Siris: arte contemporanea nel Parco Archeologico di Herakleia a Policoro

SIRIS: Arte contemporanea a Herakleia Il Restauro Architettonico

17–25 minuti

Il 10 novembre 2025, nel cuore della Basilicata, tra il vento che attraversa la costa ionica e il silenzio delle rovine della Magna Grecia, è successo qualcosa di speciale. Nel Parco Archeologico di Herakleia, a Policoro, è stato inaugurato Siris: un progetto che prova a fare una cosa semplice e difficilissima allo stesso tempo – far dialogare, senza forzature, arte contemporanea, archeologia e paesaggio.

Benvenuti a Il Restauro Architettonico, il podcast che racconta come i luoghi del passato possano tornare a parlare al presente. Io sono Vincenzo Biancamano e in questo episodio vi porterò dentro Siris, un laboratorio a cielo aperto curato da STUDIO STUDIO STUDIO, fondato da Edoardo Tresoldi, con la direzione artistica di Antonio Oriente. Partiremo dai resti di un Tempio Arcaico e dal Santuario di Demetra, e seguiremo il filo di tre installazioni site-specific – Rovina InversaChora e Arbosonica – create da artisti internazionali per trasformare il parco in un paesaggio immersivo fatto di architetture sospese, ex voto vegetali e paesaggi sonori invisibili.

Non parleremo solo di opere d’arte, ma di metodo e di responsabilità. Parleremo di cosa significa intervenire in un sito archeologico senza ricostruire in modo illusorio, di come si può rendere percepibile la dimensione sacra di un luogo rispettandone la fragilità, di come l’arte contemporanea possa diventare una chiave per rileggere la memoria di un territorio. Siris è un progetto corale, che unisce curatori, artisti, archeologi e comunità locale. In questo episodio proveremo a capire perché, tra reticoli di metallo sospesi, piccole reliquie vegetali e voci che emergono dal bosco, Herakleia è tornata a essere non solo un sito da visitare, ma un paesaggio da ascoltare.

La sera del 10 novembre 2025, è stato inaugurato Siris, un progetto di valorizzazione che intreccia arte contemporanea, archeologia e paesaggio, nel Parco Archeologico di Herakleia a Policoro (Basilicata). Curato dal laboratorio STUDIO STUDIO STUDIO fondato dall’artista Edoardo Tresoldi (con direzione artistica di Antonio Oriente), coinvolge tre artisti internazionali in installazioni site-specific immersive e sensoriali, ispirate alla storia sacra e al contesto naturale del sito. L’obiettivo è rileggere il parco – che custodisce resti di un Tempio Arcaico e del Santuario di Demetra – attraverso opere contemporanee capaci di instaurare un dialogo tra le antiche rovine e il paesaggio circostante, rendendo percepibili al grande pubblico gli aspetti storici e spirituali del luogo.

Le installazioni artistiche del progetto Siris

Il percorso di visita si snoda nella Vallata Mediana del parco, dove sono collocate tre installazioni principali, ciascuna in relazione a un elemento significativo del sito: Rovina InversaChora (Bosco Sacro) e Arbosonica. Ognuna utilizza materiali e linguaggi diversi – architettura effimera, scultura organica e suono – per dialogare con le rovine e la natura, offrendo un’esperienza immersiva. Di seguito si analizzano in dettaglio le tre installazioni, evidenziando materiali, autori, simbologia e interazione con lo spazio archeologico-naturalistico.

Rovina Inversa (Gijs Van Vaerenbergh)

Rovina Inversa, ideata dai belgi Gijs Van Vaerenbergh, ricostruisce idealmente i volumi perduti del Tempio Arcaico. Essa solleva la parte superiore “dal vuoto” e la sospende su una struttura reticolare in acciaio e malta, alta circa dodici metri. L’opera ribalta la logica della rovina: invece di scomparire verso le fondamenta, l’architettura antica sembra emergere e librarsi nello spazio, come se la memoria fosse materia visibile. Le forme frastagliate delle murature originali, reinterpretate e sostenute dall’intelaiatura metallica, rievocano la monumentalità del tempio senza alterare né toccare i resti a terra. I visitatori possono camminare sotto questa “rovina capovolta”, percependo la scala e la sacralità dell’edificio antico da un nuovo punto di vista. Sul piano simbolico, Rovina Inversa è una reinterpretazione concettuale dell’architettura classica, in bilico tra realtà e illusione. Essa crea un nuovo landmark nel paesaggio lucano, un “abitante” contemporaneo del parco straniero e autoctono: presenza e assenza insieme, incompleto ma vivo, che evidenzia la fragilità del tempo senza ricostruire né restaurare in modo illusorio il passato.

