Il restauro secondo Quatremère de Quincy: teorie e pratiche

Il contributo di Antoine Chrysostome Quatremère de Quincy alla cultura del restauro è doppio. In primo luogo, deriva dalla definizione del termine restauro che ha proposto nel suo dizionario storico di architettura pubblicato in Francia nel 1832. In secondo luogo, deriva dalla sua costante attività di opposizione all’alienazione dei principali monumenti francesi e all’opera di spoliazione di quelli stranieri. Quatremère de Quincy è stato un precursore della tesi di Viollet le Duc, poiché sosteneva un restauro inteso come completamento.

“l’unità che per Quatremère costituisce la dimensione sovrastorica dell’architettura deve essere posta come fine sia della progettazione sia del restauro. Pertanto, mentre denigra qualsiasi aspetto pittorico che faccia assimilare l’edificio alla natura ritiene che sia possibile sostituire la materia al fine di ricomporre la perdita di unità”

Dichiara Quatremère,

“ poiché l’architettura si compone di parti similari che possono mediante un esatta osservazione di misure essere identicamente copiate e riprodotte.”

Ha autorizzato e diffuso l’esercizio tranquillo della copia e, di conseguenza, il “restauro” come pratica di produzione di nuova materia al posto di quella giunta a noi. Il dizionario storico di architettura di Quatremère è un’opera laboriosa e complessa con un ruolo normativo e strumentale per l’architettura del classicismo accademico. Si era proposto di riunire nella forma e con il metodo i materiali principali di una “storia universale dell’architettura”. L’architettura ha sempre avuto bisogno di dizionari specializzati, poiché la produzione degli architetti è codificata .Con Quatremère viene stabilito definitivamente ciò che verrà chiamato la dettatura accademica.

“Rifare una cosa le parti guaste e quelle che mancano o per vecchiezza o per altro accidente”  

Inizialmente, nella traduzione italiana del dizionario di Quatremère, la definizione di restauro viene utilizzata sia in materia di scultura che di architettura. Un esempio di questo è a Roma, dove si comincia a cercare tra le rovine.

“gli avanzi delle statue mutilate che il tempo e le vicende avevano sepolto sotto le ruine degli edifici” . Si cerco di rendere loro la integrità della forma primitiva rifacendo con la stessa materia le parti guaste e le membra in cui erano mancanti ed in ciò consiste il restaurare.

La principale differenza tra il restauro scultoreo e quello architettonico è che le opere scultoree lacunose richiedono un contributo creativo, mentre questo non è necessario per il restauro architettonico.

“dice Quatremère l’architettura si compone nelle sue opere di parti similari che possono, mediante un esatta osservanza delle misure essere identicamente copiate o riprodotte”

Il processo di integrazione del monumento può essere semplice e non richiedere ingegno, poiché si tratta solo di sostituire la materia. Tuttavia, è importante fare una distinzione tra le parti originali del monumento e quelle aggiunte, in modo da evitare che l’osservatore possa fare errori di interpretazione. L’idea di un restauro inteso come reintegrazione di parti mancanti è basata su due considerazioni fondamentali: che tale operazione di restauro non dovrebbe indurre in errore nessuno ;  e che molti monumenti antichi sarebbero ben conservati se qualcuno si fosse preso la cura di rimettere al loro posto i materiali caduti o di sostituire una pietra con un’altra.

Quatremère de Quincy critica apertamente il “ruinismo inglese” e sostiene l’importanza di seguire un criterio preciso nella scelta degli interventi sui ruderi archeologici, basato sia sull’interesse che il monumento riveste sia sul suo grado di decadimento. Sostiene inoltre che la manutenzione costante dei monumenti può allontanarne la distruzione e quindi la perdita definitiva. Per gli edifici classici ricchi di ornamenti, Quatremère suggerisce di riportare insieme le parti mancanti, ma di lasciare chiaramente visibili i dettagli riportati, in modo che l’osservatore possa distinguere l’opera antica da quella aggiunta in seguito. Si riferisce in particolare all’intervento di Valadier sull’Arco di Tito.

