannoni riconosceva l’importanza dell’ambiente circostante nel processo di restauro, anche se non originale, e sottolineava la necessità di armonia e coerenza con l’architettura esistente. Inoltre, promuoveva una rigorosa documentazione delle fasi di restauro, compreso un rilevamento accurato e uno studio approfondito dei dati storici e artistici.
Giovannoni acknowledged the importance of the surrounding environment in the restoration process, even if not original, and emphasized the need for harmony and consistency with the existing architecture. Additionally, he advocated for rigorous documentation of the restoration phases, including accurate surveying and a thorough study of historical and artistic data.
La teoria intermedia di Giovannoni ha avuto un impatto significativo sull’approccio al restauro in Italia e ha contribuito a definire linee guida per il restauro di monumenti storici. La sua visione del restauro come processo scientifico, culturale ed estetico ha influenzato il modo in cui vengono preservati e restaurati i monumenti storici in Italia e in altre parti del mondo.
The intermediate theory by Giovannoni has had a significant impact on the approach to restoration in Italy and has helped define guidelines for the restoration of historical monuments. His vision of restoration as a scientific, cultural, and aesthetic process has influenced how historical monuments are preserved and restored in Italy and in other parts of the world.
Bibliografia:
Dal capitello alla città. Con un regesto delle opere di Giuseppe Bonaccorso – 1 aprile 1997
Gustavo Giovannoni. L’opera architettonica nella prima metà del Novecento – 3 luglio 2018
Gustavo Giovannoni, tra storia e progetto. Catalogo della mostra (Roma, 5 febbraio-15 marzo 2016; Napoli, 5-23 marzo 2018). – Illustrato, 10 marzo 2018
Gustavo Giovannoni. Riflessioni agli albori del XXI secolo – 15 gennaio 2005
-
Le carte del restauro : La carta di Atene






EN – The charters of restoration: The Athens Charter
Le Carte del Restauro : La Carta di Atene – Il Restauro Architettonico
La Carta di Atene del 1931 è il risultato della conferenza tenutasi ad Atene dal 21 al 31 ottobre 1931. Il suo scopo principale era preservare i beni culturali, stabilendo i principi e i valori per il restauro. In breve, questi principi includono la conservazione delle opere senza alterarle in modo significativo, la promozione dell'anastilosi, l'adozione di materiali e tecnologie innovative in modo discreto per non influenzare l'aspetto dell'opera d'arte, la promozione della cooperazione tra conservatori e ricerca scientifica, il rispetto per opere storiche e artistiche senza escludere lo stile di alcuna epoca, il riconoscimento dell'importanza della città e dell'ambiente urbano, lo sviluppo della conoscenza del patrimonio attraverso un inventario dei monumenti storici e l'introduzione del concetto di internazionalità del patrimonio culturale Contatti: http://www.ilrestauroarchitettonico.com Bibliografia: Le carte del restauro. I criteri per gli interventi di recupero dei beni architettoniciLa Carta di Atene del 1931 è il risultato della conferenza tenutasi ad Atene dal 21 al 31 ottobre 1931. Il suo scopo principale era preservare i beni culturali, stabilendo i principi e i valori per il restauro. In breve, questi principi includono la conservazione delle opere senza alterarle in modo significativo, la promozione dell’anastilosi, l’adozione di materiali e tecnologie innovative in modo discreto per non influenzare l’aspetto dell’opera d’arte, la promozione della cooperazione tra conservatori e ricerca scientifica, il rispetto per opere storiche e artistiche senza escludere lo stile di alcuna epoca, il riconoscimento dell’importanza della città e dell’ambiente urbano, lo sviluppo della conoscenza del patrimonio attraverso un inventario dei monumenti storici e l’introduzione del concetto di internazionalità del patrimonio culturale
The Athens Charter of 1931 is the result of the conference held in Athens from October 21 to 31, 1931. Its main purpose was to preserve cultural heritage, establishing principles and values for restoration. In short, these principles include the conservation of works without significantly altering them, the promotion of anastylosis, the adoption of innovative materials and technologies in a discreet manner so as not to affect the appearance of the artwork, the promotion of cooperation between conservators and scientific research, respect for historical and artistic works without excluding the style of any period, recognition of the importance of the city and the urban environment, the development of knowledge of heritage through an inventory of historical monuments, and the introduction of the concept of the internationality of cultural heritage.