Chora (Bosco Sacro di Demetra) – Selva Aparicio

Chora è l’installazione dell’artista spagnola Selva Aparicio nel Bosco Sacro dedicato a Demetra, la dea della fertilità. È un percorso scultoreo con sette edicole votive tra la vegetazione e le sorgenti naturali che alimentavano il carattere mistico di quest’area sacra. Ciascuna è realizzata attraverso rilievi botanici di piante locali – impronte vegetali scolpite – così che le sculture appaiano come frammenti organici destinati a fondersi con il sottobosco. Questa scelta di materiali effimeri e naturali richiama gli ex voto della tradizione popolare: le edicole sembrano offerte devozionali alla terra, omaggi alla natura come nuova divinità da venerare. Il visitatore è invitato a un rito laico di meditazione e contemplazione: avanzando di edicola in edicola, ripercorre simbolicamente i gesti di un’antica processione, in un cammino spirituale che unisce culto e ambiente. L’ultima, la più grande, è vicino alle rovine del santuario di Demetra e accoglie un elemento bronzeo sospeso, a evocare la presenza-assenza della dea. Questa nicchia finale – dedicata al femminile sacro, alla fertilità e al ciclo vitale – segna la conclusione del percorso: l’arte si fa rito di riconciliazione con la terra, un ex voto collettivo che invita a riflettere sulla soglia tra fisicità e spiritualità, tra la permanenza del mito e la trasformazione naturale.

Arbosonica – Max Magaldi (con Claudia Fabris e Daniela Pes)

Arbosonica è un’installazione sonora immersiva ideata dal musicista italiano Max Magaldi, in collaborazione con la poetessa Claudia Fabris e la cantante Daniela Pes. Aggiunge al parco una quarta dimensione impalpabile, trasformando l’ambiente in un organismo sonoro che “respira, parla e risuona” con il paesaggio. L’opera non è visibile, ma si fruisce attraverso l’udito: i visitatori, tramite un’app dedicata e geolocalizzata, possono ascoltare colonne sonore ambientali attivate automaticamente al loro passaggio in determinate zone. I suoni reali del luogo – vento, acqua, canto degli uccelli – si fondono con composizioni musicali e frammenti poetici, creando un’esperienza multisensoriale. Si usano cuffie a conduzione ossea che, posandosi sulle ossa temporali invece che coprire le orecchie, permettono di ascoltare la traccia audio senza isolarsi dai suoni ambientali. In questo modo la voce narrante, le parole poetiche e i suoni della natura coesistono senza barriere: il paesaggio diventa la partitura vivente su cui si innestano le storie di Demetra e Persefone, il mito del ciclo vita-morte-rinascita che ha ispirato il progetto. Arbosonica invita a un ascolto attivo e contemplativo: il visitatore diventa parte della “sinfonia” del luogo, in una dimensione senza tempo dove passato e presente si incontrano attraverso il suono.