La voce restaurazione all’interno del suo dizionario trova una sua definizione “ restaurazione dicesi in architettura in un senso meno materialmente meccanico del lavoro che l’artista intraprende e che consiste nel ritrovare dietro gli avanzi o  le descrizioni di un monumento, l’antico suo insieme e il compimento delle sue misure, delle sue proposizioni e dei suoi dettagli.”

“Monumento”  termine che ha un attenzione rilevante per Quatremère

“esso è un segno proprio a richiamare la memoria dei fatti delle cose e delle persone”

Quatremère de Quincy sostiene che il criterio di conservazione dei monumenti può essere applicato sia agli edifici più grandi che alle piccole medaglie, e può essere esteso a ogni genere di edificio. Tuttavia, ci sono alcuni edifici di natura modesta che, secondo Quatremère, non possono essere considerati “monumenti degni di nota dal punto di vista architettonico, e quindi soggetti a un giudizio di valore. Quatremère introduce inoltre il concetto di “tipo”, che rappresenta il superamento della nozione classica di imitazione degli antichi e il passaggio a una poetica della memoria, intesa come un insieme di norme. Per Quatremère, l’imitazione degli antichi deve essere superata in favore di un approccio più attento alla conservazione dei monumenti.

“non già copiare quello che si è fatto bensì guardare alla realtà con i loro occhi ed imitarli il modo in cui si è operato”

Quatremère lotto con decisione contro le spoliazioni dei monumenti specialmente quelle operate dal generale Bonaparte in Italia. “le opere d’arte compongono un tutto organico con l’ambiente sul quale sono collocate e dal quale traggono il loro storico significato.”

Le teorie di Quatremère de Quincy sulla conservazione dei monumenti sono racchiuse nel libro “Lettere a Miranda”, composto da sette lettere indirizzate al generale Mirande e pubblicate a Parigi nel 1796. L’obiettivo del libro era quello di impedire la massiccia spoliazione di opere d’arte che la Francia del Direttorio stava compiendo durante la campagna di Italia. Il libro fu ristampato da Canova in diverse occasioni, contribuendo a diffondere il pensiero di Quatremère. A Quatremère viene riconosciuto il merito di essere stato tra i primi sostenitori della conservazione “in situ” delle opere d’arte, ovvero la salvaguardia dell’opera nel luogo in cui è stata originariamente collocata. Sosteneva che ciò fosse importante per conservare l’atmosfera che era inseparabile dall’oggetto artistico, e che quando questa viene interrotta, le sensazioni prodotte dalla relazione fra l’opera e l’ambiente vengono irrimediabilmente perse. Sosteneva inoltre che il trasporto dell’opera comporta un processo di mutamento della sua realtà.

Concludo questo episodio con l’ultimo pensiero di Quatremère il quale scrisse in lettere a miranda 1796 “Le ricchezze delle scienze e dell’arti   non sono tali se non appartengono a tutti; purché siano pubbliche e ben conservate, che importa quale paese sia depositario: esso non è che il custode del mio museo! Se le tenesse nascoste, se ne abusasse, se le lasciasse deperire, meriterebbe di essere sposseduto: altrimenti occorre pagarlo perché ne abbia cura”.

Villa Savoye – Icona, Rovina, Restauro (1948-1968) Il Restauro Architettonico

“Pelé e il restauro architettonico: una fonte di speranza e di orgoglio per il Brasile”

