Foto Marco Cappelletti





Rinascita e Luce: Il Museo Egizio di Torino – Il Restauro Architettonico
Quest’anno il Museo Egizio celebra i suoi 200 anni di storia. Fondato nel 1824 grazie all’impegno di Carlo Felice di Savoia, che finanziò la creazione di un istituto dedicato alla cultura egizia. Bernardino Drovetti, con il suo imponente contributo di oltre 5.000 reperti raccolti durante la sua carriera come console in Egitto, costituì il nucleo iniziale della collezione, il cui imponente contributo di oltre 5.000 reperti ha costituito il nucleo iniziale della collezione del museo, il quale raccolse oltre 5.000 reperti durante la sua carriera come console in Egitto, il museo nasce con l’intento di preservare e studiare i tesori dell’antico Egitto, consolidandosi nel tempo come un punto di riferimento culturale internazionale. Tra i suoi pezzi più iconici spiccano il corredo funerario di Kha e Merit, le maestose statue della dea Sekhmet e la collezione di papiri, che comprende più di 800 esemplari, alcuni dei quali in condizioni straordinarie.
Ma questo bicentenario non è solo una celebrazione del passato: è un momento di rinnovamento, come dimostrano nuovi allestimenti come la Galleria dei Re, dove statue restaurate e disposte a livello del pavimento creano un dialogo visivo diretto con i visitatori, o l’esposizione permanente “Materia. Forma del Tempo”, che esplora l’uso e il simbolismo dei materiali nell’antico Egitto. con nuovi allestimenti, sezioni innovative e progetti che si svilupperanno nel corso del 2025. Il museo, che custodisce una collezione di oltre 40.000 reperti, ha sempre rappresentato un ponte tra il passato e il presente, rinnovandosi per offrire un’esperienza culturale unica ai visitatori di tutto il mondo.
Come ha sottolineato il direttore Christian Greco, il museo oggi vuole essere “trasparente, visibile e inclusivo”, un luogo dove la memoria del passato incontra le esigenze del presente e le visioni del futuro. Questa trasformazione è accompagnata da un approccio che punta a creare una connessione emotiva tra il visitatore e i reperti, attraverso nuovi strumenti di narrazione e innovazioni tecnologiche.
La Galleria dei Re: Un’esperienza di luce
Uno dei punti centrali del rinnovamento è la Galleria dei Re. Questo spazio, che accoglie il pubblico all’ingresso, ha subito una trasformazione radicale. Le statue dei faraoni e delle divinità, restaurate attraverso un minuzioso processo che ha riportato alla luce i loro colori originali, sono ora posizionate a livello del pavimento, offrendo ai visitatori la possibilità di guardarli direttamente negli occhi. Tra queste spicca la maestosa statua di Ramesse II, il cosiddetto ‘Apollo del Belvedere egizio’, che incarna la potenza e la grazia della figura regale dell’antico Egitto.
Le pareti in metallo riflettente e le finestre seicentesche riaperte moltiplicano la luce, intensificando la percezione di grandezza e luminosità, creando un’atmosfera solenne che invita i visitatori a sentirsi parte di un dialogo diretto con l’antichità. creando un gioco di riflessi che amplifica la sensazione di spaziosità e rende l’ambiente simile a un tempio di luce, simbolo della rinascita e dell’energia vitale nella cultura egizia, profondamente legata alla venerazione del dio Sole, Ra. evocando la centralità del dio Ra nella cultura egizia.
L’allestimento è stato progettato dallo studio OMA di Rotterdam e punta a creare un ambiente che combina modernità e tradizione. La scelta dei materiali e la disposizione delle statue evocano l’idea di un antico tempio, ma con un tocco contemporaneo che rende l’esperienza immersiva e affascinante.
Materia: Forma del Tempo
Un altro nuovo allestimento permanente è “Materia. Forma del Tempo”, inaugurato il 5 ottobre scorso. Questo percorso esplora l’uso di materiali come legni, pigmenti, ceramiche e pietre, evidenziando il loro ruolo fondamentale nella cultura egizia:
- Legno: Utilizzato per sarcofagi e strumenti quotidiani, rappresentava la flessibilità e la perennità.
- Pigmenti: Ricavati da minerali naturali, decoravano templi e papiri con colori simbolici.
- Ceramiche: Versatili e resistenti, erano essenziali per la vita domestica e rituale.
- Pietre: Dalle piramidi ai templi, incarnavano l’eternità e la connessione con il divino.
Tra gli oggetti più affascinanti vi è un frammento di calcare dipinto, raffigurante una danzatrice in posizione acrobatica, che veniva spesso rappresentata durante cerimonie religiose o feste solenni in onore di divinità come Hathor, la dea dell’amore e della fertilità. In questi contesti, la danza era considerata un atto sacro e simbolico, capace di celebrare la vita e rafforzare l’armonia tra il mondo terreno e quello divino. che simboleggia la celebrazione della vita e della spiritualità. La danza nell’antico Egitto non era solo un’arte, ma un mezzo per comunicare con il divino, spesso rappresentata durante cerimonie religiose per onorare le divinità e garantire l’armonia cosmica. che rappresenta un raro esempio di arte dinamica nell’antico Egitto. Questa figura, con il suo movimento fluido e i dettagli vivaci, simboleggia l’importanza della danza nelle cerimonie religiose e nelle celebrazioni festive del Nuovo Regno.