Contatti:
www.ilrestauroarchitettonico.com
Bibliografia:
Le carte del restauro. I criteri per gli interventi di recupero dei beni architettonici
-
Alois Riegl : Il Culto Moderno dei Monumenti






Alois Reigl :Il Culto Moderno dei Monumenti – Il Restauro Architettonico
EN – Alois Riegl : The Modern Cult of Monuments
Alois Riegl è stato un importante storico dell’arte appartenente alla scuola di Vienna. Nato il 14 gennaio 1850, è scomparso il 17 giugno 1905. Il suo contributo teorico è considerato uno dei più rilevanti nel campo dell’arte e della conservazione dei monumenti.
Alois Riegl was an important art historian belonging to the Vienna School. He was born on January 14, 1850, and passed away on June 17, 1905. His theoretical contribution is considered one of the most significant in the field of art and monument preservation.
Riegl ha introdotto un nuovo concetto di “monumento”, definendolo come una testimonianza storica. Come professore presso l’Università di Vienna, ha sostenuto che la scienza della conservazione dei monumenti dovrebbe essere considerata un campo disciplinare autonomo. Ha superato la tradizionale distinzione tra architettura, pittura, scultura e arti minori, come l’artigianato, cercando di aiutare a comprendere le finalità e le azioni di tutela necessarie.
Riegl introduced a new concept of “monument,” defining it as a historical testimony. As a professor at the University of Vienna, he argued that the science of monument preservation should be considered a separate disciplinary field. He transcended the traditional distinction between architecture, painting, sculpture, and minor arts, such as craftsmanship, seeking to help understand the purposes and necessary conservation actions.
Il suo saggio più importante, intitolato “Il culto moderno dei monumenti” del 1903, fornisce una definizione molto ampia di “monumento”. Secondo Riegl, un monumento è un’opera creata dall’uomo con uno scopo specifico: preservare nella coscienza delle generazioni future atti o destini umani singoli, mantenendoli vivi e presenti.
His most important essay, titled “The Modern Cult of Monuments” from 1903, provides a very broad definition of “monument”. According to Riegl, a monument is a work created by man with a specific purpose: to preserve in the consciousness of future generations individual human acts or destinies, keeping them alive and present.
Riegl distingue tra monumenti intenzionali, creati appositamente come monumenti, e monumenti non intenzionali, che diventano tali a causa di eventi storici o per la loro qualità artistica. Egli sostiene che un monumento storico sia anche un monumento artistico.
According to Riegl, there is a distinction between intentional monuments, which are purposely created as monuments, and unintentional monuments, which become monuments due to historical events or their artistic quality. He argues that a historical monument is also an artistic monument.
Il concetto di “opera d’arte” secondo Riegl include ogni opera tangibile, visibile e udibile creata dall’uomo che possiede un valore artistico. Allo stesso modo, un monumento storico è considerato tale se possiede un valore storico. Riegl ritiene che ogni attività umana di cui abbiamo testimonianze o notizie possa rivendicare un valore storico, senza eccezioni. Ogni avvenimento storico, infatti, ha un valore insostituibile per noi e costituisce una catena di relazioni causa-effetto che non può essere interrotta.
The concept of “work of art” according to Riegl includes every tangible, visible, and audible work created by man that possesses artistic value. Similarly, a historic monument is considered as such if it possesses historical value. Riegl believes that every human activity for which we have evidence or information can claim historical value, without exceptions. Every historical event, in fact, has an irreplaceable value for us and constitutes a chain of cause-and-effect relationships that cannot be interrupted.