Il restauro architettonico e il famoso calciatore brasiliano Pelé potrebbero sembrare due argomenti completamente diversi, ma in realtà esiste un legame molto forte tra loro. Pelé, infatti, è stato uno dei più grandi campioni di calcio di tutti i tempi, e ha rappresentato un simbolo di speranza e di orgoglio per il suo paese, il Brasile. Tuttavia, Pelé non è solo un calciatore di successo: è anche un ambasciatore dell’UNESCO e un attivista per la conservazione del patrimonio storico e culturale del suo paese. Il Brasile è infatti un paese ricco di storia e di cultura, e possiede un patrimonio architettonico di grande valore, che include edifici storici come il Convento de São Francisco, il Castello di San Giovanni e il Museo Nazionale di Belo Horizonte. Pelé, in qualità di ambasciatore dell’UNESCO, ha lavorato per promuovere la conservazione di questi edifici, attraverso progetti di restauro architettonico responsabile. Pelé, con il suo impegno per la conservazione del patrimonio storico e culturale del Brasile, ha dimostrato come il restauro architettonico sia un’attività fondamentale per preservare la storia e la cultura di un paese. In questo modo, il restauro architettonico diventa non solo un’opportunità per conservare il patrimonio storico, ma anche una fonte di sviluppo economico sostenibile e di promozione del turismo culturale. Pelé, con il suo impegno per la conservazione del patrimonio storico e culturale del Brasile, ha dimostrato come il restauro architettonico possa diventare una fonte di ispirazione per le future generazioni. Il restauro architettonico rappresenta quindi un’importante opportunità per conservare e valorizzare gli edifici storici, contribuendo al mantenimento del carattere e dell’identità delle città. Pelé, con il suo impegno per la conservazione del patrimonio storico e culturale del Brasile, ha dimostrato come il restauro architettonico possa diventare una fonte di speranza e di orgoglio per un paese. Se sei interessato a saperne di più su questo affascinante argomento, ti consigliamo di leggere altri articoli sul nostro blog e di scoprire le opportunità offerte dal restauro architettonico.

“Il restauro architettonico: un mondo di opportunità per gli studenti!”

Se sei uno studente interessato al restauro architettonico, potresti essere curioso di scoprire quali sono le opportunità offerte da questo campo. Ecco perché il restauro architettonico potrebbe essere una scelta interessante per te:

  1. Il restauro architettonico combina elementi di diverse discipline, come l’architettura, la storia, il design, la tecnologia e l’ambiente. Ciò significa che, indipendentemente dai tuoi interessi, potresti trovare il restauro architettonico un campo affascinante e stimolante.
  2. Il restauro architettonico offre l’opportunità di lavorare su progetti concreti e tangibili, che possono essere visibili e apprezzati dalla comunità. Ciò può essere particolarmente gratificante per te se desideri vedere i risultati del tuo lavoro.
  3. Il restauro architettonico può essere un campo in cui è possibile fare una differenza positiva nel mondo. Ad esempio, il restauro di edifici storici o monumenti può contribuire alla conservazione del patrimonio culturale e alla preservazione del passato per le generazioni future.
  4. Infine, il restauro architettonico offre numerose opportunità di lavoro e di carriera.

In conclusione, il restauro architettonico è un campo in continua crescita che offre numerose opportunità per gli studenti interessati. Il restauro architettonico combina elementi di diverse discipline, offre l’opportunità di lavorare su progetti concreti e tangibili e può essere un modo per fare una differenza positiva nel mondo. Inoltre, il restauro architettonico offre numerose opportunità di lavoro e di carriera. Se sei interessato a questo campo, potrebbe essere un’opzione interessante per te.

Quali sono i motivi per cui potresti essere interessato ad ascoltare il podcast il Restauro Architettonico

Se sei interessato al restauro architettonico, potresti essere curioso di scoprire quali sono i motivi per cui potresti essere interessato ad ascoltare un podcast su questo argomento. Ecco alcune ragioni per cui un podcast sulla tematica del restauro architettonico potrebbe essere di tuo interesse:

  1. Se sei appassionato di architettura o di arte, il restauro architettonico potrebbe essere un argomento di tuo interesse. Ascoltando un podcast su questo tema, potresti imparare di più su come vengono conservati e riportati alla loro bellezza originaria i monumenti e le strutture architettoniche.
  2. Se sei interessato alla storia, il restauro architettonico può offrirti l’opportunità di scoprire di più sulla storia di una determinata struttura o monumento. Ad esempio, il restauro di un edificio storico può rivelare dettagli sulla sua costruzione, sulla sua storia e sulla sua importanza storica.
  3. Se sei interessato al design o alla tecnologia, il restauro architettonico può offrirti l’opportunità di scoprire di più su come vengono utilizzati i nuovi materiali e le tecniche per conservare e restaurare le strutture architettoniche.
  4. Se sei interessato a temi ambientali, il restauro architettonico può offrirti l’opportunità di scoprire di più su come le strutture architettoniche possono essere conservate e utilizzate in modo sostenibile, invece di essere demolite e sostituite con nuove costruzioni.
  5. Infine, ascoltare un podcast sulla tematica del restauro architettonico può semplicemente essere un modo interessante e piacevole per imparare qualcosa di nuovo e per ampliare i tuoi orizzonti culturali.