Tra i reperti esposti, troviamo librerie di legni e pigmenti, alcuni dei quali ricavati da minerali rari dell’antico Egitto, oltre 5.000 vasi disposti come in una biblioteca, ciascuno decorato con dettagli che raccontano storie della vita quotidiana, e straordinari esempi di statuaria e decorazioni in pietra, come le iscrizioni dedicate alle divinità e ai faraoni. Arricchiti da videomapping che ricostruiscono i motivi ornamentali dell’epoca, ogni oggetto racconta una storia unica, offrendo una finestra sulle tecniche, i simbolismi e le funzioni quotidiane della civiltà egizia.
Progetti futuri: Una piazza tra il museo e la città
Entro il 2025, il cortile interno del museo sarà trasformato in una piazza coperta, dove sono già previsti eventi culturali, mostre temporanee e workshop dedicati all’antico Egitto, un’area che offrirà ai visitatori uno spazio dove rilassarsi, partecipare ad eventi culturali e immergersi in un ambiente che unisce storia e contemporaneità. La copertura in vetro e acciaio, progettata dallo studio OMA di Rotterdam, filtrerà la luce naturale, creando un ambiente accogliente ideale per eventi, esposizioni temporanee e momenti di socializzazione.
Questo spazio multifunzionale sarà una vera agorà culturale, con aree per eventi, il Giardino Egizio, che ricreerà la flora simbolica del Nilo attraverso piante come il papiro, il loto e le palme, offrendo uno spazio di relax e contemplazione, e la sezione Egitto Immersivo, dove installazioni multimediali e ricostruzioni virtuali permetteranno ai visitatori di immergersi nell’atmosfera dell’antico Egitto. Sarà accessibile gratuitamente anche oltre l’orario di chiusura del museo.
Il Tempio di Ellesiya: Un dono dell’Egitto
Non possiamo parlare del Museo Egizio senza menzionare il Tempio di Ellesiya. Questo antico tempio rupestre, scavato nella roccia da Tutmosi III e donato all’Italia nel 1966, è stato recentemente restaurato e riallestito. La sua storia è un simbolo della collaborazione internazionale e del ruolo del museo nella conservazione del patrimonio mondiale.
Grazie al videomapping, una tecnologia che utilizza proiezioni luminose per creare effetti visivi dinamici e coinvolgenti, i visitatori possono osservare, ad esempio, il ciclo del Nilo e la sua importanza per l’agricoltura e la vita quotidiana nell’antico Egitto, offrendo una comprensione visiva del rapporto tra la civiltà e il suo ambiente naturale. i visitatori possono osservare una simulazione del trasporto del Tempio di Ellesiya dalla Nubia a Torino, ripercorrendo i passaggi di smontaggio e ricostruzione con dettagli straordinari. Inoltre, animazioni che mostrano la costruzione delle piramidi rivelano le tecniche ingegneristiche e i simbolismi celati dietro questi monumenti iconici.
Il Tempio di Ellesiya è oggi un esempio tangibile di come la memoria del passato possa essere conservata e valorizzata per le future generazioni.
Il Museo Egizio di Torino non è solo un luogo che conserva e racconta la storia dell’antico Egitto, ma un laboratorio culturale che guarda al futuro. Con le sue innovazioni, spazi rinnovati e un forte impegno verso l’inclusività, si propone come un modello per i musei di tutto il mondo. Ogni angolo del museo racconta una storia, dalle statue imponenti della Galleria dei Re agli oggetti quotidiani esposti nelle sezioni dedicate ai materiali, offrendo un quadro completo della vita, della religione e dell’arte nell’antico Egitto.
Vi invito a visitarlo, a immergervi nella sua magia e a lasciarvi ispirare dalla luce che illumina ogni angolo di questo straordinario tempio della conoscenza. E non dimenticate di esplorare le nuove sezioni e gli allestimenti interattivi, che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente e educativa.
Grazie per avermi seguito in questo viaggio. Alla prossima puntata de “Il Restauro Architettonico”, dove continueremo a esplorare i tesori del nostro patrimonio culturale. Ciao e a presto!
Bibliografia
“I tesori del Museo Egizio di Torino” – A. M. Donadoni-Rodrigues (2000)
Un viaggio attraverso i tesori più iconici del museo, con fotografie e descrizioni dettagliate dei reperti più significativi.
“The Egyptian Museum of Turin” – E. G. Caproni (2002)
Una panoramica in inglese sulle principali collezioni e sugli aspetti storici del Museo Egizio, per i lettori internazionali.
“Egitto e Torino: un’antica storia di amore e conoscenza” – M. P. C. Torchia (2004)
Un libro che esplora il legame storico e culturale tra Torino e l’Egitto, raccontando come le collezioni siano arrivate nel museo e l’impatto culturale che hanno avuto.
“L’Egitto nelle collezioni del Museo Egizio di Torino” – A. B. Bastianelli (2006)
Un testo che esamina la storia e il contesto culturale degli oggetti esposti, con un’attenzione particolare alla loro rilevanza storica.
“La Collezione Egizia di Torino. Catalogo generale” – G. I. L. Guglielmi, M. S. S. Della Casa (2009)
Un’opera di catalogazione delle principali collezioni, con dettagli sui singoli oggetti, la loro provenienza e le tecniche di realizzazione.
“Museo Egizio di Torino. Guida” – Museo Egizio di Torino (Anno di pubblicazione variabile)
Una guida ufficiale che esplora le principali opere del museo, offrendo informazioni dettagliate sulla storia e sulla collezione egizia.
“Il Museo Egizio di Torino: storia, collezioni, restauro” – S. Donadoni, L. Lippolis (2015)
Un’analisi approfondita della storia del museo e dei suoi restauri, utile per comprendere l’evoluzione della sua collezione.
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