La teoria dei valori di Riegl si divide in valori memoria e valori contemporanei. I valori memoria riguardano l’idea che il monumento sia un’opera creata dall’uomo per conservare e mantenere vivi atti e destini umani nella coscienza delle generazioni future. Il valore dell’antico, ad esempio, rappresenta un valore sentimentale, legato alla sensibilità delle masse. Riegl sostiene che la conservazione dei monumenti sia giustificata come un aspetto documentario storico, poiché un monumento è una testimonianza particolare e chiara di una specifica evoluzione nell’attività umana.
The theory of values by Riegl can be divided into memory values and contemporary values. Memory values concern the idea that monuments are created by humans to preserve and keep alive human actions and destinies in the consciousness of future generations. The value of the ancient, for example, represents a sentimental value, linked to the sensibility of the masses. Riegl argues that the preservation of monuments is justified as a historical documentary aspect, since a monument is a particular and clear testimony of a specific evolution in human activity.
Il valore d’uso fa invece parte dei valori contemporanei e si riferisce alla conservazione di un edificio antico in modo che possa ancora essere utilizzato senza mettere in pericolo la vita e la salute delle persone. I valori sono classificati in tre tipi di monumento: monumento involontario (tipico dell’antichità e del Medioevo), monumento storico involontario (come quelli del Rinascimento) e monumento antico. Riegl sostiene che ogni monumento d’arte, senza eccezioni, possa essere considerato sia un monumento storico che artistico, in quanto rappresenta una fase specifica nello sviluppo dell’arte figurativa.
The use value, on the other hand, is part of contemporary values and refers to the preservation of an ancient building so that it can still be used without endangering the lives and health of people. Values are classified into three types of monuments: involuntary monument (typical of antiquity and the Middle Ages), involuntary historical monument (such as those from the Renaissance), and ancient monument. Riegl argues that every work of art monument, without exception, can be considered both a historical and artistic monument, as it represents a specific phase in the development of figurative art.
-
Rivelate la Bellezza: Scopri le 7 Lampade dell’Architettura secondo John Ruskin






EN – Reveal the Beauty: Discover the 7 Lamps of Architecture according to John Ruskin
L’opera Le sette lampade dell’architettura di Ruskin ha come obiettivo quello di sensibilizzare tutti sul significato dell’architettura e sui doveri dell’uomo nei confronti delle nuove costruzioni e della conservazione del patrimonio antico. Secondo l’autore, i capitoli dell’opera rappresentano l’illustrazione dei principi dell’architettura, e non un saggio sull’architettura europea. Ogni capitolo è dedicato ad una delle sette lampade dell’architettura: sacrificio, verità, potenza, bellezza, vita, memoria e obbedienza.
Ruskin’s work The Seven Lamps of Architecture aims to make everyone aware of the significance of architecture and of human duties towards new buildings and the preservation of ancient heritage. According to the author, the chapters of the work are an illustration of the principles of architecture, not an essay on European architecture. Each chapter is dedicated to one of the seven lamps of architecture: sacrifice, truth, power, beauty, life, memory and obedience.
In particolare, il sesto capitolo, intitolato ‘La lampada della memoria’, contiene le pagine in cui Ruskin ha espresso la sua dottrina sulla conservazione, sostenuta dalla cultura moderna. L’autore afferma la necessità di applicare gli stessi principi alla costruzione della nuova architettura e alla tutela dell’architettura antica, affinché esse diventino elementi integranti dell’ambiente di vita della società umana. Il capitolo è diviso in due parti: la prima riguarda la costruzione del nuovo, gli effetti del tempo sugli edifici e il concetto di ‘pittoresco’; la seconda affronta i problemi della tutela e del restauro dell’architettura antica. Ruskin parte dall’affermazione dell’importanza del rapporto tra natura e opera dell’uomo e tra le cose e il ricordo, individuando nell’architettura l’elemento fondamentale per non dimenticare.
