Il Crollo del Campanile di San Marco : il restauro del XX secolo

EN – The collapse of the Campanile di San Marco : the restoration of the 20th century.

Verso una storia del restauro: dall'Antichità Classica al Primo Ottocento Il Restauro Architettonico

In occasione della Pasqua, un giorno che celebra la rinascita, vi proponiamo un episodio speciale dedicato alla rinascita dei nostri monumenti. L'architetto Vincenzo Biancamano ci guida in un affascinante percorso millenario per comprendere come l'uomo si sia rapportato alle architetture del proprio passato, trasformando la distruzione in nuova vita.Prendendo spunto dalle dense pagine del volume "Verso una storia del restauro" a cura di Stella Casiello, esploriamo l'evoluzione del concetto di conservazione: dalla pragmatica manutenzione dell'antica Roma all'età del reimpiego medievale, fino alla profonda presa di coscienza del Rinascimento e ai grandi consolidamenti di Vanvitelli. Il viaggio culmina nell'Ottocento con la nascita del restauro moderno e gli interventi magistrali di Stern al Colosseo e di Valadier all'Arco di Tito.Un ringraziamento speciale allo Studio VBH per il prezioso e costante supporto alla nostra divulgazione.Buona Pasqua a tutti. Ascolta la puntata e scopri tutte le risorse nel nostro Linktree:https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonico

Il campanile di San Marco è uno dei simboli più conosciuti di Venezia e d’Italia, insieme alla Basilica e alla piazza di San Marco da cui prende il nome. I veneziani lo hanno anche chiamato il Paron de Casa, che significa “il padrone di casa che dimostra l’affetto e il legame”. Le sue dimensioni sono notevoli e lo rendono uno dei campanili più alti d’Italia con i suoi 98,6 metri di altezza. Si trova all’interno della piazza di San Marco e si erge di fronte alla Basilica, essendo stato costruito durante il nono secolo D.C. La sua forma è quadrata, con una dimensione di 12 per 12 metri, ed è composto per 50 metri di altezza in mattoni e laterizi. Sopra di esso si trova la cella campanaria d’arte, al di sopra della quale vi è un dado sulle cui sono raffigurati alternativamente due leoni e le figure femminili di Venezia. Il tutto è completato da una cuspide di forma piramidale sulla cui sommità è installata una piattaforma rotante che ha funzioni di segnalamento e linee. Alla base del campanile si trova la loggetta del Sansovino, un piccolo edificio pensato come un arco trionfale che aveva lo scopo di accogliere i Patrizi nel giungere nelle varie sedi del governo dislocate nella piazza.

St. Mark’s bell tower is one of the best-known symbols of Venice and Italy, along with the Basilica and St. Mark’s Square from which it takes its name. Venetians also called it the Paron de Casa, which means “the master of the house who shows affection and bonding.” Its size is remarkable, making it one of the tallest bell towers in Italy at 98.6 meters high. It is located within St. Mark’s Square and stands in front of the Basilica, having been built during the ninth century AD. Its shape is square, with a dimension of 12 by 12 meters, and it is composed for 50 meters in height of bricks and bricks. Above it is the art belfry, above which is a dado on which are alternately depicted two lions and the female figures of Venice. The whole is completed by a pyramid-shaped spire on the top of which is installed a rotating platform that has signaling functions and lines. At the base of the bell tower is Sansovino’s loggetta, a small building designed as a triumphal arch that was intended to welcome the Patricians as they arrived at the various seats of government located in the square.

Durante la primavera del 1902 si iniziò a vedere una preoccupante crepa sul lato settentrionale del campanile che iniziò piano piano ad allargarsi. Lunedì 14 luglio del 1902 alle 09:46 il campanile crollò e la polvere si diffuse in tutta la piazza. Venne distrutta anche la loggetta del Sansovino. Una testimonianza di quell’epoca riporta che la fenditura sul fianco del colosso si aprì spaventosamente e lo specchio che fronteggia la Basilica si piegò, squarciando così, mentre la folla lanciò un urlo prolungato. Si diffuse un cupo rumore di ovine e di schianti, l’enorme pinnacolo della cella campanaria dondolò con due o tre lenti movimenti, a destra e a sinistra e da sinistra a destra, traducendo gli atti che lo regolano e spezzandosi. Il colosso si accasciò su se stesso e cedette insaccandosi. La terra traballò e si elevò una gigantesca nuvola di polvere, e così si inabissò l’angelo d’oro.

During the spring of 1902, a worrisome crack began to be seen on the northern side of the bell tower, which slowly began to widen. On Monday, July 14, 1902 at 09:46 a.m. the bell tower collapsed and dust spread throughout the square. Sansovino’s loggia was also destroyed. An account from that time reports that the crack in the side of the colossus opened frighteningly and the mirror facing the Basilica bent, ripping open as the crowd let out a prolonged scream. A somber clatter of sheepishness and crashing spread, the huge pinnacle of the belfry rocked with two or three slow movements, left to right and left to right, translating the acts that govern it and breaking. The colossus collapsed on itself and gave way, bagging itself. The earth wobbled and a gigantic cloud of dust rose up, and thus the golden angel sank.

La sua ricostruzione ebbe una notevole risonanza a livello sia nazionale che internazionale, e diverse opinioni si trovarono a confronto. Si discusse se rifarlo in stile o rifarlo in un modo che fosse completamente ben inserito all’interno della piazza, e ci furono anche proposte in stile Gothic Revival o quasi Liberty. La ragionevole scelta fu la ricostruzione dov’era e com’era, ma siamo in presenza di una copia, non di un falso storico. Il campanile fu ricostruito come era nelle sue composizioni esterne, ripristinando l’immagine perduta, ma al suo interno il campanile aveva una struttura in calcestruzzo armato. La sua ricostruzione ridava quei rapporti architettonici neanche nella piazza di San Marco che senza il sollevamento verticale perdeva la sua armonia e c’era bisogno di ripristinare il connubio tra monumento e ambiente.

