La professione notarile sta affrontando una crisi d’identità, stretta tra la smaterializzazione digitale e la necessità di mantenere un rapporto umano fiduciario. Il progetto per l’Hôtel de la Chambre des Notaires a Place du Châtelet non è quindi un semplice restauro, ma la traduzione spaziale di questo cambiamento. L’edificio deve diventare un “luogo simbolo”, capace di riconciliare l’expertise secolare con le dinamiche contemporanee.
La Sfida Progettuale: Distinguere per Unire
La strategia, definita da un forte bias progettuale, mira a distinguere chiaramente la sfera pubblica da quella privata. La sfida consisteva nel trasformare un edificio storicamente amministrativo e chiuso in un dispositivo permeabile. L’intenzione è stata quella di densificare e aprire il retro dell’edificio per restituire nobiltà alla facciata storica, ottimizzando i flussi: l’area pubblica diventa visibile e accessibile, mentre quella privata garantisce la necessaria riservatezza operativa.
La Soluzione Tecnica: Anastilosi e Riuso Materico
L’approccio metodologico è assimilabile all’archeologia. La trasformazione si ispira all’anastilosi: il completamento della struttura esistente tramite interventi misurati. Due dettagli tecnici definiscono l’intervento:
- Riuso della Pietra in Situ: Le pietre rimosse non sono state scartate, ma estratte con tagli a diamante e reinterpretate nel progetto, seguendo una logica di economia circolare e intelligenza costruttiva.
- La Facciata Continua Curva: La corte interna, da spazio di servizio, diviene palcoscenico. La nuova facciata utilizza moduli di vetro curvo ripetuti per evitare l’effetto sfaccettato. Il giunto tra la pietra esistente e il vetro è risolto con un elemento in alluminio anodizzato che ospita i meccanismi di ventilazione naturale, garantendo continuità visiva e performance ambientale.
Parola al Progettista
Il team sottolinea come l’edificio debba funzionare come una “grande casa” o una “macchina flessibile”. “L’edificio non si chiude, filtra. La logica del progetto è rivelare la riservatezza senza abolirla: rendere visibile l’attività e la collaborazione senza esporre ciò che deve rimanere protetto”.
La ristrutturazione del piano nobile, con l’integrazione di pareti mobili acustiche ad alte prestazioni e l’occultamento totale degli impianti HVAC nel pavimento sopraelevato, dimostra che è possibile modernizzare radicalmente un edificio storico senza tradirne la morfologia. Un’architettura che agisce come interfaccia tra segreto professionale e servizio pubblico.
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FONTE PROGETTO: https://lateliersenzu.com/
Crediti Foto: Rory Gardiner, Cyrille Weiner – Courtesy of: L’Atelier Senzu
SCHEDA TECNICA DI PROGETTO
Denominazione: Ristrutturazione Hôtel de la Chambre des Notaires Luogo: 12 Avenue Victoria, Parigi (Francia)Tipologia: Edificio Istituzionale / Uffici / Spazi Pubblici
CREDITI PROGETTUALI Architettura: L’Atelier Senzu (Capogruppo/Mandatario) Architettura del Patrimonio:Lagneau Architectes
CONSULENTI E INGEGNERIA Strutture: TECCO Impianti e Fluidi: INEX Strategia Ambientale: Franck Boutté Consultants Economia di Cantiere: Mazet & Associés Ingegneria di Facciata: VS-a Design del Riuso (Reuse Designer): Anna Saint Pierre Acustica: CLARITY
FOTOGRAFIA Rory Gardiner, Cyrille Weiner
ELEMENTI CHIAVE DELL’INTERVENTO
- Approccio Metodologico: Anastilosi (integrazione misurata dell’esistente).
- Strategia Materiali: Riuso in situ della pietra calcarea rimossa (taglio a diamante e ricollocazione).
- Facciata Corte Interna: Sistema modulare in vetro curvo con giunti in alluminio anodizzato per ventilazione naturale.
- Impiantistica: Integrazione totale nei pavimenti sopraelevati per la pulizia delle superfici storiche.
- Programma Funzionale: Distinzione netta tra flussi pubblici (piano terra/primo piano) e privati (uffici amministrativi).
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