La Samaritaine: Dialettica tra trasparenza contemporanea e restauro monumentale nel cuore di Parigi  

2–3 minuti

La riapertura de La Samaritaine rappresenta uno dei capitoli più complessi e dibattuti della rigenerazione urbana parigina dell’ultimo decennio. Il progetto non è una semplice ristrutturazione, ma una riprogrammazione tipologica radicale che trasforma lo storico grande magazzino in un hub a uso misto. L’intervento vede la collaborazione tra la visione eterea di SANAA e il rigore conservativo di Lagneau Architectes (responsabile per i Monumenti Storici), creando una tensione tangibile tra il tessuto Haussmanniano e l’astrazione contemporanea.

La Sfida Progettuale: L’isolato, situato tra Rue de Rivoli e la Senna, presentava stratificazioni storiche complesse, dall’Art Nouveau di Frantz Jourdain all’Art Déco di Henri Sauvage. La sfida principale consisteva nel ricucire questa eterogeneità stilistica inserendo al contempo nuove funzioni (hotel, uffici, edilizia sociale e asilo) senza snaturare l’identità commerciale del luogo. Il vincolo più stringente era rappresentato dalla necessità di operare su edifici tutelati garantendo al contempo i moderni standard di sicurezza e accessibilità, un compito che ha richiesto un consolidamento strutturalemassivo e invisibile.

La Soluzione Tecnica: L’elemento dirimente del progetto è la nuova facciata su Rue de Rivoli progettata da SANAA. Si tratta di una doppia pelle in vetro ondulato che non cerca il mimetismo stilistico, ma la dissoluzione ottica. I pannelli di vetro curvo, alti 3,40 metri, agiscono come una lente che riflette e distorce gli edifici circostanti, ammorbidendo la monumentalità della pietra parigina attraverso la rifrazione. Sul fronte del restauro, l’intervento sugli edifici storici ha comportato il recupero filologico della grande verrière (lucernario) e delle decorazioni in smalto, tra cui il famoso affresco dei pavoni, riportando alla luce la policromia originale spesso oscurata da interventi successivi.

Parola al Progettista: L’approccio di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa si fonda sulla smaterializzazione: “Il vetro riflette l’architettura degli edifici vicini e ne trasforma l’immagine; la facciata si fonde con l’ambiente e scompare.” Una dichiarazione che sottolinea come l’architettura contemporanea, in contesti storici densi, possa operare per sottrazione visiva piuttosto che per addizione volumetrica.

La Samaritaine non è solo un esercizio di stile, ma un manifesto di urbanistica integrata. Dimostra che il restauro architettonico, quando dialoga con l’audacia contemporanea, può rivitalizzare non solo un edificio, ma un intero quartiere, trasformando un monumento introverso in un passaggio urbano permeabile.

ASCOLTA IL PODCAST: https://linktr.ee/ilrestauroarchitettonico 

I MIEI PROGETTI (VBH RESTAURI): https://vbhrestauri.site/ 

FONTE PROGETTO: http://www.sanaa.co.jp/

Foto: Jared Chulski – Courtesy of: SANAA


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