Recentemente, il mondo del restauro ha perso una figura di rilievo con la scomparsa di Giovanni Carbonara (Roma, 27 novembre 1942 – Roma, 1º febbraio 2023) è stato un architetto italiano. Storico dell’architettura e teorico del restauro, è considerato il capofila della cosiddetta Scuola romana del restauro architettonico.
Cenni Biografici
Noto professore di Restauro dei Monumenti, conosciuto per la sua attività scientifica e il suo impegno nel settore. Laureatosi in architettura nel 1967, ha iniziato la sua carriera come architetto e poi si è specializzato nello studio e nel restauro dei monumenti.
Il percorso accademico di Carbonara:
- Architetto nelle Soprintendenze (1969)
- Iscrizione alla Scuola di specializzazione per lo studio ed il restauro dei monumenti (1971)
- Collaborazione con Renato Bonelli all’Università di Roma “La Sapienza” (1969-1980)
- Professore incaricato di Storia dell’architettura e Restauro dei monumenti , prima a Pescara poi a Roma (1975-1980)
- Professore ordinario di Restauro dei monumenti a Roma (dal 1980)
Ruoli importanti:
- Coordinatore del dottorato di ricerca in Conservazione dei beni architettonici
- Direttore della Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio
- Lezioni presso l’Istituto Centrale del Restauro, l’ICCROM e altri istituti culturali italiani e stranieri.
Attività scientifica:
- Studio della storia dell’architettura e del restauro
- Teoria del restauro
- Pubblicazioni importanti: La reintegrazione dell’immagine (1976) e il Trattato di restauro architettonico (1996-2008)
Impatto sul dibattito sulla teoria del restauro: Nell’ultimo quarto del Novecento e nei primi anni del nuovo secolo, la figura di Carbonara ha avuto un’importanza primaria nel dibattito sulla teoria del restauro. Il suo contributo all’evoluzione della scuola romana verso posizioni critico-conservative ha permesso una crescita di interesse per la tutela del dato materiale.
La sua visione del restauro come atto di conservazione e trasmissione del patrimonio storico-artistico, il suo rispetto per la sostanza antica e le documentazioni autentiche, e il suo spirito di interpretazione critica e di continuo miglioramento sono valori che devono essere ricordati e portati avanti.
Il restauro è una disciplina che richiede una combinazione unica di abilità tecniche e capacità di interpretazione critica. La capacità di capire e rispettare la sostanza antica delle opere d’arte e di documentarne l’autenticità è una delle chiavi del successo nel restauro. Questo è esattamente ciò che Giovanni Carbonara ha portato al mondo del restauro. La sua visione del restauro come atto di conservazione e trasmissione del patrimonio storico-artistico, il suo rispetto per la sostanza antica e le documentazioni autentiche, e il suo spirito di interpretazione critica e di continuo miglioramento sono valori che devono essere preservati e portati avanti.
Secondo Carbonara, il restauro non è solo un’azione tecnica, ma anche un’interpretazione critica delle opere d’interesse storico, artistico e ambientale. Il restauro deve essere basato sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche, e proporsi come un atto che trasmette il passato al futuro, facilitandone la lettura e senza cancellarne le tracce.
Inoltre, Carbonara ha sempre sottolineato che il restauro è un’ipotesi critica e una proposizione che può essere sempre modificata, senza che per questo si alteri irreversibilmente l’originale. Questo significa che il restauro deve essere sempre sottoposto a un’analisi critica e a un processo di miglioramento continuo, che consenta di preservare la sostanza antica e la documentazione autentica delle opere d’arte, senza impedirne la lettura e la comprensione da parte del pubblico.
La memoria di Giovanni Carbonara è una fonte di ispirazione per i restauratori di oggi e di domani, e il suo contributo al mondo del restauro resta immortale. La sua visione del restauro come un atto di conservazione, trasmissione e interpretazione critica del patrimonio storico-artistico è un messaggio importante che deve essere ricordato e portato avanti, e la sua eredità deve essere continuamente celebrata nel mondo del restauro.
I restauratori di oggi devono essere consapevoli delle sfide che si presentano nel loro lavoro, ma allo stesso tempo devono essere animati dalla passione per il patrimonio storico-artistico e dalla volontà di preservarlo e trasmetterlo al futuro. Il loro lavoro deve essere basato sul rispetto per la sostanza antica e le documentazioni autentiche, e devono essere impegnati in un processo continuo di miglioramento e di interpretazione critica.
In definitiva, il lascito di Giovanni Carbonara ci ricorda l’importanza di conservare e trasmettere il patrimonio storico-artistico, e ci invita a continuare a sviluppare la disciplina del restauro in modo responsabile e sostenibile. La sua memoria è una fonte di ispirazione per tutti coloro che lavorano nel mondo del restauro, e la sua visione del restauro come atto di conservazione, trasmissione e interpretazione critica resterà sempre un contributo importante e immortale alla disciplina.
Per concludere, voglio lasciare una citazione di Giovanni Carbonara che riassume perfettamente il suo approccio al restauro:
“S’intende per «restauro» qualsiasi intervento volto a conservare e a trasmettere al futuro, facilitandone la lettura e senza cancellarne le tracce del passaggio nel tempo, le opere d’interesse storico, artistico e ambientale; esso si fonda sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche costituite da tali opere, proponendosi, inoltre, come atto d’interpretazione critica non verbale ma espressa nel concreto operare. Più precisamente, come ipotesi critica e proposizione sempre modificabile, senza che per essa si alteri irreversibilmente l’originale.”
Paolo Torsello, Che cosa è il restauro ?