Obiettivo curatoriale e ruolo di STUDIO STUDIO STUDIO

Il progetto Siris nasce da una visione curatoriale. La visione è quella di creare un dialogo tra l’eredità archeologica di Herakleia e l’arte contemporanea, rendendo accessibile la complessità storica e spirituale del sito. STUDIO STUDIO STUDIO, fondato da Edoardo Tresoldi, ha coordinato l’operazione come un cantiere sperimentale in cui arte, architettura e paesaggio si contaminano. Sotto la guida dell’arch. Antonio Oriente (direttore artistico e originario di Policoro), il team curatoriale ha coinvolto gli artisti in un processo di conoscenza del contesto locale. Nel 2021 sono state organizzate residenze creative in Basilicata, settimane di immersione nella cultura e nelle tradizioni lucane, per tracciare una linea del tempo dalla Magna Grecia ai giorni nostri. In questa fase di studio interdisciplinare, il gruppo ha attinto all’archeologia classica (siti, reperti, miti) e all’antropologia del territorio (riti religiosi, culti arborei, folklore). Per ispirare le opere legate al culto di Demetra, il team ha partecipato a rituali ancestrali locali come il Maggio di Accettura (antica festa arborea lucana), assimilando pratiche devozionali rielaborate in chiave contemporanea. Questa metodologia ha assicurato che ogni intervento fosse site-specific, radicato nell’identità storica e paesaggistica di Herakleia.

Nelle sue note curatoriali, Antonio Oriente sottolinea alcuni principi chiave del progetto. In Rovina Inversa la scelta di “invertire la presenza materica” del tempio – mostrando solo le forme accennate della parte sommitale – è risultata una soluzione intelligente per due motivi: lascia spazio visivo alle evidenze archeologiche sul terreno, evitando di sovrapporre una ricostruzione pesante; e garantisce la totale reversibilità dell’intervento, essendo una struttura autoportante e non integrata nelle rovine. «Le forme accennate», afferma Oriente, «restituiscono un’idea di incompiutezza, la percezione della fragilità del tempo che non viene cancellata dal restauro – l’evidenza illusoria del passato – o dalla ricostruzione – l’evidenza illusoria del presente, ma crea un nuovo abitante del Parco, straniero e autoctono nello stesso luogo, scomparso e vivo nello stesso tempo». Questa filosofia rifiuta sia la mera musealizzazione delle rovine sia la loro spettacolarizzazione invasiva: punta a una rivitalizzazione poetica del sito, dove le opere d’arte fungono da mediatori culturali tra passato e presente. Con lo stesso approccio, Orient e il suo team hanno guidato Selva Aparicio e Max Magaldi nell’interpretare i riti demetriaci e l’eredità degli ex voto, traducendo tali temi in installazioni che intrecciano dimensione umana, spirituale e naturale. Il risultato sono percorsi diversi (scultoreo e sonoro) ma con punti di incontro concettuali: entrambi rievocano il sacro e i cicli vitali attraverso modalità sensoriali non convenzionali. Secondo Oriente, Magaldi con Arbosonica ci conduce in una dimensione “meta-fenomenologica” dove siamo invitati a guardare e ascoltare ciò che accade fuori e dentro di noi, attraverso una narrazione universale che potrebbe appartenere a qualsiasi epoca. È interessante notare come il team definisca gli autori sonori (Magaldi, Fabris, Pes) “ambasciatori dell’invisibile”: in un’epoca in cui la comunicazione è invadente e onnipresente, essi sono riusciti a raccontare l’invisibile senza alienare il pubblico dal contesto reale, poiché chi seguirà il percorso musicale e poetico nel parco non dovrà né guardare uno schermo né isolarsi con cuffie tradizionali. Questo approccio curatoriale privilegia l’immersione consapevole e la connessione sensoriale con il luogo, facendo di Siris un “progetto corale” in equilibrio tra arte, architettura e natura.