In particular, the sixth chapter, titled ‘The Lamp of Memory,’ contains the pages in which Ruskin expressed his doctrine on preservation, supported by modern culture. The author asserts the need to apply the same principles to the construction of new architecture and the preservation of ancient architecture, so that they become integral elements of the living environment of human society. The chapter is divided into two parts: the first deals with the construction of the new, the effects of time on buildings, and the concept of the ‘picturesque’; the second deals with the problems of the protection and restoration of ancient architecture. Ruskin starts from the affirmation of the importance of the relationship between nature and man’s work and between things and remembrance, identifying architecture as the key element in not forgetting.
L’uomo ha il compito di conferire una dimensione storica all’architettura di oggi e di conservare quella delle epoche passate come la più preziosa delle eredità
John RuskinHuman beings have the task of giving a historical dimension to the architecture of today and preserving that of past eras as the most precious of legacies
John Ruskin
I calchi di Pompei: Il vuoto che prende forma – Il Restauro Architettonico
Libri consultati
Le sette lampade dell’architettura di John Ruskin
-
Il Crollo del Campanile di San Marco : il restauro del XX secolo






EN – The collapse of the Campanile di San Marco : the restoration of the 20th century.
I calchi di Pompei: Il vuoto che prende forma – Il Restauro Architettonico
Non sono corpi pietrificati e non sono mummie. I celebri calchi di Pompei nascono da qualcosa di molto più sorprendente: il vuoto lasciato dai corpi delle vittime all’interno dei depositi vulcanici dell’eruzione del 79 d.C.In questo episodio de Il Restauro Architettonico ricostruiamo la storia di una delle tecniche più straordinarie dell’archeologia: il metodo introdotto da Giuseppe Fiorelli nel 1863, che permise di riempire quelle cavità con il gesso e restituire la forma delle persone scomparse quasi duemila anni prima.Dal lavoro di Fiorelli arriviamo alla grande stagione degli scavi di Amedeo Maiuri e all’Orto dei Fuggiaschi, fino alle più recenti indagini mediante TAC, scansioni tridimensionali, antropologia e DNA.Ma i calchi pongono anche domande profondamente legate alla conservazione: che cosa significa preservare un’assenza? Quanto del calco appartiene alla vittima e quanto alla storia dello scavo? E come possiamo esporre questi documenti senza trasformare una tragedia umana in spettacolo?Un viaggio tra archeologia, restauro, ricerca scientifica e memoria, per comprendere perché i calchi di Pompei sono molto più di semplici figure in gesso.Il Restauro Architettonicodi Vincenzo BiancamanoIl campanile di San Marco è uno dei simboli più conosciuti di Venezia e d’Italia, insieme alla Basilica e alla piazza di San Marco da cui prende il nome. I veneziani lo hanno anche chiamato il Paron de Casa, che significa “il padrone di casa che dimostra l’affetto e il legame”. Le sue dimensioni sono notevoli e lo rendono uno dei campanili più alti d’Italia con i suoi 98,6 metri di altezza. Si trova all’interno della piazza di San Marco e si erge di fronte alla Basilica, essendo stato costruito durante il nono secolo D.C. La sua forma è quadrata, con una dimensione di 12 per 12 metri, ed è composto per 50 metri di altezza in mattoni e laterizi. Sopra di esso si trova la cella campanaria d’arte, al di sopra della quale vi è un dado sulle cui sono raffigurati alternativamente due leoni e le figure femminili di Venezia. Il tutto è completato da una cuspide di forma piramidale sulla cui sommità è installata una piattaforma rotante che ha funzioni di segnalamento e linee. Alla base del campanile si trova la loggetta del Sansovino, un piccolo edificio pensato come un arco trionfale che aveva lo scopo di accogliere i Patrizi nel giungere nelle varie sedi del governo dislocate nella piazza.