Its reconstruction had considerable resonance both nationally and internationally, and different opinions were confronted. There was discussion about whether to remake it in style or remake it in a way that would fit completely within the square, and there were also proposals in the Gothic Revival or quasi Art Nouveau style. The reasonable choice was to rebuild it where it was and as it was, but we are in the presence of a copy, not a historical forgery. The steeple was rebuilt as it was in its exterior compositions, restoring the lost image, but inside, the steeple had a reinforced concrete structure. Its reconstruction restored those architectural relationships even in St. Mark’s Square, which without the vertical lift lost its harmony, and there was a need to restore the union between monument and environment.

La ricostruzione del campanile di San Marco fu affidata a Luca Beltrami. In primo luogo, fu accertato che le fondazioni fossero in ottime condizioni. Il crollo era stato causato da un intervento di sostituzione degli elementi di copertura della loggetta del Sansovino, che aveva creato una frattura nel punto di congiunzione della lancetta e del campanile, indebolendo la già fragile muratura. Furono utilizzati elementi di mattoni in laterizio di diverse epoche e di diverse dimensioni. Tuttavia, una domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto i resti del campanile crollato?

The reconstruction of St. Mark’s bell tower was entrusted to Luca Beltrami. First, it was ascertained that the foundations were in excellent condition. The collapse had been caused by an intervention to replace the roofing elements of Sansovino’s loggia, which had created a fracture at the junction of the lancet and bell tower, weakening the already fragile masonry. Brick elements of different ages and sizes were used. However, one question arises: what happened to the remains of the collapsed bell tower?

Successivamente, fu incaricato l’architetto Giacomo Boni di recuperare i resti del campanile, che furono inabissati. Prima di questo, furono setacciati e i materiali ancora integri furono utilizzati per la ricostruzione del campanile. I materiali restanti erano di scarsa qualità o non più integri. Boni organizzò una cerimonia durante la quale le macerie furono trasportate su una piccola chiatta trainata da un piroscafo, dove venne posto un lauro troncato e un mattone avvolto da alloro proveniente da Aquileia. Su tale mattone fu incisa la data del 14 luglio 1902, data del crollo. Un corteo partì da San Marco allontanandosi circa tre miglia dalla bocca di porto di San Nicolò, dove una bimba di nome Gigetta lanciò il mattone inciso, dando inizio all’affondamento.

Later, architect Giacomo Boni was commissioned to recover the remains of the bell tower, which were silted up. Before this, they were sifted and the materials still intact were used for the reconstruction of the bell tower. The remaining materials were of poor quality or no longer intact. Boni organized a ceremony during which the rubble was transported on a small barge towed by a steamer, where a truncated laurel and a laurel-wrapped brick from Aquileia was placed. On that brick was engraved the date of July 14, 1902, the date of the collapse. A procession departed from St. Mark’s, moving about three miles away from the harbor mouth of St. Nicholas, where a little girl named Gigetta threw the engraved brick, initiating the sinking.

I resti furono scoperti nel 2004 e sono visibili in numerosi video disponibili online. Ma perché si scelse di affondare le macerie invece di impiegarle in altre fabbriche? La risposta è semplice: il campanile non doveva mai abbandonare Venezia e nessuna maceria doveva essere utilizzata per un’altra fabbrica che non fosse quella del nuovo campanile. Questa decisione riflette il profondo attaccamento dei veneziani al campanile e alla loro città.

Il 25 aprile 1912, in occasione della festa di San Marco, fu inaugurato il nuovo campanile, che tuttora domina la piazza e continua ad essere un orgoglio di Venezia.

The remains were discovered in 2004 and can be seen in numerous videos available online. But why was the choice made to sink the rubble instead of employing it in other factories? The answer is simple: the campanile was never to leave Venice, and no rubble was to be used for another factory other than the new campanile. This decision reflects the deep attachment of Venetians to the campanile and their city.

On April 25, 1912, on St. Mark’s Day, the new bell tower was inaugurated, which still dominates the square and continues to be a pride of Venice.

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“Mille volte grazie! Il podcast il restauro architettonico raggiunge le 1000 riproduzioni!”

EN – “A Thousand Times Thank You! Podcast the architectural restoration reaches 1000 plays!”

Il podcast il restauro architettonico ha raggiunto le 1000 riproduzioni su tutte le piattaforme supportate. Grazie per questo grande risultato: 1000 riproduzioni per me sono un traguardo importante. Ho iniziato questo percorso a luglio, non avendo alcuna pretesa se non quella di divulgare la mia passione per il restauro architettonico. Si tratta di una materia quasi sconosciuta, ma che racchiude uno dei valori più importanti della vita: la trasmissione alle future generazioni.

The podcast the architectural restoration has reached 1000 plays on all supported platforms. Thank you for this great achievement: 1000 reproductions for me is a major milestone. I started this journey in July, having no pretensions except to spread my passion for architectural restoration. It is an almost unknown subject, but one that holds one of the most important values in life: transmission to future generations.

E cosa c’è di meglio da tramandare se non le opere architettoniche e pittoriche che sono giunte fino a noi, riflettendo la nostra capacità di trasmettere? Infatti, l’essere umano biologicamente nasce per trasmettere i suoi geni e far continuare a vivere la nostra specie. Nella storia dell’umanità, abbiamo inventato, sognato e realizzato qualsiasi cosa, addirittura siamo arrivati nello spazio. Tuttavia, ci sono alcune cose che non possiamo controllare, come la morte, ma possiamo sconfiggerla tramite l’arte. Infatti, l’arte ci rende immortali, come dimostra il caso di Leonardo da Vinci: la sua vita terrena si è conclusa 504 anni fa, ma le sue opere sono ancora qui con noi, e in esse c’è una parte di lui che vive ancora.