Valorizzazione non invasiva e dialogo con il patrimonio archeologico

Uno dei principi cardine di Siris è la valorizzazione non invasiva e reversibile del patrimonio archeologico. Tutte le installazioni sono concepite per inserirsi nel contesto naturale senza intaccarne l’integrità. Questo significa che le opere, pur essendo stabili e fruibili nel lungo periodo, possono essere rimosse senza lasciare tracce o danneggiare i resti antichi – un requisito fondamentale per siti protetti. Ad esempio, Rovina Inversa è autoportante e non poggia direttamente sulle rovine ma su fondazioni indipendenti; la sua griglia metallica, per quanto monumentale, “non altera il paesaggio” circostante ma ne esalta la memoria. Le edicole di Chora sono disseminate tra la vegetazione in maniera armonica, amalgamandosi al contesto: col tempo, piante e intemperie interagiranno con queste sculture organiche, in un processo naturale di integrazione e decadimento. Arbosonica è immateriale per definizione: la componente sonora “aumenta” la percezione del luogo senza bisogno di alcuna struttura fisica invasiva, sperimentando una valorizzazione totalmente intangibile ma efficace. In sintesi, il progetto evita interventi che possano deturpare o falsificare le rovine, optando per soluzioni leggere e reversibili che rispettano i principi della tutela. Questa filosofia s’innesta nel costituendo Ecomuseo Archeologico di Herakleia, un modello di museo all’aperto in cui il palinsesto del VII sec. a.C. dialoga con l’arte contemporanea, sperimentando nuove forme di fruizione e comunicazione. Le installazioni di Sirissono parte integrante di questo percorso ecomuseale: esse gettano “luce nuova” sulle tracce antiche, evocandone gli aspetti peculiari (architettonici, cultuali, paesaggistici) senza bisogno di ricostruzioni fisiche, ma attraverso rimandi simbolici e sensoriali. Il dialogo tra rovine e arte avviene per suggestioni e non per sovrapposizione: il sacro viene rievocato come intreccio tra dimensione umana e naturale, con l’elemento sonoro a fare da collante, richiamando le antiche manifestazioni del divino (musica, preghiere, ritualità all’aperto) in chiave attuale. Questo approccio discreto e rispettoso è un caso pilota di “evidenziazione” del patrimonio archeologico: invece di restaurare integralmente o ricostruire arbitrariamente, Siris suggerisce, evoca, illumina ciò che resta, stimolando l’immaginazione del visitatore e la riflessione sul trascorrere del tempo.

Un aspetto importante della reversibilità è la possibilità di aggiornare o rimuovere le opere in futuro senza compromettere il sito. Questo risponde a una visione contemporanea della museografia archeologica, che vede il parco non come un’area statica ma come uno spazio narrativo dinamico. Le installazioni di Siris sono pensate per accompagnare il pubblico odierno nella comprensione del luogo, ma potranno evolversi con nuovi progetti o essere smontate se cambiano le esigenze di tutela o di allestimento. L’esperienza con Siris resterà come modello di intervento sostenibile: dimostra che è possibile valorizzare un sito antico aggiungendo significato e fruibilità, senzaaggiungere materia o costruzioni irreversibili.

Coinvolgimento del pubblico: visita sensoriale e iniziative didattiche

Il progetto Siris offre un’esperienza di visita coinvolgente sotto molti aspetti sensoriali e cognitivi. Modalità di visita:il Parco Archeologico di Herakleia è accessibile come un parco urbano e archeologico, e l’itinerario di Siris si integra al percorso di visita delle rovine. I visitatori possono esplorare liberamente la vallata seguendo le installazioni in sequenza (dal Tempio Arcaico verso il Bosco Sacro) oppure scoprirle in ordine sparso, guidati dalla curiosità. Cartellonistica e indicazioni contestualizzano ciascuna opera, invitando a fruire l’esperienza in modo attivo e meditativo. Fruizione sensoriale:oltre all’impatto visivo delle sculture e della grande struttura architettonica, Siris punta sulla stimolazione uditiva e sull’immersione ambientaleArbosonica trasforma la visita in un viaggio sonoro personalizzato: all’ingresso del parco (o al vicino Museo della Siritide) i visitatori possono ottenere informazioni per scaricare l’app dedicata e utilizzare cuffie a conduzione ossea fornite dal museo/progetto. Una volta attivata, il pubblico è libero di camminare e sostare: avvicinandosi ai punti georeferenziati, partono automaticamente brani musicali, paesaggi sonori e poesie legati a quel luogo. Questo sistema high-tech è user-friendly e non intrusivo: le cuffie lasciano percepire i rumori esterni, mantenendo il contatto con la realtà, e se l’utente distoglie l’attenzione (ad esempio usando il telefono per altri scopi) la riproduzione si interrompe, incoraggiando a ristabilire la concentrazione. Si è avvolti da un racconto sonoro in cui le voci e i suoni “invisibili” del parco amplificano ciò che si vede, creando un forte impatto emotivo ma mai alienante.Molti visitatori descrivono questa esperienza come suggestiva e onirica: camminare tra gli alberi ascoltando sussurri, canti e musiche ispirate al mito fa percepire il parco quasi come un essere vivo che comunica con noi.