St. Mark’s bell tower is one of the best-known symbols of Venice and Italy, along with the Basilica and St. Mark’s Square from which it takes its name. Venetians also called it the Paron de Casa, which means “the master of the house who shows affection and bonding.” Its size is remarkable, making it one of the tallest bell towers in Italy at 98.6 meters high. It is located within St. Mark’s Square and stands in front of the Basilica, having been built during the ninth century AD. Its shape is square, with a dimension of 12 by 12 meters, and it is composed for 50 meters in height of bricks and bricks. Above it is the art belfry, above which is a dado on which are alternately depicted two lions and the female figures of Venice. The whole is completed by a pyramid-shaped spire on the top of which is installed a rotating platform that has signaling functions and lines. At the base of the bell tower is Sansovino’s loggetta, a small building designed as a triumphal arch that was intended to welcome the Patricians as they arrived at the various seats of government located in the square.
Durante la primavera del 1902 si iniziò a vedere una preoccupante crepa sul lato settentrionale del campanile che iniziò piano piano ad allargarsi. Lunedì 14 luglio del 1902 alle 09:46 il campanile crollò e la polvere si diffuse in tutta la piazza. Venne distrutta anche la loggetta del Sansovino. Una testimonianza di quell’epoca riporta che la fenditura sul fianco del colosso si aprì spaventosamente e lo specchio che fronteggia la Basilica si piegò, squarciando così, mentre la folla lanciò un urlo prolungato. Si diffuse un cupo rumore di ovine e di schianti, l’enorme pinnacolo della cella campanaria dondolò con due o tre lenti movimenti, a destra e a sinistra e da sinistra a destra, traducendo gli atti che lo regolano e spezzandosi. Il colosso si accasciò su se stesso e cedette insaccandosi. La terra traballò e si elevò una gigantesca nuvola di polvere, e così si inabissò l’angelo d’oro.
During the spring of 1902, a worrisome crack began to be seen on the northern side of the bell tower, which slowly began to widen. On Monday, July 14, 1902 at 09:46 a.m. the bell tower collapsed and dust spread throughout the square. Sansovino’s loggia was also destroyed. An account from that time reports that the crack in the side of the colossus opened frighteningly and the mirror facing the Basilica bent, ripping open as the crowd let out a prolonged scream. A somber clatter of sheepishness and crashing spread, the huge pinnacle of the belfry rocked with two or three slow movements, left to right and left to right, translating the acts that govern it and breaking. The colossus collapsed on itself and gave way, bagging itself. The earth wobbled and a gigantic cloud of dust rose up, and thus the golden angel sank.
La sua ricostruzione ebbe una notevole risonanza a livello sia nazionale che internazionale, e diverse opinioni si trovarono a confronto. Si discusse se rifarlo in stile o rifarlo in un modo che fosse completamente ben inserito all’interno della piazza, e ci furono anche proposte in stile Gothic Revival o quasi Liberty. La ragionevole scelta fu la ricostruzione dov’era e com’era, ma siamo in presenza di una copia, non di un falso storico. Il campanile fu ricostruito come era nelle sue composizioni esterne, ripristinando l’immagine perduta, ma al suo interno il campanile aveva una struttura in calcestruzzo armato. La sua ricostruzione ridava quei rapporti architettonici neanche nella piazza di San Marco che senza il sollevamento verticale perdeva la sua armonia e c’era bisogno di ripristinare il connubio tra monumento e ambiente.
Its reconstruction had considerable resonance both nationally and internationally, and different opinions were confronted. There was discussion about whether to remake it in style or remake it in a way that would fit completely within the square, and there were also proposals in the Gothic Revival or quasi Art Nouveau style. The reasonable choice was to rebuild it where it was and as it was, but we are in the presence of a copy, not a historical forgery. The steeple was rebuilt as it was in its exterior compositions, restoring the lost image, but inside, the steeple had a reinforced concrete structure. Its reconstruction restored those architectural relationships even in St. Mark’s Square, which without the vertical lift lost its harmony, and there was a need to restore the union between monument and environment.