And what better to pass on than the architectural and pictorial works that have come down to us, reflecting our ability to pass on? Indeed, human beings biologically are born to pass on their genes and keep our species alive. In the history of mankind, we have invented, dreamed and achieved everything, even made it to space. However, there are some things we cannot control, such as death, but we can defeat it through art. In fact, art makes us immortal, as the case of Leonardo da Vinci shows: his earthly life ended 504 years ago, but his works are still here with us, and in them there is a part of him that still lives on.

Sta a noi conservare queste opere affinché siano eterni. L’unico modo per ingannare la morte è tramite l’arte in tutte le sue forme, incluso il restauro, che ci consente di conservare queste opere affinché durino per sempre. Pertanto, il restauro architettonico svolge un ruolo importante e cruciale per lo sviluppo della nostra attuale e futura società. Credo che il modo migliore per tramandare alle future generazioni i nostri monumenti, le nostre opere d’arte e qualsiasi altro manufatto storico con un senso culturale sia quello di conoscerlo. Iniziando già dal territorio in cui viviamo, conoscendo i monumenti, è il modo migliore per conservare ciò che è arrivato a noi: dobbiamo conoscerlo, rispettarlo e tramandarlo.

It is up to us to preserve these works so that they are eternal. The only way to cheat death is through art in all its forms, including restoration, which enables us to preserve these works so that they will last forever. Therefore, architectural restoration plays an important and crucial role in the development of our current and future society. I believe that the best way to pass on our monuments, works of art and any other historical artifacts with cultural meaning to future generations is to know them. Starting as early as the area in which we live, knowing the monuments is the best way to preserve what has come down to us: we must know, respect and pass it on.

Il restauro architettonico si prefigge questo obiettivo: conservare la storia. Ci sono stati tanti uomini e donne che hanno contribuito alla trasmissione di questa materia con scritti, libri e teorie, ma sono convinto che il modo migliore per trasmettere alle future generazioni ciò che è arrivato fino a noi sia quello di conoscerlo a fondo e rispettarlo.

This is what architectural restoration is all about: preserving history. There have been many men and women who have contributed to the transmission of this subject with writings, books and theories, but I am convinced that the best way to pass on to future generations what has come down to us is to know it thoroughly and respect it.

Verso una storia del restauro: dall'Antichità Classica al Primo Ottocento Il Restauro Architettonico

La cultura del passato che continua nel presente : La visione di Beltrami sul restauro architettonico

EN – The culture of the past continuing into the present : Beltrami’s vision of architectural restoration

L’episodio del podcast “Il Restauro Architettonico” descrive la vita e l’opera di Luca Beltrami, un importante architetto storico del restauro che fu anche un prolifico scrittore, insegnante e sovrintendente delle Belle Arti. Beltrami è noto per i suoi interventi di restauro su edifici storici come il Castello Sforzesco e il Palazzo Marino a Milano. Il suo lavoro si concentrò sulla ricostruzione di parti mancanti attraverso prove archivistiche e documentate, invece che sull’inventiva, e fu influenzato dal pensiero storico e scientifico di Boito e. Beltrami credeva che ogni architettura fosse un unicum e che la cultura del passato dovesse essere custodita e trasmessa gelosamente.

The podcast episode “Architectural Restoration” describes the life and work of Luca Beltrami, a prominent historical restoration architect who was also a prolific writer, teacher, and superintendent of fine arts. Beltrami is known for his restoration work on historic buildings such as the Castello Sforzesco and the Palazzo Marino in Milan. His work focused on reconstructing missing parts through archival and documented evidence rather than inventiveness, and he was influenced by the historical and scientific thinking of Boito and. Beltrami believed that every architecture was unique and that the culture of the past should be jealously guarded and transmitted.

The podcast episode “Architectural Restoration” describes the life and work of Luca Beltrami, a prominent historical restoration architect who was also a prolific writer, teacher, and superintendent of fine arts. Beltrami is known for his restoration work on historic buildings such as the Castello Sforzesco and the Palazzo Marino in Milan. His work focused on reconstructing missing parts through archival and documented evidence rather than inventiveness, and he was influenced by the historical and scientific thinking of Boito and. Beltrami believed that every architecture was unique and that the culture of the past should be jealously guarded and transmitted.

La cultura del passato che continua nel presente : La visione di Beltrami sul restauro architettonico Il Restauro Architettonico

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William Morris: il suo contributo al restauro architettonico

EN – William Morris: his contribution to architectural restoration

Verso una storia del restauro: dall'Antichità Classica al Primo Ottocento Il Restauro Architettonico

In occasione della Pasqua, un giorno che celebra la rinascita, vi proponiamo un episodio speciale dedicato alla rinascita dei nostri monumenti. L'architetto Vincenzo Biancamano ci guida in un affascinante percorso millenario per comprendere come l'uomo si sia rapportato alle architetture del proprio passato, trasformando la distruzione in nuova vita.Prendendo spunto dalle dense pagine del volume "Verso una storia del restauro" a cura di Stella Casiello, esploriamo l'evoluzione del concetto di conservazione: dalla pragmatica manutenzione dell'antica Roma all'età del reimpiego medievale, fino alla profonda presa di coscienza del Rinascimento e ai grandi consolidamenti di Vanvitelli. Il viaggio culmina nell'Ottocento con la nascita del restauro moderno e gli interventi magistrali di Stern al Colosseo e di Valadier all'Arco di Tito.Un ringraziamento speciale allo Studio VBH per il prezioso e costante supporto alla nostra divulgazione.Buona Pasqua a tutti. Ascolta la puntata e scopri tutte le risorse nel nostro Linktree:https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonico

L’episodio del podcast Il restauro architettonico dal titolo “Morris: il suo contributo al restauro architettonico” tratta della figura di William Morris e del suo ruolo fondamentale nel movimento di Anti Restauration, insieme a John Ruskin.

