Il tema dell’inserimento di funzioni museali all’interno di tessuti storici consolidati rappresenta uno dei nodi più complessi del restauro architettonico contemporaneo. Il progetto per la Fondazione Biscozzi Rimbaud a Lecce, curato dallo studio Arrigoni Architetti, si inserisce in questo dibattito offrendo una risposta metodologica rigorosa. L’intervento non cerca la mimesi, bensì un dialogo silenzioso ma strutturale con la preesistenza, trasformando un edificio storico in un contenitore d’arte performante.






La Sfida Progettuale
La complessità dell’incarico risiedeva nella necessità di operare una sostituzione funzionale totale senza snaturare l’involucro storico. L’adeguamento normativo, impiantistico e illuminotecnico richiesto da una fondazione d’arte moderna e contemporanea doveva convivere con le peculiarità materiche e spaziali dell’edificio originale. La sfida era evitare l’effetto di sovrastruttura, integrando le nuove tecnologie necessarie alla conservazione delle opere d’arte all’interno di spessori murari e geometrie voltate non alterabili.
La Soluzione Tecnica
Il team di progettazione ha operato attraverso un processo di sottrazione e di accurata calibrazione degli innesti. La pietra leccese, materiale identitario del contesto, è stata sottoposta a un attento restauro conservativo, eliminando le stratificazioni incongrue per restituire la purezza delle superfici. Gli impianti di climatizzazione e illuminazione museografica sono stati celati attraverso soluzioni di micro-architettura d’interni, utilizzando contropareti tecniche e profili integrati che definiscono i percorsi espositivi senza interferire con la lettura della spazialità originaria. Il contrasto cromatico e materico tra l’involucro storico e i nuovi elementi espositivi diventa il fil rouge della narrazione spaziale.
Parola al Progettista
Come si evince dall’approccio dello studio, il cuore del progetto si riassume in questo concetto: “Un intervento di sostituzione funzionale che non altera l’edificio originario, ma ne esalta ogni singolo dettaglio attraverso una misurata grammatica del riuso.” Questa affermazione sottolinea come il rispetto per l’antico non debba precludere la totale operatività contemporanea.
La Fondazione Biscozzi Rimbaud dimostra come l’architettura degli interni, quando applicata al restauro, possa agire come un dispositivo ottico: calibra la luce, ordina lo spazio e permette alla materia storica di diventare non solo quinta scenica, ma parte attiva dell’esperienza museale.
ASCOLTA IL PODCAST: https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonico
I MIEI PROGETTI (VBH RESTAURI): https://vbhrestauri.site/
FONTE PROGETTO: http://www.arrigoniarchitetti.it
Foto: Dario Borruto – Courtesy of: Arrigoni Architetti
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