Il progetto ha previsto attività per coinvolgere la comunità locale e arricchire l’offerta educativa del parco, parallelamente all’esperienza individuale. In fase di sviluppo, gli artisti hanno interagito con scuole e istituzioni:Magaldi e Fabris hanno condotto un laboratorio didattico con l’Istituto “Lorenzo Milani” di Policoro, in collaborazione con il Tower Art Museum di Matera. I ragazzi sono stati introdotti al paesaggio sonoro e hanno creato piccole composizioni ispirate al loro territorio, rafforzando il legame tra arte contemporanea e identità locale. Durante e dopo l’installazione delle opere, il Parco ha organizzato visite guidate tematiche e percorsi didattici per studenti, famiglie e appassionati di archeologia. Questi integrano la visita ai reperti con momenti esperienziali: soste nel Bosco Sacro per ascoltare racconti sul culto di Demetra prima di osservare le edicole di Chora, oppure sessioni serali in cui i partecipanti, muniti di cuffie, percorrono il parco al tramonto per vivere Arbosonica con un’atmosfera suggestiva.

C’è una componente performativa e di comunità. All’inaugurazione del 10 novembre 2025, la poetessa Claudia Fabris ha recitato versi evocativi dedicati a Demetra e Persefone, accompagnata dalle musiche di Magaldi e dalla voce di Daniela Pes, all’interno della Rovina Inversa illuminata dal tramonto. Questo evento ha coinvolto emotivamente il pubblico, fungendo da rito di apertura del progetto. In futuro, si prevedono ulteriori iniziative parallele, come incontri con gli artisti, proiezioni del documentario Siris di Giovanni Troiloarts, e magari l’organizzazione di piccoli festival o eventi culturali ispirati all’arte e archeologia nel Parco di Herakleia. Queste attività contribuiscono a mantenere l’attenzione sul parco, trasformandolo in un luogo di apprendimento continuo e di fruizione sensoriale integrata, dove ogni visita può diventare un’esperienza diversa a seconda dell’ora, della stagione e dell’itinerario.

Impatto culturale in Basilicata e rapporto con musei e siti archeologici regionali.

Il progetto Siris è un caso studio significativo nella cultura della Basilicata, regione ricca di patrimoni archeologici ma meno toccata dall’arte contemporanea. È inserito in un investimento ministeriale (PON Cultura e Sviluppo) per la valorizzazione delle aree sacre di Herakleia. Ha portato in Basilicata un approccio innovativo già sperimentato altrove:l’idea che l’arte contemporanea possa risvegliare luoghi antichi, fornendo chiavi di lettura nuove senza snaturarli. Con Siris, la Basilicata diventa un “laboratorio di riflessione” sul rapporto tra memoria e contemporaneità, tra archeologia e immaginazione. Questo dialogo ha conferito al Parco di Herakleia una nuova centralità culturale, accendendo i riflettori su un sito poco noto. La cerimonia inaugurale ha visto la presenza di figure di spicco come Massimo Osanna (Direttore Generale Musei del MiC) e Filippo Demma (Direttore dei Musei Nazionali della Basilicata) a testimonianza dell’importanza strategica dell’iniziativa.