The podcast episode The Architectural Restoration titled “Morris: His Contribution to Architectural Restoration” discusses the figure of William Morris and his pivotal role in the Anti Restauration movement, along with John Ruskin.

Il 13 luglio 1878, l’organo di stampa della Royal Institute of British Architects respinse il restauro falsificatore, un evento che segnò l’inizio dell’Anti Restauration Moviment, un movimento che promuoveva la tutela e la protezione dei monumenti storici. Morris e Ruskin furono tra i maggiori sostenitori di questo movimento e svolsero un ruolo importante nella sua diffusione.

On July 13, 1878, the press organ of the Royal Institute of British Architects rejected the restoration forgery, an event that marked the beginning of the Anti Restauration Movement, a movement promoting the preservation and protection of historic monuments. Morris and Ruskin were among the major supporters of this movement and played an important role in its spread.

Oltre alla catalogazione e alla salvaguardia delle architetture, il movimento aveva anche il compito di informare e formare coloro che desideravano approfondire il mondo della tutela e della conservazione dei monumenti. Questi concetti sono ancora attuali e dimostrano come un pensiero dell’Ottocento sia ancora rilevante oggi.

In addition to the cataloguing and preservation of architecture, the movement also had the task of informing and educating those who wished to learn more about the world of monument protection and preservation. These concepts are still relevant today and demonstrate how a 19th-century thought is still relevant today.

Morris contribuì in modo significativo alla diffusione del movimento di Anti Restauration, condividendo gli stessi ideali di Ruskin. Come afferma Francesco La Regina, il restauro architettonico non riguarda solo la scelta degli stili da imitare o dei materiali da utilizzare, ma rappresenta un vasto atteggiamento nei confronti della realtà che ci circonda, dell’ambiente naturale e antropologico, e dell’eredità storica e artistica.

Morris contributed significantly to the spread of the Anti Restauration movement, sharing the same ideals as Ruskin. As Francis La Regina states, architectural restoration is not only about the choice of styles to imitate or materials to use, but represents a broad attitude toward the reality around us, the natural and anthropological environment, and the historical and artistic legacy.

Morris sosteneva che questa eredità non ci appartiene, ma appartiene a coloro che l’hanno creata, alla generazione che l’ha goduta e alle generazioni future che potranno apprezzarne i caratteri qualitativi. Per questo motivo, è importante tutelare costantemente i beni culturali di qualsiasi epoca e di qualsiasi stile, giorno per giorno.

Morris argued that this heritage does not belong to us, but belongs to those who created it, to the generation that enjoyed it, and to future generations who will be able to appreciate its qualitative characters. For this reason, it is important to constantly protect cultural heritage of any era and any style, day by day.

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⁠William Morris  – Illustrato, 25 ottobre 2022di Anna Mason (a cura di), Chiara Veltri (Traduttore), Pietro Del Vecchio (Traduttore)

Il Restauro storico : Pietra miliare del restauro italiano

EN – Historical restoration : Milestone of Italian restoration

L’episodio del podcast il restauro architettonico “Il Restauro storico : Pietra miliare del restauro italiano” discute l’evoluzione delle pratiche di restauro alla fine del XIX secolo. In questo periodo, la pratica del restauro stilistico veniva messa in discussione a causa della sua natura arbitraria ed eccessiva, e le teorie conservazioniste stavano diventando sempre più diffuse. Tuttavia, le teorie conservazioniste erano anche restrittive, poiché proponevano il rifiuto di qualsiasi tipo di intervento.

The episode of the architectural restoration podcast “Historic Restoration” discusses the evolution of restoration practices in the late 19th century. At this time, the practice of stylistic restoration was being questioned due to its arbitrary nature and excesses, and conservationist theories were becoming more widespread. However, conservationist theories were also restrictive, advocating for a refusal of any kind of intervention.

Al contrario, l’episodio mette in luce una tendenza verso l’intervento nel processo di restauro, concentrando l’attenzione sia sui danni materiali che strutturali, che sulle trasformazioni avvenute attraverso aggiunte o sottrazioni. Le pratiche di restauro si allontanavano dall’approccio stilistico basato sull’analogia con edifici simili, e si orientavano verso un approccio documentato basato su prove attentamente ricercate. Nei casi in cui erano necessari completamenti o integrazioni, questi non venivano respinti, ma limitati alla precisa realizzazione di ciò che c’era, basata sulla documentazione storica.

In contrast, the episode highlights a tendency towards intervention in the restoration process, focusing on both material and structural damage, as well as transformations that have occurred through additions or subtractions. Restoration practices moved away from the stylistic approach based on analogies with similar buildings, and towards a documented approach that was based on carefully researched evidence. In cases where completion or integrations were necessary, they were not rejected, but instead limited to the accurate realization of what was there, based on historical documentation.

L’episodio sottolinea l’importanza di un approccio individualizzato al restauro, con ogni restauro specifico per un determinato monumento e fondato su prove storiche come documenti, dipinti e disegni. Il ruolo del restauratore è anche cambiato da artista che ricreava il restauro stilistico, a esperto di filologia storica e ricerca archivistica.

The episode emphasizes the importance of an individualized approach to restoration, with each restoration being specific to a particular monument, and founded on historical evidence such as documents, paintings, and drawings. The role of the restorer also changed from being an artist who recreated the stylistic restoration, to an expert in historical philology and archival research.

L’episodio discute anche della crescente consapevolezza della necessità di un approccio più equilibrato alla conservazione del patrimonio culturale, che bilanci la necessità di conservazione con la necessità di intervento quando necessario. Questo approccio si è consolidato e rafforzato nel corso del XX secolo, grazie allo sviluppo di nuove teorie e metodologie di restauro.