In conclusione, ci sono molti motivi per cui potresti essere interessato ad ascoltare un podcast sulla tematica del restauro architettonico. Se ti piace l’architettura, la storia, il design o la tecnologia, o semplicemente vuoi imparare qualcosa di nuovo, un podcast su questo argomento potrebbe fare al caso tuo.

Perché amare e conoscere i monumenti del proprio territorio ?

Amare e conoscere i monumenti del proprio territorio è importante per diverse ragioni, e in questo articolo vogliamo esplorarne alcune.

In primo luogo, i monumenti sono parte della nostra storia e della nostra identità culturali. Essi ci raccontano come le persone del passato hanno vissuto, hanno pensato e hanno costruito le loro comunità. Conoscere queste informazioni ci aiuta a comprendere meglio noi stessi e il nostro posto nel mondo. Inoltre, i monumenti possono essere fonti di ispirazione e di orgoglio per le comunità locali. Visitare i monumenti del nostro territorio ci permette di conoscere meglio la nostra storia e di sentirci più connessi alle nostre radici.

In secondo luogo, i monumenti possono essere utilizzati per promuovere il turismo e l’economia locale. Molti monumenti attirano turisti da altre parti del paese o del mondo, e questo può aiutare a sostenere l’economia locale. Inoltre, i monumenti possono offrire opportunità di lavoro per le persone del posto, sia nella loro conservazione che nella loro promozione.

Infine, i monumenti sono spesso belli e interessanti da vedere, e visitarli può essere un’esperienza piacevole e gratificante. Inoltre, essi possono offrire opportunità per imparare qualcosa di nuovo e per condividere queste conoscenze con gli altri. Visitare i monumenti del nostro territorio può essere un modo per trascorrere del tempo in modo piacevole e per scoprire qualcosa di nuovo.

In conclusione, amare e conoscere i monumenti del proprio territorio è importante per diverse ragioni. Essi ci aiutano a comprendere meglio la nostra storia e la nostra identità culturali, possono promuovere il turismo e l’economia locale, e sono spesso belli e interessanti da vedere. Inoltre, visitare i monumenti del nostro territorio può essere un modo per imparare qualcosa di nuovo e per condividere queste conoscenze con gli altri. Se non avete ancora avuto l’opportunità di visitare i monumenti del vostro territorio, ti consiglio di prenderne in considerazione l’idea. Ne vale davvero la pena!

Foto di Alex Vasey su Unsplash

La conoscenza del restauro architettonico

La conoscenza del restauro architettonico va oltre l’ambito tecnico e professionale: rappresenta la comprensione del patrimonio culturale che ci appartiene e che dobbiamo custodire e valorizzare.

Pensate a tutti gli edifici storici e artistici che ci circondano: dalle antiche chiese medievali alle case in pietra del centro storico, dai palazzi nobiliari alle ville d’epoca. Ognuno di questi edifici racchiude una storia, una cultura, un’arte che ci appartiene e che fa parte del nostro patrimonio.

Eppure, spesso diamo per scontato questi tesori della nostra storia, senza renderci conto della loro importanza e della loro fragilità. Ecco perché la conoscenza del restauro architettonico è così importante: permette di comprendere l’importanza di questi edifici, di preservarli e di valorizzarli, e di tramandarli alle future generazioni.

Ma la conoscenza del restauro architettonico non riguarda solo gli edifici storici: è importante anche per chi lavora nel settore edile e immobiliare, poiché permette di avere una maggiore comprensione delle tecniche costruttive utilizzate in epoca passata e di saper intervenire in modo corretto e rispettoso dell’edificio. Significa saper intervenire in modo consapevole e rispettoso dell’edificio, evitando di alterare le sue caratteristiche originali o di causare danni irreversibili.