La ricostruzione del campanile di San Marco fu affidata a Luca Beltrami. In primo luogo, fu accertato che le fondazioni fossero in ottime condizioni. Il crollo era stato causato da un intervento di sostituzione degli elementi di copertura della loggetta del Sansovino, che aveva creato una frattura nel punto di congiunzione della lancetta e del campanile, indebolendo la già fragile muratura. Furono utilizzati elementi di mattoni in laterizio di diverse epoche e di diverse dimensioni. Tuttavia, una domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto i resti del campanile crollato?
The reconstruction of St. Mark’s bell tower was entrusted to Luca Beltrami. First, it was ascertained that the foundations were in excellent condition. The collapse had been caused by an intervention to replace the roofing elements of Sansovino’s loggia, which had created a fracture at the junction of the lancet and bell tower, weakening the already fragile masonry. Brick elements of different ages and sizes were used. However, one question arises: what happened to the remains of the collapsed bell tower?
Successivamente, fu incaricato l’architetto Giacomo Boni di recuperare i resti del campanile, che furono inabissati. Prima di questo, furono setacciati e i materiali ancora integri furono utilizzati per la ricostruzione del campanile. I materiali restanti erano di scarsa qualità o non più integri. Boni organizzò una cerimonia durante la quale le macerie furono trasportate su una piccola chiatta trainata da un piroscafo, dove venne posto un lauro troncato e un mattone avvolto da alloro proveniente da Aquileia. Su tale mattone fu incisa la data del 14 luglio 1902, data del crollo. Un corteo partì da San Marco allontanandosi circa tre miglia dalla bocca di porto di San Nicolò, dove una bimba di nome Gigetta lanciò il mattone inciso, dando inizio all’affondamento.
Later, architect Giacomo Boni was commissioned to recover the remains of the bell tower, which were silted up. Before this, they were sifted and the materials still intact were used for the reconstruction of the bell tower. The remaining materials were of poor quality or no longer intact. Boni organized a ceremony during which the rubble was transported on a small barge towed by a steamer, where a truncated laurel and a laurel-wrapped brick from Aquileia was placed. On that brick was engraved the date of July 14, 1902, the date of the collapse. A procession departed from St. Mark’s, moving about three miles away from the harbor mouth of St. Nicholas, where a little girl named Gigetta threw the engraved brick, initiating the sinking.
I resti furono scoperti nel 2004 e sono visibili in numerosi video disponibili online. Ma perché si scelse di affondare le macerie invece di impiegarle in altre fabbriche? La risposta è semplice: il campanile non doveva mai abbandonare Venezia e nessuna maceria doveva essere utilizzata per un’altra fabbrica che non fosse quella del nuovo campanile. Questa decisione riflette il profondo attaccamento dei veneziani al campanile e alla loro città.
Il 25 aprile 1912, in occasione della festa di San Marco, fu inaugurato il nuovo campanile, che tuttora domina la piazza e continua ad essere un orgoglio di Venezia.
The remains were discovered in 2004 and can be seen in numerous videos available online. But why was the choice made to sink the rubble instead of employing it in other factories? The answer is simple: the campanile was never to leave Venice, and no rubble was to be used for another factory other than the new campanile. This decision reflects the deep attachment of Venetians to the campanile and their city.
On April 25, 1912, on St. Mark’s Day, the new bell tower was inaugurated, which still dominates the square and continues to be a pride of Venice.
– Contatti
Blog – www.ilrestauroarchitettonico.com
Instagram – ilrestauroarchitettonico–
Libri consultati
Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, di Giovanni Carbonara
La cultura del restauro. Teorie e fondatori, di S. Casiello
-
“Mille volte grazie! Il podcast il restauro architettonico raggiunge le 1000 riproduzioni!”






EN – “A Thousand Times Thank You! Podcast the architectural restoration reaches 1000 plays!”