In definitiva, l’episodio sostiene che la proposta di restauro storico rappresenta un passo verso una soluzione all’impasse tra il desiderio di preservare il patrimonio culturale e la necessità di intervento per garantire la continuità e la funzionalità dei monumenti.

The episode also discusses the growing awareness of the need for a more balanced approach to cultural heritage conservation, one that balances the need for preservation with the need for intervention when necessary. This approach has been consolidated and strengthened during the 20th century through the development of new restoration theories and methodologies.

Ultimately, the episode argues that the historical restoration proposal is a step toward a solution to the impasse between the desire to preserve cultural heritage and the need for intervention to ensure the continuity and functionality of monuments.

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Bibliografia

Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, di Giovanni Carbonara

La cultura del restauro. Teorie e fondatori, di S. Casiello

Guida storica del castello di Milano 1368-1894, di Luca Beltrami

Luca Beltrami (1854-1933). Storia, arte e architettura a Milano. Monografia. Catalogo della mostra (Milano, 27 marzo-29 giugno 2014),  S. Paoli

Morris e la SPAB: la tutela del patrimonio storico come obiettivo primario

EN – Morris and the SPAB: historic preservation as a primary goal

In questo episodio del podcast “Il restauro architettonico”, esploreremo la fondazione della Society for the Protection of Ancient Buildings (SPAB) e il suo manifesto che ha avuto un impatto duraturo sulla teoria e sulla pratica del restauro architettonico. Discuteremo delle idee di Morris riguardo alla protezione del patrimonio architettonico, alla manutenzione rigorosa e alla destinazione d’uso originale dei beni.

In this episode of the podcast “Architectural Restoration,” we will explore the founding of the Society for the Protection of Ancient Buildings (SPAB) and its manifesto that has had a lasting impact on the theory and practice of architectural restoration. We will discuss Morris’s ideas regarding the protection of architectural heritage, rigorous maintenance, and the original intended use of property.

Esploreremo anche come il pensiero di Morris si scontrava con il pensiero europeo dell’epoca, in particolare con quello francese, dove prevaleva una visione diversa sulla ricostruzione e la costruzione di nuovi linguaggi architettonici. Infine, analizzeremo come il manifesto della SPAB abbia influenzato la pratica del restauro architettonico nel corso del tempo e come sia ancora pertinente oggi, mentre sempre più persone si concentrano sulla conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico.

We will also explore how Morris’s thinking clashed with European thought at the time, particularly French thought, where a different view on reconstruction and the construction of new architectural languages prevailed. Finally, we will explore how the SPAB manifesto has influenced the practice of architectural restoration over time and how it is still relevant today as more and more people focus on the preservation and enhancement of architectural heritage.

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  1. Verso una storia del restauro: dall'Antichità Classica al Primo Ottocento
  2. Pritzker Prize 2026 a Smiljan Radić: La tettonica della fragilità e il restauro
  3. L'Antico dentro di noi: Roberto Pane e l'Istanza Psicologica del Restauro
  4. La "Bomboniera" In Cenere: Il Rogo Del Teatro Sannazaro
  5. Milano Cortina 2026: Il racconto di un'Olimpiade

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Bibliografia

Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, di Giovanni Carbonara

La cultura del restauro. Teorie e fondatori, di S. Casiello

Pioneers Of Modern Design: From William Morris To Walter Gropius 

William Morris e l’ideologia dell’architettura moderna

William Morris: pioniere del restauro architettonico

EN – William Morris: pioneer of architectural restoration

L’Inghilterra è la prima nazione, insieme alla Francia, a intraprendere una riflessione intensa sui temi del restauro durante il XIX secolo. In particolare, l’Inghilterra introduce concetti e teorie innovativi che appaiono come vere e proprie provocazioni ideologiche e culturali per il contesto europeo dell’epoca. William Morris è una figura significativa che si distingue per le sue posizioni sui concetti di tutela, conservazione e restauro, che rimangono tra le più importanti e sistematicamente espresse del periodo.

England is the first nation, along with France, to engage in intensive reflection on restoration issues during the 19th century. In particular, England introduced innovative concepts and theories that appeared as real ideological and cultural provocations for the European context of the time. William Morris is a significant figure who stands out for his positions on the concepts of preservation, conservation and restoration, which remain among the most important and systematically expressed of the period.

Morris, uno studente a Oxford e membro della confraternita dei pittori Preraffaelliti, esprime un’idea fondamentale di protezione dell’architettura e del restauro. Le sue posizioni accese, romantiche e polemiche, le iniziative pubbliche eclatanti, gli atteggiamenti anticonformisti e le scelte personali divennero parte integrante della sua personalizzazione del messaggio culturale, tipica di molti intellettuali del XIX e XX secolo.

Morris, a student at Oxford and member of the Pre-Raphaelite painting fraternity, expressed a fundamental idea of protecting architecture and restoration. His heated, romantic and polemical stances, striking public initiatives, nonconformist attitudes and personal choices became an integral part of his personalization of the cultural message, typical of many intellectuals of the 19th and 20th centuries

Ascolta l’episodio ” William Morris: pioniere del restauro architettonico” su Spotify e tutte le piattaforme di ascolto

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Verso una storia del restauro: dall'Antichità Classica al Primo Ottocento Il Restauro Architettonico