Insomma, la conoscenza del restauro architettonico è un vero e proprio tesoro che ci appartiene e che dobbiamo custodire e valorizzare. Non solo per il nostro presente, ma anche per il nostro futuro: solo così potremo trasmettere alle future generazioni il patrimonio culturale e storico che ci è stato donato. Ecco perché dobbiamo essere orgogliosi di questa disciplina e di tutti coloro che si dedicano al restauro architettonico con passione e competenza: sono loro che ci permettono di preservare e valorizzare il nostro patrimonio storico e artistico.

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Eugène Viollet-le-Duc i restauri di Carcassonne e Pierrefonds

Eugène Viollet-le-Duc i restauri di Carcassonne e Pierrefonds Il Restauro Architettonico

La sfida di Carcassonne

La prova d’autore di Viollet-le-Duc si realizzò a Carcassonne, la meravigliosa cittadella fortificata edificata su una collina nel sud-ovest della Francia, tra Narbonne e Tolosa. La città, con la sua doppia cerchia di mura e le sue 53 torri, dal 1997 compare nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Ma nella prima metà dell’Ottocento versava in uno stato pietoso: le torri e le case cadevano a pezzi e la popolazione si era trasferita da tempo nella città bassa.

Il castello di Pierrefonds

Ma il restauro più discutibile e traumatico di Viollet-le-Duc fu quello esteticamente perfetto che interessò il castello di Pierrefonds, a nord di Parigi, sul confine nord-orientale della foresta di Compiègne: un’imponente struttura del tardo Trecento, ricostruita, dopo alterne vicende, su un antico edificio che risaliva al XII secolo, e poi distrutta, nel 1617, per ordine di Richelieu.

Bocciato dagli studenti

Quando, alla fine del 1863, apparve a stampa il primo volume dei suoi “Interviste sull’architettura”, Eugène Viollet-le-Duc venne nominato professore di Storia dell’arte e di Estetica in quella “Scuola di Belle Arti” che aveva tanto combattuto.

L’ultima passione: il Monte Bianco

Nel 1868 lasciò la frenetica vita parigina per trasferirsi a Chamonix, sedotto dall’ultima, grandissima passione della sua vita: la montagna. Il Monte Bianco lo affascinava: lo studiò in modo minuzioso, come aveva fatto con l’arte medievale. Ne analizzò l’immagine, la struttura geologica e la storia.

Il dizionario della bellezza

Sir John Summerson (1904-1992), uno dei più importanti storici dell’architettura del Novecento ha scritto che in Europa “ci sono stati due supremi teorici della storia dell’architettura: Leon Battista Alberti ed Eugène Viollet-le-Duc”. Nei dieci volumi splendidamente illustrati del “Dizionario ragionato dell’architettura francese dall’XI al XVI secolo””, pubblicati tra il 1854 e il 1868, sono descritte in ordine alfabetico le tecniche costruttive e le tipologie dei diversi edifici: le cattedrali, i conventi, le cappelle e le cripte, insieme ai palazzi, ai mercati, alle mura e a castelli.

Pietre fascinose

Il rapporto con l’età medievale segnò la vita del grande architetto. Eugène scrisse in una sua pagina: “Esiste un fascino indefinibile che mi lega alle pietre con cui lavoro. Un fascino tanto vivo quanto sconosciuto, che al tempo stesso risulta essere segreto, intimo, muto”.