Il Parco di Herakleia collabora con le realtà museali e archeologiche lucane. Fa parte della rete dei Musei e Parchi Archeologici Nazionali della Basilicata e sorge vicino al Museo Archeologico Nazionale della Siritide (Policoro), che custodisce reperti dell’area – ceramiche, ori, iscrizioni e manufatti della città greca di Siris-Herakleiai. Uno degli scopi di Siris è rinsaldare la relazione tra il Parco e questo museo, integrando la visita all’area archeologica con quella alle collezioni. L’Ecomuseo Archeologico concepito intorno a Siris prevede un percorso integrato: le installazioni all’aperto preparano il visitatore a scoprire i reperti conservati al museo, e viceversa la visita fornisce il background storico per apprezzare le suggestioni artistiche nel parco. Questa visione valorizza l’intera “filiera” culturalelocale, dal paesaggio archeologico al contenuto museale, offrendo un’esperienza più ricca e coerente. Inoltre, la collaborazione con il Tower Art Museum di Matera evidenzia la volontà di fare rete oltre Policoro, coinvolgendo altre città lucane in progetti educativi e artistici connessi a Siris.

Siris dialoga con altri siti archeologici della Magna Grecia lucana, come Metaponto o Grumentum, suggerendo un modello replicabile di fruizione contemporanea del patrimonio. Sebbene ogni luogo abbia la sua specificità, l’idea di usare installazioni artistiche temporanee e non invasive per raccontare storie antiche potrebbe ispirare iniziative simili altrove in Basilicata. Dopo l’attenzione ricevuta con Matera Capitale Europea della Cultura 2019, la regione sta investendo nel coniugare tradizione e innovazione: Siris si inserisce in questo filone, dimostrando come un parco archeologico possa essere un teatro di sperimentazione creativa senza perdere autenticità. Dal punto di vista turistico e sociale, il progetto può aumentare la fruizione del Parco di Herakleia, prolungando la permanenza e vivono un’esperienza e coinvolgendo le comunità locali in un nuovo orgoglio verso il proprio patrimonio.

Siris è un progetto emblematico di come la Basilicata stia reinterpretando la propria identità culturale. Non è più solo terra di rovine e borghi storici, ma laboratorio di innovazione artistica. La convivenza tra installazioni a Policoro suggerisce che passato e presente possano arricchirsi. Come scrisse l’antropologo Marc Augé, citato dai curatori, «la vista delle rovine ci fa intuire l’esistenza di un tempo puro, non databile, un tempo perduto che l’arte talvolta riesce a ritrovare». Nel Parco Archeologico di Herakleia, grazie a Siris, quel “tempo perduto” della Magna Grecia sembra rivivere in forme nuove. Tra reticoli di metallo sospesi, piccole reliquie vegetali riemergenti e voci lontane tra gli alberi, il visitatore è chiamato a riscoprire la dimensione sacra e atemporale del luogo con occhi contemporanei. Siris ha un impatto che va oltre la riqualificazione del sito. Rappresenta un esempio virtuoso di valorizzazione culturale 4.0 per laBasilicata, dove memoria antica e creatività odierna si incontrano in un dialogo rispettoso e fecondo.

Siris ci mostra qualcosa di essenziale: che il patrimonio non è solo un insieme di resti da conservare, ma un luogo vivo, capace di generare nuove forme di lettura, emozione e conoscenza, tra rovine sollevate nel vuoto, edicole votive che affiorano dal sottobosco e una voce invisibile che accompagna i visitatori nel Bosco Sacro.

Nel Parco Archeologico di Herakleia, l’arte contemporanea non sostituisce la storia: la avvicina. Non ricostruisce ciò che non c’è più: lo rende percepibile. Non invade il sito: lo ascolta, ne amplifica i silenzi, ne rispetta le ferite. È una valorizzazione che non aggiunge peso, ma significato; che non impone una narrazione, ma invita a entrare in relazione con il paesaggio, il mito e la memoria.

Siris diventa così un modello – per la Basilicata e non solo – di come si possa immaginare un futuro della fruizione archeologica capace di essere innovativo, immersivo e allo stesso tempo rigoroso. In un futuro in cui la tutela convive con la creatività, e la contemporaneità diventa una lente per comprendere il passato senza tradirlo.

Se questo episodio vi ha incuriosito, vi invito a visitare Herakleia, ad attraversare la Vallata Mediana, a lasciarvi guidare dal vento, dalle installazioni e dai suoni. Scoprirete che la storia, quando è raccontata con rispetto e immaginazione, sa ancora stupire.