In occasione della Pasqua, un giorno che celebra la rinascita, vi proponiamo un episodio speciale dedicato alla rinascita dei nostri monumenti. L'architetto Vincenzo Biancamano ci guida in un affascinante percorso millenario per comprendere come l'uomo si sia rapportato alle architetture del proprio passato, trasformando la distruzione in nuova vita.Prendendo spunto dalle dense pagine del volume "Verso una storia del restauro" a cura di Stella Casiello, esploriamo l'evoluzione del concetto di conservazione: dalla pragmatica manutenzione dell'antica Roma all'età del reimpiego medievale, fino alla profonda presa di coscienza del Rinascimento e ai grandi consolidamenti di Vanvitelli. Il viaggio culmina nell'Ottocento con la nascita del restauro moderno e gli interventi magistrali di Stern al Colosseo e di Valadier all'Arco di Tito.Un ringraziamento speciale allo Studio VBH per il prezioso e costante supporto alla nostra divulgazione.Buona Pasqua a tutti. Ascolta la puntata e scopri tutte le risorse nel nostro Linktree:https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonico
  1. Verso una storia del restauro: dall'Antichità Classica al Primo Ottocento
  2. Pritzker Prize 2026 a Smiljan Radić: La tettonica della fragilità e il restauro
  3. L'Antico dentro di noi: Roberto Pane e l'Istanza Psicologica del Restauro
  4. La "Bomboniera" In Cenere: Il Rogo Del Teatro Sannazaro
  5. Milano Cortina 2026: Il racconto di un'Olimpiade

Contatti

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My bio 

Bibliografia 

Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, di Giovanni Carbonara

La cultura del restauro. Teorie e fondatori, di S. Casiello

Pioneers Of Modern Design: From William Morris To Walter Gropius 

William Morris e l’ideologia dell’architettura moderna

“Esplorando la sinergia tra l’astronomia e l’architettura: come la scienza del cosmo influenza la progettazione degli edifici”

EN – “Exploring the synergy between astronomy and architecture: how the science of the cosmos influences building design

La sinergia tra astronomia e architettura è una tradizione remota che risale a tempi antichi, con molte costruzioni di tutto il mondo che riflettono l’influenza della scienza del cosmo sulla progettazione degli edifici. Ad esempio, i templi egizi erano allineati con i solstizi e gli equinozi, i minareti delle moschee venivano utilizzati per chiamare i fedeli alla preghiera, mentre le cupole delle chiese erano utilizzate come osservatori astronomici.

The synergy between astronomy and architecture is an ancient tradition dating back to ancient times, with many buildings around the world reflecting the influence of the science of the cosmos on building design. For example, Egyptian temples were aligned with the solstices and equinoxes, mosque minarets were used to call worshippers to prayer, and church domes were used as astronomical observatories.

Anche oggi, l’astronomia continua a influire sulla progettazione degli edifici, sia dal punto di vista tecnologico che emozionale. Ad esempio, molte costruzioni moderne utilizzano finestre a doppia parete per controllare la luce solare e creare un’illuminazione naturale efficiente. Alcuni architetti progettano edifici che permettono di ammirare le stelle, creando un legame tra l’uomo e il cosmo. Questi edifici dimostrano come l’architettura possa essere utilizzata per connettere l’uomo con la natura e l’universo, offrendo un’esperienza emozionante e significativa.

Even today, astronomy continues to influence building design, both technologically and emotionally. For example, many modern buildings use double-walled windows to control sunlight and create efficient natural lighting. Some architects design buildings that allow views of the stars, creating a link between humans and the cosmos. These buildings demonstrate how architecture can be used to connect humans with nature and the universe, providing an exciting and meaningful experience.

La conoscenza dei movimenti del sole e della luna sta anche influenzando la progettazione sostenibile degli edifici. Ad esempio, gli architetti possono utilizzare queste informazioni per progettare edifici che massimizzino l’utilizzo della luce naturale e minimizzino l’utilizzo dell’energia artificiale. Questo può non solo migliorare l’efficienza energetica, ma anche creare un ambiente interno più confortevole e accogliente.

Knowledge of the movements of the sun and moon is also influencing the sustainable design of buildings. For example, architects can use this information to design buildings that maximize the use of natural light and minimize the use of artificial energy. This can not only improve energy efficiency, but also create a more comfortable and welcoming indoor environment.

In sintesi, l’astronomia e l’architettura sono due discipline che si sono influenzate a vicenda per secoli, e la loro sinergia continua a progredire. La prossima volta che vi trovate in un edificio, pensate a come la scienza del cosmo abbia influenzato la sua progettazione e come esso vi connetta con l’universo in modo emozionante e significativo. Ricordate che questa sinergia storica tra astronomia e architettura dimostra come la scienza e l’arte possano collaborare in modo armonioso per creare ambienti edificati unici e affascinanti.

In summary, astronomy and architecture are two disciplines that have influenced each other for centuries, and their synergy continues to progress. The next time you stand in a building, think about how the science of the cosmos has influenced its design and how it connects you with the universe in exciting and meaningful ways. Remember that this historic synergy between astronomy and architecture demonstrates how science and art can collaborate harmoniously to create unique and fascinating built environments.

Ecco alcuni esempi di edifici moderni che mostrano la sinergia tra astronomia e architettura:

  1. Planetario di Atacama, Cile: Questo edificio è stato progettato per ospitare un’esperienza immersiva sotto le stelle, con una cupola trasparente che offre una vista spettacolare del cielo notturno.
  2. Museo dell’Astronomia e dello Spazio, Belgio: Questo museo vanta una cupola rotante che segue il movimento del sole e della luna, offrendo un’esperienza unica che connetta l’uomo con il cosmo.
  3. Centro per la Scienza e l’Innovazione di Sydney, Australia: Questo edificio utilizza finestre a doppia parete per controllare la luce solare e creare un’illuminazione naturale efficiente. Inoltre, ha un’apertura a forma di stella nella facciata che permette di ammirare le stelle durante la notte.
  4. Biblioteca Centrale di Seattle, USA: Questa biblioteca ha una cupola rotante che permette di ammirare il cielo, creando un legame tra l’uomo e il cosmo. Inoltre, utilizza finestre a doppia parete per controllare la luce solare e creare un’illuminazione naturale efficiente.

Questi sono solo alcuni esempi di come l’astronomia sta influenzando la progettazione degli edifici in tutto il mondo. La sinergia tra queste due discipline offre opportunità uniche per creare ambienti edificati significativi e connessi con il cosmo.