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Bibliografia 

  • AA.VV., Viollet-le-Duc e il restauro dei monumenti, “Restauro. Quaderni di restauro dei monumenti e di urbanistica dei centri antichi”, ESI, Napoli, n. 47-48-49/1980. Link Amazon  https://amzn.to/3irJeMj
  • AA.VV., Viollet-le-Duc e il restauro degli edifici in Francia, Electa, Milano, 1981.
  • Nullo Pirazzoli, Teorie e storia del restauro, Essegi, Ravenna, 1994 (4), pp. 11-62; 113-140 Link Amazon https://amzn.to/3ii7YGu
  • Nullo Pirazzoli (a cura di), Eugène Emmanuel Viollet le Duc, Carcassonne (trad. it.), Essegi, Ravenna, 1996
  • Fabia Cigni, Roberto Franco, Restauro e cultura estetica – dodici lezioni di Nullo Pirazzoli, Essegi, Ravenna, 1997, pp. 141-153
  • Lucina Napoleone, Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc (1814-1879), in B. Paolo Torsello (a cura di), Che cos’è il restauro?, Marsilio, Venezia, 2005. Link Amazon https://amzn.to/3XOSvy8
  • Giovanni Carbonara, Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti . Link Amazon https://amzn.to/3ESLgfN

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Eugène Viollet-le-Duc i restauri della basilica di Vézelay e della cattedrale Notre Dame di Parigi

Eugène Viollet-le-Duc i restauri della basilica di Vézelay e della cattedrale Notre Dame di Parigi Il Restauro Architettonico

Viollet le duc

Restaurare un edificio non è il manutenerlo, il ripararlo o il rifarlo, ma è ricondurlo ad uno stato di compiutezza che non potrebbe mai essere esistito in un dato tempo. Cosi scrisse Viollet le duc 1866 alla voce restauro nel settimo volume del dizionario ragionato dell’architettura francese dal undicesimo secolo al sedicesimo. La conservazione per viollet le duc è la finalità al quale tende il restauro, ma esso a sua volta è un mezzo, il recupero dei principi che rendono vera l’architettura, recupero da ottenere attraverso della consistenza fisica dei monumenti storici. « tutte le volte che un antico monumento è affidato ad un architetto, egli deve riparalo o completarlo scrupolosamente per trasmettere intatta, per quanto possibile, alle generazioni future che studieranno questo monumento, la ricchezza che gli è stata affidata». Si pensa al completamento come compimento è attraverso questa via che egli afferma di potere conservare un monumento.

Riscoperta e restauro della chiesa abbaziale di Vézelay e Notre Dame

Il 9 agosto 1834, Prosper Mérimée scopre la chiesa abbaziale di Vézelay in rovina e descrive la maestosità del monumento nei suoi Appunti di viaggio nel sud della Francia . Mi resta da parlare del terribile degrado subito da questa magnifica chiesa. Quando disegnavo in chiesa, potevo sentire, in ogni momento, piccole pietre che si staccavano e cadevano intorno a me. Nel febbraio del 1840 si era alla ricerca d’un architetto capace d’intraprendere il restauro di un monumento dal quale cadeva una pioggia di pietre, come aveva potuto costatare lo stesso Mérimée quando vi si era soffermato ad eseguire alcuni schizzi. « La chiesa è ora restaurata nel modo più completo e, se uno dei suoi abati del XIV secolo dovesse tornare al mondo, la troverebbe come l’ha lasciata» . Questioni analoghe si ponevano anche per la facciata, romanica ma con più tarde aggiunte . Già nel marzo dello stesso anno Viollet-le-Duc presenta il suo programma d’interventi, teso, ‘senza che si alteri l’edificio’ ma evitando ogni «palliativo»’, a restituirgli capacità statiche e di durata nel tempo. Già in questi primi interventi si vede emergere la contrapposizione dell’archeologo, che invoca la piena conservazione delle antiche vestigia, all’architetto che si propone di migliorare le condizioni statiche ed estetiche del monumento affidatogli. In questo modo tre grandi volte del XIV secolo, troppo alte e mal contraffortate, vengono ‘ristabilite’ nello stile primitivo ed, alla fine, dalla facciata sono eliminate le tracce della ristrutturazione più tarda, rimasta incompiuta, mentre per la sommità della torre meridionale s’inventa una leggera balaustrata. La chiesa, di impianto romanico con aggiunte gotiche, risaliva al 1096. Il giovane Viollet-le-Duc, in cuor suo, era ancora repubblicano. Eugène, dopo accuratissimi studi sull’arte romanica, nel 1856 sostituì anche il timpano originale della facciata della basilica, che era danneggiato in modo irreparabile. Notre dame quello di Notre-Drome divenne la ‘apoteosi del giovane Violet le-Duc e del metodo che egli incarnava. La chiesa aveva rappresentato nei secoli il santuario dell’intera nazione ed aveva molto sofferto durante gli ultimi decenni. La natura composita e stratificata di Notre-Dame sollevò continui problemi che l’architetto affrontò e risolse, di volta in volta, con un attento studio. Questi invece restituì la flèche sull’incrocio, distrutta dalla Rivoluzione, All’interno della chiesa, il coro con l’altare maggiore di Luigi XIV.