Il podcast il restauro architettonico ha raggiunto le 1000 riproduzioni su tutte le piattaforme supportate. Grazie per questo grande risultato: 1000 riproduzioni per me sono un traguardo importante. Ho iniziato questo percorso a luglio, non avendo alcuna pretesa se non quella di divulgare la mia passione per il restauro architettonico. Si tratta di una materia quasi sconosciuta, ma che racchiude uno dei valori più importanti della vita: la trasmissione alle future generazioni.
The podcast the architectural restoration has reached 1000 plays on all supported platforms. Thank you for this great achievement: 1000 reproductions for me is a major milestone. I started this journey in July, having no pretensions except to spread my passion for architectural restoration. It is an almost unknown subject, but one that holds one of the most important values in life: transmission to future generations.
E cosa c’è di meglio da tramandare se non le opere architettoniche e pittoriche che sono giunte fino a noi, riflettendo la nostra capacità di trasmettere? Infatti, l’essere umano biologicamente nasce per trasmettere i suoi geni e far continuare a vivere la nostra specie. Nella storia dell’umanità, abbiamo inventato, sognato e realizzato qualsiasi cosa, addirittura siamo arrivati nello spazio. Tuttavia, ci sono alcune cose che non possiamo controllare, come la morte, ma possiamo sconfiggerla tramite l’arte. Infatti, l’arte ci rende immortali, come dimostra il caso di Leonardo da Vinci: la sua vita terrena si è conclusa 504 anni fa, ma le sue opere sono ancora qui con noi, e in esse c’è una parte di lui che vive ancora.
And what better to pass on than the architectural and pictorial works that have come down to us, reflecting our ability to pass on? Indeed, human beings biologically are born to pass on their genes and keep our species alive. In the history of mankind, we have invented, dreamed and achieved everything, even made it to space. However, there are some things we cannot control, such as death, but we can defeat it through art. In fact, art makes us immortal, as the case of Leonardo da Vinci shows: his earthly life ended 504 years ago, but his works are still here with us, and in them there is a part of him that still lives on.
Sta a noi conservare queste opere affinché siano eterni. L’unico modo per ingannare la morte è tramite l’arte in tutte le sue forme, incluso il restauro, che ci consente di conservare queste opere affinché durino per sempre. Pertanto, il restauro architettonico svolge un ruolo importante e cruciale per lo sviluppo della nostra attuale e futura società. Credo che il modo migliore per tramandare alle future generazioni i nostri monumenti, le nostre opere d’arte e qualsiasi altro manufatto storico con un senso culturale sia quello di conoscerlo. Iniziando già dal territorio in cui viviamo, conoscendo i monumenti, è il modo migliore per conservare ciò che è arrivato a noi: dobbiamo conoscerlo, rispettarlo e tramandarlo.
It is up to us to preserve these works so that they are eternal. The only way to cheat death is through art in all its forms, including restoration, which enables us to preserve these works so that they will last forever. Therefore, architectural restoration plays an important and crucial role in the development of our current and future society. I believe that the best way to pass on our monuments, works of art and any other historical artifacts with cultural meaning to future generations is to know them. Starting as early as the area in which we live, knowing the monuments is the best way to preserve what has come down to us: we must know, respect and pass it on.
Il restauro architettonico si prefigge questo obiettivo: conservare la storia. Ci sono stati tanti uomini e donne che hanno contribuito alla trasmissione di questa materia con scritti, libri e teorie, ma sono convinto che il modo migliore per trasmettere alle future generazioni ciò che è arrivato fino a noi sia quello di conoscerlo a fondo e rispettarlo.
This is what architectural restoration is all about: preserving history. There have been many men and women who have contributed to the transmission of this subject with writings, books and theories, but I am convinced that the best way to pass on to future generations what has come down to us is to know it thoroughly and respect it.
I calchi di Pompei: Il vuoto che prende forma – Il Restauro Architettonico