Here are some examples of modern buildings that show the synergy between astronomy and architecture:

Planetarium of Atacama, Chile: This building is designed to host an immersive experience under the stars, with a transparent dome offering spectacular views of the night sky.

Museum of Astronomy and Space, Belgium: This museum boasts a rotating dome that follows the movement of the sun and moon, offering a unique experience that connects humans with the cosmos.

Center for Science and Innovation, Sydney, Australia: This building uses double-walled windows to control sunlight and create efficient natural lighting. It also has a star-shaped opening in the facade that allows for stargazing at night.

Central Library in Seattle, USA: This library has a rotating dome that allows people to admire the sky, creating a connection between humans and the cosmos. It also uses double-walled windows to control sunlight and create efficient natural lighting.

These are just a few examples of how astronomy is influencing the design of buildings around the world. The synergy between these two disciplines offers unique opportunities to create meaningful, cosmos-connected built environments.

La Visione del Restauro di Giovanni Carbonara: Un’Eredità Immortale

Recentemente, il mondo del restauro ha perso una figura di rilievo con la scomparsa di Giovanni Carbonara (Roma, 27 novembre 1942 – Roma, 1º febbraio 2023) è stato un architetto italiano. Storico dell’architettura e teorico del restauro, è considerato il capofila della cosiddetta Scuola romana del restauro architettonico.

Cenni Biografici

Noto professore di Restauro dei Monumenti, conosciuto per la sua attività scientifica e il suo impegno nel settore. Laureatosi in architettura nel 1967, ha iniziato la sua carriera come architetto e poi si è specializzato nello studio e nel restauro dei monumenti.

Il percorso accademico di Carbonara:

  • Architetto nelle Soprintendenze (1969)
  • Iscrizione alla Scuola di specializzazione per lo studio ed il restauro dei monumenti (1971)
  • Collaborazione con Renato Bonelli all’Università di Roma “La Sapienza” (1969-1980)
  • Professore incaricato di Storia dell’architettura e Restauro dei monumenti , prima a Pescara poi a Roma (1975-1980)
  • Professore ordinario di Restauro dei monumenti a Roma (dal 1980)

Ruoli importanti:

  • Coordinatore del dottorato di ricerca in Conservazione dei beni architettonici
  • Direttore della Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio
  • Lezioni presso l’Istituto Centrale del Restauro, l’ICCROM e altri istituti culturali italiani e stranieri.

Attività scientifica:

Impatto sul dibattito sulla teoria del restauro: Nell’ultimo quarto del Novecento e nei primi anni del nuovo secolo, la figura di Carbonara ha avuto un’importanza primaria nel dibattito sulla teoria del restauro. Il suo contributo all’evoluzione della scuola romana verso posizioni critico-conservative ha permesso una crescita di interesse per la tutela del dato materiale.

La sua visione del restauro come atto di conservazione e trasmissione del patrimonio storico-artistico, il suo rispetto per la sostanza antica e le documentazioni autentiche, e il suo spirito di interpretazione critica e di continuo miglioramento sono valori che devono essere ricordati e portati avanti.

Il restauro è una disciplina che richiede una combinazione unica di abilità tecniche e capacità di interpretazione critica. La capacità di capire e rispettare la sostanza antica delle opere d’arte e di documentarne l’autenticità è una delle chiavi del successo nel restauro. Questo è esattamente ciò che Giovanni Carbonara ha portato al mondo del restauro. La sua visione del restauro come atto di conservazione e trasmissione del patrimonio storico-artistico, il suo rispetto per la sostanza antica e le documentazioni autentiche, e il suo spirito di interpretazione critica e di continuo miglioramento sono valori che devono essere preservati e portati avanti.

Secondo Carbonara, il restauro non è solo un’azione tecnica, ma anche un’interpretazione critica delle opere d’interesse storico, artistico e ambientale. Il restauro deve essere basato sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche, e proporsi come un atto che trasmette il passato al futuro, facilitandone la lettura e senza cancellarne le tracce.

Inoltre, Carbonara ha sempre sottolineato che il restauro è un’ipotesi critica e una proposizione che può essere sempre modificata, senza che per questo si alteri irreversibilmente l’originale. Questo significa che il restauro deve essere sempre sottoposto a un’analisi critica e a un processo di miglioramento continuo, che consenta di preservare la sostanza antica e la documentazione autentica delle opere d’arte, senza impedirne la lettura e la comprensione da parte del pubblico.

La memoria di Giovanni Carbonara è una fonte di ispirazione per i restauratori di oggi e di domani, e il suo contributo al mondo del restauro resta immortale. La sua visione del restauro come un atto di conservazione, trasmissione e interpretazione critica del patrimonio storico-artistico è un messaggio importante che deve essere ricordato e portato avanti, e la sua eredità deve essere continuamente celebrata nel mondo del restauro.

I restauratori di oggi devono essere consapevoli delle sfide che si presentano nel loro lavoro, ma allo stesso tempo devono essere animati dalla passione per il patrimonio storico-artistico e dalla volontà di preservarlo e trasmetterlo al futuro. Il loro lavoro deve essere basato sul rispetto per la sostanza antica e le documentazioni autentiche, e devono essere impegnati in un processo continuo di miglioramento e di interpretazione critica.

In definitiva, il lascito di Giovanni Carbonara ci ricorda l’importanza di conservare e trasmettere il patrimonio storico-artistico, e ci invita a continuare a sviluppare la disciplina del restauro in modo responsabile e sostenibile. La sua memoria è una fonte di ispirazione per tutti coloro che lavorano nel mondo del restauro, e la sua visione del restauro come atto di conservazione, trasmissione e interpretazione critica resterà sempre un contributo importante e immortale alla disciplina.