Grazie per aver ascoltato Il Restauro Architettonico. Continuate a seguire il progetto su www.ilrestauroarchitettonico.com e sui canali social. Ci sentiamo nel prossimo episodio.

Ecco una proposta di bibliografia strutturata per l’articolo o la scheda di presentazione del podcast.

Poiché il testo fa riferimento a un evento datato novembre 2025 (quindi in uno scenario futuro o molto recente rispetto al contenuto), la bibliografia è suddivisa in tre sezioni: la Sitografia/Rassegna Stampa (basata sulle fonti citate nel testo), la Bibliografia Teorica (i testi fondamentali sui concetti trattati, come Augé e il restauro) e i Riferimenti Progettuali.


Bibliografia e Sitografia

1. Rassegna Stampa e Fonti Web (Novembre 2025)

Elenco delle testate e dei portali di settore che hanno coperto il lancio del progetto Siris, come indicato nel testo.

  • Artribune. (2025, Novembre). Siris: Edoardo Tresoldi e STUDIO STUDIO STUDIO portano l’arte contemporanea a Herakleia. Disponibile su artribune.com
  • ArtsLife. (2025, Novembre). Dialoghi nel tempo: le installazioni di Van Vaerenbergh e Aparicio a Policoro.Disponibile su artslife.com
  • Corriere della Sera – Living. (2025, Novembre). Il design dell’invisibile: come Siris ridisegna il paesaggio lucano. Disponibile su living.corriere.it
  • Finestre sull’Arte. (2025, Novembre). Il Parco Archeologico di Herakleia inaugura Siris: arte, suono e archeologia. Disponibile su finestresullarte.info
  • Il Giornale dell’Arte. (2025, Novembre). Nuove pratiche di valorizzazione museale in Magna Grecia.Disponibile su https://www.google.com/search?q=ilgiornaledellarte.com
  • Le Cronache Lucane. (2025, Novembre). Policoro al centro dell’arte contemporanea: inaugurato il progetto Siris. Disponibile su lecronachelucane.it
  • Matera News. (2025, Novembre). Dalla Capitale della Cultura a Herakleia: la Basilicata continua a sperimentare. Disponibile su materanews.net

2. Riferimenti Teorici e Bibliografici

Testi suggeriti per approfondire i temi citati nell’articolo (rovina, restauro, paesaggio sonoro).

  • Augé, M. (2004). Rovine e macerie. Il senso del tempo. (A. Serafini, Trad.). Torino: Bollati Boringhieri. (Citato nel testo per il concetto di “tempo puro”).
  • Brandi, C. (1963). Teoria del restauro. Roma: Edizioni di Storia e Letteratura. (Riferimento implicito per i concetti di reversibilità e non invadenza).
  • Schafer, R. M. (1985). The Soundscape: Our Sonic Environment and the Tuning of the World. Destiny Books. (Fondamentale per comprendere l’installazione Arbosonica).
  • Tresoldi, E. (2020). Materia Assente. (Catalogo monografico). Riferimento per la poetica dell’artista e di STUDIO STUDIO STUDIO.

3. Riferimenti al Progetto e al Podcast

  • Biancamano, V. (Host). (2025, Novembre). Siris: arte contemporanea nel Parco Archeologico di Herakleia a Policoro [Episodio Audio]. In Il Restauro Architettonico.
  • STUDIO STUDIO STUDIO. (2025). Siris: Concept e Relazione di Progetto. Policoro: Direzione Artistica Antonio Oriente.
  • Troilo, G. (Regista). (2025). Siris [Documentario]. Prodotto in occasione dell’inaugurazione del progetto.

Crediti Immagini e Progetto

  • Fotografie: Roberto Conte
  • Opera raffigurata: Rovina Inversa
  • Autori dell’opera: Gijs Van Vaerenbergh
  • Curatela e Produzione: STUDIO STUDIO STUDIO (Edoardo Tresoldi)
  • Direzione Artistica: Antonio Oriente
  • Luogo: Parco Archeologico di Herakleia, Policoro (MT)
  • Courtesy: Ministero della Cultura / Progetto Siris / Archivio Parco Archeologico di Herakleia

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