Bibliografia

Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti – https://amzn.to/3Owslf5

Che cos’è il restauro? Nove studiosi a confronto – https://amzn.to/3F5hztv

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Il restauro stilistico

Summary

Nel campo applicativo del restauro, a partire dal secondo quarto del secolo XIX, si afferma la pratica della reintegrazione stilistica. Stile = realtà storica e formale, unitaria e coerente, bene delimitata nel tempo e nei suoi modi figurali. Questa realtà è ricavata per astrazione e selezione dagli edifici esistenti, seguendo procedimenti di natura “scientifica”. Nel periodo della rivoluzione e poi in quello napoleonico in Francia si susseguono le distruzioni di monumenti antichi per ragioni ideologiche. Lo sviluppo del romanzo storico genera una spinta verso la riflessione storiografica: Victor Hugo si impegna personalmente a difesa dei monumenti medievali. «Il tempo ha conferito alla chiesa più di quanto le abbia tolto». Luigi Filippo (monarchia di luglio) istituisce nel 1830 la figura dell’Ispettore Generale dei Monumenti Storici per censire, restaurare e proteggere dai vandali gli edifici di valore storico-artistico. Per i primi 4 anni l’incarico è affidato a Ludovic Vitet, poi per 26 anni a Prosper Mérimée. Nel 1841 si istituisce la figura dell’architecte des monuments historiques, mandati in aiuto dall’autorità centrale per i restauri particolarmente importanti e difficili. Circolare Falloux (1849): “lo scopo dei loro sforzi è la conservazione dei monumenti e il migliore mezzo per raggiungere questo scopo è la manutenzione di essi. Per quanto abile sia il restauro di un edificio, il restaurare è sempre una triste necessità. Una manutenzione intelligente deve sempre prevenirla.” Entro il 1840 gli orientamenti del restauro stilistico sono definiti (anche se non codificati), ma con scarsi risvolti esecutivi, per mancanza di professionalità, maestranze e strumenti adatti. I postulati e le regole del restauro dei monumenti “secondo lo stile loro dovuto” dipendono principalmente dall’opera degli ispettori generali, ma la codificazione del restauro stilistico è legata a Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc (1814-1879). “Restaurare un edificio non è conservarlo, ripararlo o rifarlo, è ristabilirlo in uno stato di completezza che può non essere mai esistito in un determinato momento”. Concluderemo l’episodio con il secondo ottocento in Italia.

Il restauro archeologico

Summary

Fino al XVIII secolo non esiste ancora una vera organizzazione delle idee relative al restauro, non esiste una dottrina. Un grande impulso ideologico al restauro viene dato in Francia, in seguito alla Rivoluzione, quando nasce l’esigenza di “conservare per la nazione”. “Voi [amministratori] non siete che i depositari di un bene di cui la grande famiglia ha il diritto di chiedervi conto. I barbari e gli schiavi disprezzano le scienze e distruggono i monumenti d’arte. Gli uomini liberi li amano e li conservano” (Convenzione Nazionale Francese, 1794). Il restauro dei monumenti in età neoclassica è definito archeologico perché? L’antico viene conservato, le forme primitive vengono restituite in modo solo indicativo, in modo da ritrovare la bellezza esemplare e normativa: la replica nel dettaglio è quasi sempre rifiutata come inutile e fuorviante. Analizzeremo il restauro del Colosseo, dell’Arco di Tito e di San Paolo fuori le mura.