Per concludere, voglio lasciare una citazione di Giovanni Carbonara che riassume perfettamente il suo approccio al restauro:

“S’intende per «restauro» qualsiasi intervento volto a conservare e a trasmettere al futuro, facilitandone la lettura e senza cancellarne le tracce del passaggio nel tempo, le opere d’interesse storico, artistico e ambientale; esso si fonda sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche costituite da tali opere, proponendosi, inoltre, come atto d’interpretazione critica non verbale ma espressa nel concreto operare. Più precisamente, come ipotesi critica e proposizione sempre modificabile, senza che per essa si alteri irreversibilmente l’originale.”

Paolo Torsello, Che cosa è il restauro ?

“Riconversione dell’ex centrale termica di Jurkovič a Bratislava: come trasformare un edificio industriale in un nuovo centro culturale”

La riconversione dell’ex centrale termica di Jurkovič a Bratislava rappresenta un esempio di come gli edifici industriali possono essere trasformati in nuovi centri culturali e ricreativi. Il progetto, ideato dall’architetto Martin Pasko e dal suo team di DF Creative Group, ha saputo creare un nuovo centro culturale che fosse allo stesso tempo funzionale e esteticamente gradevole, rispettando le esigenze ambientali e conservando le tracce del passato.

La centrale termica, progettata negli anni ’70 dall’architetto slovacco Dušan Jurkovič, era da tempo in disuso e rappresentava un’area degradata nel quartiere di Petrzalka. Il progetto di Pasko ha previsto la conservazione della struttura originaria dell’edificio e la sua trasformazione in un nuovo spazio aperto per la comunità. La copertura dell’edificio è stata trasformata in un parco urbano con passeggiate e giardini, mentre la vecchia ciminiera è stata trasformata in un punto panoramico con viste sulla città. All’interno, gli spazi sono stati progettati per essere flessibili e adattabili alle esigenze degli utenti, con una grande sala per mostre e concerti al piano terra, un cinema e un teatro al primo piano, una galleria d’arte e uno spazio per la performance.

Il progetto di riconversione dell’ex centrale termica dimostra come gli edifici industriali possono essere riutilizzati in modo creativo per creare nuovi spazi per la comunità e migliorare la qualità della vita in città. La riconversione dell’edificio ha anche un impatto ambientale positivo, poiché ha permesso di ridurre l’inquinamento e l’utilizzo di energie non rinnovabili, creando nuovi spazi verdi e migliorando la qualità dell’aria.

La creazione di un nuovo centro culturale all’interno di un edificio industriale dismesso, come in questo caso, rappresenta un’ottima occasione per rivitalizzare un’area degradata e trasformarla in un luogo di intrattenimento e cultura, creando nuovi posti di lavoro e attirando turisti in città. Inoltre, la riconversione dell’edificio ha contribuito anche a migliorare l’ambiente urbano circostante e a creare nuovi spazi verdi, offrendo un’oasi verde nel quartiere e un luogo di relax e divertimento per i residenti e i visitatori.

Inoltre, il progetto di Pasko e DF Creative Group ha permesso di creare un nuovo punto di riferimento per la comunità locale, con una serie di attività culturali e ricreative che attirano visitatori di tutte le età. In questo modo, la riconversione dell’ex centrale termica in un centro culturale ha dimostrato che è possibile trasformare gli edifici abbandonati in luoghi di intrattenimento e cultura, creando nuovi posti di lavoro e attirando turisti in città.

In sintesi, la riconversione dell’ex centrale termica di Jurkovič a Bratislava rappresenta un esempio di come gli edifici industriali possono essere trasformati in nuovi centri culturali e ricreativi. Il progetto di Pasko e DF Creative Group ha saputo creare un nuovo centro culturale che fosse allo stesso tempo funzionale e esteticamente gradevole, rispettando le esigenze ambientali e conservando le tracce del passato. La riconversione dell’edificio ha anche un impatto ambientale positivo e contribuisce a migliorare l’ambiente urbano circostante e a creare nuovi posti di lavoro e attrazioni turistiche. In questo modo, il progetto di riconversione dell’ex centrale termica di Jurkovič dimostra come gli edifici industriali possono essere riutilizzati in modo creativo per creare nuovi spazi per la comunità e migliorare la qualità della vita in città.

“Rispecchiando la nuova moderna semplice facciata in vetro, basata su un principio di inserimento di un ‘edificio nell’edificio’, le due architetture sono stratificate e intrecciate” – spiega Martin Pasko – “Almeno una delle tre caratteristiche industriali tipiche dell’area è visibile da ogni parte dell’impianto di riscaldamento, vale a dire tipiche finestre industriali alte divise, pareti fatte di mattoni originali o strutture in cemento armato di tre tramogge”.

Foto di https://www.boysplaynice.com/

ProjectConversion of Jurkovič Heating Plant NCM Bratislava
Conversion Lead ArchitectMartin Pasko and DF Creative Group team
Co-authors of the architectural partZuzana Zacharová, Eva Belláková, Matúš Podskalický, Martina Michalková, Alexandra Havranová
Renovation of facades and roof claddingPavol Pauliny, Vlasta Viglašová, Ján Kresan / Pamarch
Interiors of shell & core and auditoriumDF Creative Group
Base4Work rental fit-outJán Antal, Barbora Babocká / Studio Perspektiv
Restaurant Werk fit-outBeef architects
Cafe Dot Gallery fit-outPoint architects
CooperationRoman Bányai (conversion chief engineer); Marta Pichová, Ivan Holub (renovation of facade and roof cladding); Pavol Pribylinec, Juraj Prokipčák, Mária Kubaliaková (building part)
Conversion Chief Structural EngineerPeter Gavaľa
InvestorPenta Real Estate
PhotoBoys Play Nice
Design2016 (facade restoration) 2017-2019 (interior conversion)
Realization2018-2020 (facade restoration), 2018-2021 (interior conversion)
Land area1800 m2
Useful area6300 m2
Constructions costsEUR 13 million